Elezioni Ferrara 2019, i risultati ufficiali: Alan Fabbri è il nuovo sindaco

Elezioni amministrative Ferrara 2019, i risultati ufficiali del primo turno e del ballottaggio con Alan Fabbri (centrodestra) che è stato eletto nuovo sindaco.

Elezioni Ferrara 2019, i risultati ufficiali: Alan Fabbri è il nuovo sindaco

Risultati ballottaggio elezioni Ferrara 2019: Alan Fabbri è il nuovo sindaco della città emiliana, dopo aver superato il suo sfidante Aldo Modonesi nel ballottaggio di domenica 9 giugno.

Nel testa a testa decisivo, Fabbri (centrodestra) ha avuto la meglio con il 56,77% dei voti nei confronti di Modonesi (centrosinistra) che invece non è andato oltre il 43,23%.

Prima del ballottaggio, scaduti i termini per sancire di eventuali apparentamenti, a Ferrara in vista del ballottaggio i candidati Alberto Bova e Roberta Fusari avevano siglato un accordo ufficiale con Aldo Modonesi, mentre Alan Fabbri ha avuto al suo fianco Francesco Rendine.

Qui tutti i RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE 2019

Elezioni Ferrara 2019: il ballottaggio

I risultati ufficiali dello spoglio del ballottaggio a Ferrara dopo lo spoglio di 160 sezioni su 160, con l’affluenza definitiva che è stata del 61,89%.

^CandidatoPartitoPercentuale
Aldo Modonesi Centrosinistra 43,23%
Alan Fabbri Centrodestra 56,77%

Al primo turno Alan Fabbri (candidato del centrodestra) è finito davanti a tutti sfiorando la vittoria con il 48,44% dei voti, mentre Aldo Modonesi (candidato del centrosinistra) si è guadagnato l’accesso al ballottaggio dopo aver ottenuto il 31,75%.

Scaduti i termini per dare vita a degli apparentamenti ufficiali, Modonesi ha stretti un accordo con Bova e Fusari, entrambi candidati di area centrosinistra, mentre Fabbri con Rendine. Il Movimento 5 Stelle invece ha lasciato libertà di scelta ai propri elettori.

I risultati del primo turno

L’affluenza ufficiale per il primo turno di queste elezioni amministrative di Ferrara è stata del 71,70%. Questi sono i risultati dopo lo scrutinio di 160 sezioni su 160.

CandidatiListePercentuali
Alberto Bova Ferrara in Comune-Ferrara Concreta (2,46%) 2,33%
Alan Fabbri Lega (30,94%), Fratelli d’Italia (4,14%), Forza Italia Rinascimento (4,47%), Ferrara Civica (1,21%), Ferrara Cambia (8,32%) 48,44%
Andrea Firrincieli InnovaFE (0,66%) 0,66%
Roberta Fusari +Europa (1,98%), Azione Civica (3,70%), Coalizione Civica (2,66%) 8,63%
Tommaso Mantovani Movimento 5 Stelle (7,07%) 6,83%
Giorgio Massini Ferrara Libera (0,40%) 0,39%
Aldo Modonesi Partito Democratico (21,82%), Insieme (2,72%), FrAZioni (1,87%), Gente A Modo (4,57%) 31,75%
Francesco Rendine Giustizia Onore e Libertà (1,01%) 0,98%


Per decretare chi sarà il prossimo sindaco di Ferrara, domenica 9 giugno ci sarà il ballottaggio decisivo tra i due candidati più votati.

La legge elettorale

Fatta eccezione per le regioni a statuto speciale dove possono esserci dei cambiamenti, la legge elettorale delle elezioni amministrative in Italia è di tipo stampo maggioritario per quanto riguarda l’elezione del sindaco, mentre la ripartizione dei consiglieri avviene in maniera proporzionale.

Essendo Ferrara un Comune con più di 15.000 abitanti, visto che nessun candidato al primo turno ha ottenuto la maggioranza assoluta allora si procederà a un ballottaggio tra i due più votati. Nel caso si dovesse verificare una perfetta parità nel testa a testa finale, sarà eletto sindaco il candidato più anziano.

Per garantire la formazione di una maggioranza solida e di conseguenza una sostanzialegovernabilità, alle liste collegate al candidato sindaco risultato vincitore verrà attribuito il 60% dei seggi.

Quando si verificano degli apparentamenti, anche le liste che si sono unite al candidato vincente del ballottaggio prendono parte alla divisione del premio di maggioranza. I restanti posti nel Consiglio verranno poi assegnati alle altre liste in maniera proporzionale attraverso il “metodo D’Hondt”.

Alla divisione dei seggi, si andranno a eleggere nel totale 32 consiglieri escluso il sindaco, saranno ammesse tutte le liste e i gruppi di liste di candidati che avranno superato la soglia di sbarramento del 3% dei voti validi.

I candidati

Il centrosinistra che da tempo amministra la città ha dovuto guardare avanti dopo i due mandati dell’attuale primo cittadino Tiziano Tagliani. Alla fine il PD ha scelto come candidato Aldo Modonesi, ma si sono registrate alcune fuoriuscite.

Dopo che Vittorio Sgarbi aveva dichiarato di voler correre in queste elezioni con la sua lista Rinascimento, il centrodestra insieme alla civica Ferrara Cambia ha scelto di candidare il leghista Alan Fabbri.

Dopo un periodo di sostanziale caos in casa Movimento 5 Stelle, alla fine la lista che ha ottenuto la certificazione, raccogliendo in extremis le firme necessarie, è quella di Tommaso Mantovani.

Molto nutrita è stata la schiera dei candidati civici. In area centrosinistra tramontata l’idea di costruire il Polo Civico, l’assessore all’Urbanistica Roberta Fusari è stata la candidata della sua Azione Civica che ha avuto il supporto di +Europa, mentre Italia in Comune ha deciso di puntare su Alberto Bova.

Sono stati della partita anche Francesco Rendine con la lista Giustizia Onore e Libertà (GOL), Giorgio Massini con Ferrara Libera e Andrea Firrincieli di InnovaFe.

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