Lo stretto di Hormuz è così importante che sta spingendo il cambiamento di tutte le rotte di trasporto, a causa delle criticità. L’Egitto ha già un canale alternativo per l’Europa.
La guerra in Iran e le pressioni sullo stretto di Hormuz hanno risvegliato l’attenzione di molti Paesi sulla necessità di corridoi di transito alternativi. Per quanto sia rimasta una necessità sempre nota, ora è diventato tangibile quanto sia effettivamente urgente garantire vie commerciali diversificate e collocate in territori geopoliticamente sicuri. L’Egitto sta quindi rafforzando il suo canale alternativo tra l’Europa e la regione del Golfo, preparandosi a diventare a tutti gli effetti un hub strategico centrale per gli scambi tra le due aree.
La notizia è importante per l’Europa, ma ancora di più per l’Italia, che ha un ruolo fondamentale nel progetto. Di fatto, tutto si basa sulla tratta Damietta-Trieste, inaugurata nel 2024 nell’ambito di una più ampia linea di collaborazione per i trasporti, che va dalla connettività marittima a quella ferroviaria. L’impegno congiunto delle due nazioni ha rafforzato i rapporti economici e commerciali tra le parti, ma soltanto adesso il suo potenziale è veramente palpabile. Con l’impennata di viaggi degli ultimi mesi, infatti, è emerso chiaramente quanto il cosiddetto corridoio Ro-Ro (perché usa un sistema roll on/roll off) possa rivelarsi utile sia all’Europa che alla regione del Golfo.
Il corridoio Ro-Ro tra Egitto e Italia
Alla fine del 2024 Italia ed Egitto hanno inaugurato il corridoio Ro-Ro che collega gli scali di Trieste e Damietta, segnando una tappa fondamentale nei rapporti tra i due Paesi. Per il funzionamento del transito di merci è richiesto il lavoro coordinato di aziende e istituzioni da entrambe le parti, con un tornaconto moltiplicato per tutti i soggetti coinvolti. Egitto e Italia hanno a disposizione un corridoio percorribile in circa un giorno e mezzo, con una capacità di circa 450 camion. Il rapido passaggio dal trasporto marittimo a quello su terra, reso possibile proprio dalle navi Ro-Ro che permettono il veloce sbarco dei veicoli, e la semplificazione dell’iter doganale fanno del corridoio Trieste-Damietta una via estremamente efficiente.
Un canale alternativo tra l’Europa e la regione del Golfo
Tutte le tensioni intorno allo stretto di Hormuz hanno avuto come logica conseguenza l’ampliamento del canale tra Egitto e Italia. Il Cairo punta a realizzare nuove rotte marittime e terrestri per aumentare ulteriormente la capacità di transito e costruire reti di approvvigionamento stabili. Non è soltanto una necessità per la sopravvivenza del Paese, che dipendente dall’import quanto dall’export europeo, ma anche una scelta dirimente per la sua economia.
L’Egitto non vuole fermarsi, proprio ora, a un collegamento alternativo, funzionale ma complementare alle vie di transito più frequentate. Al contrario, mira a diventare un nuovo punto di riferimento nel commercio globale, sfruttando la posizione strategica, territoriale ma anche diplomatica, tra l’Europa e la regione del Golfo. Non c’è momento migliore per conquistare l’interesse del mondo, alle prese con costi salatissimi, tempi lunghi, sempre quando il trasporto è possibile. Eppure, l’Egitto stesso non sta affrontando un periodo florido, dovendo fare a meno a gran parte delle entrate derivanti dal canale di Suez. Ma con un sacrificio ora potrà garantirsi una posizione solida nel futuro, facendo della sua via rapida e solida un passaggio preferenziale per Europa, Africa e Medio Oriente.
I trasporti dopo la guerra in Iran
Ormai è chiaro che per i trasporti commerciali globali la guerra in Iran si pone come uno spartiacque decisivo. Avremo una mappa di transito precedente al conflitto e una, molto diversa, successiva. Il caso egiziano è solo un esempio, visto che anche i produttori e i commercianti di petrolio stanno costruendo nuove rotte per aggirare gli ostacoli. In questo caso si tratta di soluzioni quasi emergenziali, non destinate a durare nel tempo ma capaci di spingere un cambiamento considerevole nelle modalità con cui viene concepito il transito di merci critiche come il petrolio.
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