Ecco quanto ti può costare la svolta politica che sta cambiando la vigilanza sui mercati USA

Redazione Money Premium

2 Gennaio 2026 - 07:26

Questi numeri alimentano una preoccupazione concreta: meno sanzioni e meno indagini significano più spazio per frodi, manipolazioni e pratiche scorrette.

Ecco quanto ti può costare la svolta politica che sta cambiando la vigilanza sui mercati USA

La Securities and Exchange Commission, l’autorità che vigila sui mercati finanziari statunitensi, si trova a un punto di svolta potenzialmente pericoloso. A partire da gennaio, la SEC opererà in una configurazione rarissima nella sua storia moderna: tutti i commissari in carica appartengono allo stesso partito politico. Un fatto che, per chi investe nei mercati USA, non è solo un dettaglio istituzionale, ma un campanello d’allarme concreto.

Fin dalla sua nascita, dopo la crisi del 1929, la SEC è stata progettata come un organismo bipartisan, con cinque commissari dai mandati sfalsati proprio per evitare che una singola forza politica potesse esercitare un controllo totale. Storicamente, tre commissari appartengono al partito del presidente in carica e due a quello di opposizione, talvolta affiancati da figure indipendenti. Questo equilibrio ha rappresentato per decenni una garanzia di stabilità e credibilità.

Oggi, però, questo sistema si è incrinato. Con la scadenza del mandato della commissaria Caroline Crenshaw e le dimissioni anticipate di Jaime Lizárraga, la commissione resta composta da soli tre membri, tutti repubblicani, guidati dal presidente Paul Atkins. Non esiste alcuna norma che lo vieti, ma l’assenza di voci critiche interne riduce drasticamente il confronto su decisioni che incidono su trilioni di dollari di capitali globali.

I primi effetti sono già visibili nei numeri. Secondo un’analisi di Cornerstone Research, l’attività di enforcement – uno dei compiti centrali della SEC per la tutela degli investitori – è diminuita del 30% nell’anno fiscale conclusosi il 30 settembre. Il dato diventa ancora più significativo se si guarda al periodo successivo al cambio di amministrazione: solo 4 azioni di enforcement avviate dal 20 gennaio, contro le 52 avviate nell’ultimo anno sotto la precedente guida. Una contrazione così netta equivale, nei fatti, a un allentamento dei controlli.

Questi numeri alimentano una preoccupazione concreta: meno sanzioni e meno indagini significano più spazio per frodi, manipolazioni e pratiche scorrette. Non a caso Crenshaw ha parlato di un “cambiamento sismico” nella governance societaria, avvertendo che i mercati rischiano di assomigliare sempre più a un casinò piuttosto che a uno strumento di investimento responsabile per famiglie e fondi pensione.

Il tema si inserisce in una strategia più ampia di deregolamentazione. Atkins ha criticato apertamente quello che definisce “regulatory creep”, sostenendo che gli obblighi informativi imposti alle aziende siano diventati eccessivi e scoraggino le quotazioni in borsa. È un argomento che trova consenso nel mondo imprenditoriale, ma che solleva interrogativi sul prezzo da pagare in termini di regolamentazione finanziaria e protezione degli investitori.

Per l’Europa e per l’Italia, il problema non è distante. I mercati statunitensi rappresentano una quota rilevante dei portafogli di fondi pensione, assicurazioni e investitori retail. Una SEC percepita come politicamente sbilanciata e meno incisiva nei controlli può ridurre la fiducia complessiva nel sistema, aumentando la volatilità e il rischio sistemico.

Il bipartitismo non è un vincolo burocratico, ma uno strumento di qualità decisionale. La presenza di un commissario di opposizione o indipendente obbliga l’istituzione a giustificare ogni scelta, rafforzandone la legittimità. Senza questo contrappeso, anche decisioni pensate per favorire la crescita possono produrre effetti collaterali pericolosi.

Ripristinare l’equilibrio non richiederebbe riforme complesse: basterebbe una nomina che riporti pluralità di vedute all’interno della SEC. In gioco non c’è solo la politica americana, ma la solidità del sistema finanziario globale e la fiducia di milioni di investitori che, ogni giorno, affidano i propri risparmi ai mercati USA.