Questi numeri alimentano una preoccupazione concreta: meno sanzioni e meno indagini significano più spazio per frodi, manipolazioni e pratiche scorrette.
La Securities and Exchange Commission, l’autorità che vigila sui mercati finanziari statunitensi, si trova a un punto di svolta potenzialmente pericoloso. A partire da gennaio, la SEC opererà in una configurazione rarissima nella sua storia moderna: tutti i commissari in carica appartengono allo stesso partito politico. Un fatto che, per chi investe nei mercati USA, non è solo un dettaglio istituzionale, ma un campanello d’allarme concreto.
Fin dalla sua nascita, dopo la crisi del 1929, la SEC è stata progettata come un organismo bipartisan, con cinque commissari dai mandati sfalsati proprio per evitare che una singola forza politica potesse esercitare un controllo totale. Storicamente, tre commissari appartengono al partito del presidente in carica e due a quello di opposizione, talvolta affiancati da figure indipendenti. Questo equilibrio ha rappresentato per decenni una garanzia di stabilità e credibilità.
Oggi, però, questo sistema si è incrinato. Con la scadenza del mandato della commissaria Caroline Crenshaw e le dimissioni anticipate di Jaime Lizárraga, la commissione resta composta da soli tre membri, tutti repubblicani, guidati dal presidente Paul Atkins. Non esiste alcuna norma che lo vieti, ma l’assenza di voci critiche interne riduce drasticamente il confronto su decisioni che incidono su trilioni di dollari di capitali globali. [...]
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