Rendimenti attivi a confronto tra i prodotti a vincolo del risparmio postale garantiti dallo Stato Italiano
A volte capita di dover vincolare dei soldi per un certo periodo di tempo nell’ottica di gestione del portafoglio. È una soluzione che non porta mai alla crescita reale del capitale, quanto a preservarlo sul breve termine. Nei fatti poi tutto dipenderà dalla somma algebrica tra rendimenti da un lato e tasse, spese e inflazione dall’altro. Se il primo supera o almeno pareggia i secondi, la protezione è garantita, altrimenti ecco servita l’erosione parziale del capitale. Premesso ciò, vediamo quanto rendono a marzo i 5 depositi vincolati alle Poste con durate tra 6 18 mesi.
I rendimenti sul risparmio postale saliranno o no?
Da giorni stiamo assistendo al rialzo degli yield sul comparto del reddito fisso, anche se si tratta di rialzi a macchia di leopardo. Su alcuni prodotti questi meccanismi sono veloci e apportati direttamente dal mercato prima ancora degli emittenti. Il riferimento è ai titoli di Stato già quotati sul mercato secondario tipo il MOT di Borsa Italiana. Qui gli operatori hanno modo di intervenire rapidamente e di calibrare i ritorni effettivi agli scenari che si vanno man mano delineando.
Facciamo un esempio per tutti considerando il BTP con durata residua a 12 mesi. Il 27 febbraio ha chiuso al 2,056% mentre mercoledì 18 marzo al 2,464% (min/max giornaliero: 2,37%–2,492%). Si tratta di mezzo punto percentuale scarso che non passa di certo inosservato.
Su altri prodotti occorre invece attendere l’intervento dell’emittente che in genere chiude una serie già in commercio e la sostituisce con un’altra a rinnovate condizioni economiche. È il caso dei conti depositi bancari o dei prodotti del risparmio postale, per esempio. Su quest’ultimi Cassa Depositi e Prestiti (CDP) non si è mossa a ritoccare i tassi rispetto a quelli vigenti fino al mese scorso. Il discorso vale sui buoni postali, dove l’ultimo intervento più significativo (un mesetto fa) è stato il passaggio dal vecchio (fino al) 5% al nuovo (fino al) 4% del buono dedicato ai minori.
Quando e perché attivare gli accantonamenti Supersmart?
Sul fronte dei Depositi Supersmart si segnala la sola novità della nuova serie Plus da giovedì 19 marzo.
In generle, si tratta di accantonamenti che l’emittente riserva ai titolari di libretto Smart al fine di conseguire un maggior ritorno a scadenza. Invece di detenere le somme liquide, il titolare del libretto apre il Deposito a lui più conveniente e/o possibile e spunta maggiori ritorni a scadenza. In verità gli attuali tassi offerti dall’emittente in genere non consentono di ripagarsi integralmente dal rialzo dei prezzi al consumo. In parole povere, i ritorni attesi ripagano buona parte, ma non tutta, l’inflazione di periodo.
Malgrado ciò si rivelano una possibile alternativa alla liquidità pura, su cui l’inflazione si abbatte per intero. I Depositi Supersmart, inoltre, godono della garanzia dello Stato Italiano, non hanno costi di gestione e si attivano da 500 € con multipli di 50 €. Ancora, hanno brevi durate e danno la possibilità di svincolare anzitempo, in tutto o in parte, l’accantonamento che si vuol liberare.
Sul fronte fiscale, infine, valgono le stesse considerazioni che attengono al conto deposito. Per cui la ritenuta sugli interessi è al 26%, mentre l’imposta di bollo dello 0,2% si applica nei tempi, modi e forme previste dalla Legge.
I rendimenti annui lordi a scadenza sui Depositi Supersmart Plus e Open
Entriamo nello specifico dei singoli vincoli oggi disponibili e vediamone i tratti chiave. Partiamo da Supersmart Open, l’unico privo di requisiti particolari di attivazione tranne i quattro standard di “default”, vale a dire:
- l’essere maggiorenni;
- l’essere titolare di libretto Smart (monointestato o cointestato a firma disgiunta);
- attendere la naturale scadenza del vincolo attivato senza esercitare il riscatto anticipato per non perdere gli interessi nel frattempo maturati;
- rispettare il taglio minimo dei 500 €, incrementabile per multipli di € 50.
Detto ciò, nello specifico dell’opzione Open la durata del vincolo è di 360 giorni con rendimento annuo lordo a scadenza dell’1,50%. Al netto della ritenuta fiscale siamo circa sull’1,1% netto annuo.
A seguire ecco Deposito Supersmart Plus che prevede perimetri di disponibilità. L’accantonamento, infatti, è dedicato ai soli clienti che hanno aderito all’Opzione Risparmio Smart sull’omonimo libretto. Qui la durata del vincolo è di soli 181 giorni con rendimento annuo lordo a scadenza del 3,25%, in aumento rispetto al 2,50% della serie precedente in vigore fino al 18 marzo. Considerato che dura 6 mesi e non un anno, allora il tasso va diviso per (quasi) due e poi depurato dalle tasse per avere il netto.
Ecco quanto rendono a marzo i 5 depositi vincolati alle Poste con durate tra 6 18 mesi
Il 3° Deposito che presentiamo è il Supersmart Rinnova, il deposito dalla durata più lunga che vi sia e pari a 540 giorni. È tuttavia rivolto ai soli clienti con uno o più accantonamenti di offerte e/o depositi Supersmart Premium scaduti a partire dal 1° aprile 2025 e non rimborsati in anticipo. Al termine dei 18 mesi di attesa del vincolo il rendimento annuo lordo a scadenza è dell’1,75%.
Il tasso annuo lordo a scadenza sale infine al 2,00% sia sul Deposito Supersmart Young che Pensione. Dai rispettivi nomi s’intuisce che sono rivolti a fasce di clientela anagraficamente contrapposte.
Young, nello specifico, è destinato ai giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni, sempre titolari di libretto Smart monointestati o cointestati a firma disgiunta. L’accantonamento dura 180 giorni, sempre disattivabile in ogni momento (in toto o in parte) senza costi di gestione (tasse escluse).
Invece Deposito Supersmart Pensione è riservato a chi accredita una pensione INPS sul libretto Smart o ha presentato la relativa richiesta di accredito. Qui la durata dell’accantonamento è annua, e cioè di 364 giorni nello specifico.
In ultimo simuliamo quanto renderebbe una somma di 7mila € sui 5 depositi su visti e alle attuali condizioni di mercato. Gli importi sono indicati al netto della ritenuta fiscale e quindi al lordo dell’imposta di bollo (fonte: Poste Italiane):
- Deposito Supersmart Plus: 83,48 €;
- Deposito Supersmart Rinnova: 134,11 €;
- Deposito Supersmart Open: 76,64 €;
- Deposito Supersmart Young: 51,09 €;
- Deposito Supersmart Pensione: 103,32 €.
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