Ecco a che velocità scatta davvero l’autovelox in Italia

Ilena D’Errico

27 Febbraio 2026 - 22:39

La multa per eccesso di velocità non è questione di pochi metri di differenza. La legge prevede un margine di tolleranza per gli autovelox. Ecco quando scattano le sanzioni.

Ecco a che velocità scatta davvero l’autovelox in Italia

I limiti di velocità sono spesso fastidiosi per i conducenti, ma anche indispensabili per la sicurezza. Una velocità adeguata alle condizioni stradali, al traffico e al luogo è fondamentale per diminuire il rischio di incidenti e l’impatto di eventuali sinistri. Di fatto, il Codice della strada prevede diverse regole per assicurare una velocità consona a seconda di tutti i fattori, ma la base di partenza sono i limiti di velocità.

Non è (quasi) mai possibile superarli, talvolta possono essere abbassati ma non alzati. Per il rispetto dei limiti moltissime strade hanno gli autovelox, incubo degli automobilisti da vari anni. Tra i timori legati a questo strumento ci sono gli errori di misurazione e la difficoltà per il conducente di mantenere una velocità costante con estrema precisione. La differenza di un chilometro orario non è certo semplice da gestire con il pedale, ma neanche certa da verificare sul tachimetro. Insomma, una piccola imprecisione può causare multe salate? In realtà no, se tutto funziona per il meglio. La legge prevede appositamente un margine di tolleranza.

Di quanto è la tolleranza degli autovelox

Il Codice della strada impone che i dispositivi di accertamento della velocità siano conformi ad alcuni requisiti tecnici che ne garantiscano il funzionamento. Nonostante gli autovelox dovrebbero essere omologati e poi revisionati periodicamente, la legge prevede comunque un certo limite di tolleranza per far fronte all’eventuale malfunzionamento o imprecisione dello strumento.

Una precauzione che potremmo considerare provvidenziale, vista l’assenza di omologazione, e che accorre in tutela dell’automobilista. Ovviamente, non si tratta di parametri elevati, altrimenti non si potrebbe più parlare di margine di tolleranza e sarebbe superfluo installare apparecchi per la rilevazione della velocità. I parametri sono però sufficientemente ampi da coprire la percentuale di errore dello strumento, sia in caso di rilevazione della velocità diretta oppure media.

In particolare, per le velocità fino a 100 km/h c’è una tolleranza di 5 km/h, di fatto sottratti alla velocità rilevata e così riportati sul verbale. Quando la velocità rilevata supera i 100 km/h, invece, la tolleranza è del 5% sul totale. Oltre a ciò, bisogna sapere che la velocità viene arrotondata per difetto, mentre il margine di tolleranza per eccesso, dunque a favore - seppur con una minima differenza - del conducente.

A che velocità scatta davvero l’autovelox

Per capire quando scatta l’autovelox e quindi in quali casi dovete aspettarvi di ricevere un verbale non basta conoscere la tolleranza, ma è necessario considerare anche i limiti di velocità e la velocità effettiva. Facciamo qualche esempio prendendo come spunto i limiti di velocità generalmente applicati sul territorio, escludendo casi particolari (prossimità di edifici scolastici, cantieri, nebbia) o mezzi sottoposti a limiti differenti.

Nei centri abitati il limite di velocità corrisponde a 50 km/h, a cui bisogna aggiungere 5 km/h di tolleranza. In questo caso, l’autovelox scatta se rileva una velocità di almeno 56 km/h, mentre non rischia alcun multa chi percorre il tratto fino a 55 km/h. Lo stesso principio si applica alle strade extraurbane secondarie e locali, con limite a 90 km/h: l’autovelox scatta superando i 95 km/h.

Nelle strade extraurbane principali, invece, essendo il limite di velocità pari a 110 km/h non è possibile sottrarre 5 km/h, bensì bisogna diminuire la velocità rilevata del 5%. In caso di velocità pari al limite, si otterrebbe così un risultato di 5,5, arrotondato per eccesso a 6 km/h; dunque l’autovelox scatta soltanto superando i 116 km/h. Analogamente, anche per le autostrade, dove considerando un limite di 130 km/h la sanzione parte soltanto superando i 137 km/h.

Bisogna comunque ricordare che la modalità di calcolo della tolleranza dipende dalla velocità rilevata e non dal limite di velocità. Nell’assurda ipotesi in cui un automobilista percorra un centro urbano a 110 km/h, ad esempio, avrebbe una tolleranza del 5% scontata sul verbale e non di 5 km/h. Nulla che incida sensibilmente sulla sanzione, ecco perché è importante tenere conto della tolleranza sul limite massimo previsto.

Multe per eccesso di velocità, importi e sanzioni accessorie

Come anticipato, l’autovelox scatta e implica l’accertamento di una violazione quando rileva una velocità superiore al massimo consentito su quel tratto stradale al netto del margine di tolleranza da applicare. Bisogna però ricordare che il rispetto del Codice della strada è importante per la sicurezza e che comunque la riduzione fa la differenza soltanto tra ricevere la sanzione o meno.

Quando viene superato il limite di velocità (nonostante la sottrazione di 5 km/h o del 5%) l’eccesso di velocità condonato per via della tolleranza viene invece conteggiato e diventa utile alla comminazione della sanzione. Le multe per eccesso di velocità attualmente previste, infatti, dipendono dall’entità di superamento del limite.

  • Fino a 10 km/h oltre il consentito: sanzione pecuniaria da 42 a 173 euro;
  • da 10 fino a 40 km/h oltre il consentito: sanzione pecuniaria da 173 a 695 euro e decurtazione di 3 punti dalla patente;
  • da 40 a 60 km/h oltre il consentito: sanzione pecuniaria da 544 a 2.174 euro e decurtazione di 6 punti dalla patente;
  • da 60 km/h oltre il consentito: ammenda da 847 a 3.389 euro, decurtazione di 10 punti dalla patente e sospensione della stessa da 6 mesi a un anno.

Ci sono poi delle aggravanti, come la recidiva nel biennio oppure la guida di alcuni mezzi professionali, così come i neopatentati devono rispettare limiti inferiori su alcune strade e sono soggetti alla sanzione accessoria della decurtazione di punti dalla patente in modo raddoppiato. Restando nel tema dello scarto di tolleranza, però, è bene sapere che questo non trova applicazione quando l’eccesso lo supera e non è nemmeno rilevante per passare alla categoria di violazione meno grave. Cerchiamo di capire meglio come funziona l’applicazione pratica di queste regole con qualche esempio.

A che velocità prendi la multa

Ripassiamo brevemente i limiti di velocità in vigore in Italia, tenendo comunque conto di specifiche regole diverse indicate dalla segnaletica stradale:

  • 30 km/h in alcune aree urbane (nei pressi di scuole, parchi e zone residenziali, fra gli altri);
  • 50 km/h in città;
  • 90 km/h sulle strade extraurbane secondarie;
  • 110 km/h sulle strade extraurbane principali (90 km/h per i neopatentati);
  • 130 km/h in autostrada (100 km/h per i neopatentati).

Pensiamo a una normale guida cittadina con limite di 50 km/h. A meno di stare abbondantemente sotto al limite, rischiando pure di ostacolare la viabilità se non necessario, è difficile rispettare questa soglia con assoluta precisione. Visto che è un margine entro i 100 km/h, la tolleranza dell’autovelox è di 5 km/h. Con il limite a 50 km/h si può viaggiare fino a 55 km/h senza problemi, ma attenzione: si tratta della velocità rilevata. L’obbiettivo del conducente deve sempre essere pari al limite massimo fissato dalla legge, rischiando altrimenti di superare la soglia. Di conseguenza, si rischia la multa a partire dai 56 km/h rilevati, dai 36 km/h con limite a 30 km/h e dai 96 km/h se il limite è di 90 km/h. Sopra i 100 km/h la tolleranza dell’autovelox si calcola in percentuale, quindi supponendo di poter viaggiare fino a 130 km/h in autostrada la multa scatterà soltanto dai 137 km/h.

Sarebbero 136,5 ma per la tolleranza si arrotonda per eccesso. Se però l’automobilista viaggia a 137,4 km/h ne vengono comunque contati 137, visto che la velocità si arrotonda per difetto. Insomma, se non ci sono errori di rilevamento la multa corrisponde a un eccesso di velocità conclamato. Bisogna poi considerare che non c’è tolleranza quando non consente di evitare la multa. Per esempio, chi supera di 41 km/h il limite non può sperare nell’applicazione della tolleranza come se avesse oltrepassato il limite di 36 km/h. Lo scarto si applica quando consente di non contestare la violazione. Questi calcoli vengono effettuati automaticamente dal sistema, e il verbale include già la velocità netta considerata dopo l’applicazione della tolleranza, ma è opportuno conoscerli per verificare la correttezza dei dati riportati e del meccanismo da utilizzare.

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