Dove gradare le carte Pokémon, quando conviene e quanto costa farlo

Simone Micocci

24 Luglio 2026 - 11:32

Hai una carta Pokémon rara e sei indeciso se gradarla o meno? Ecco una guida che ti aiuterà nel prendere una corretta decisione.

Dove gradare le carte Pokémon, quando conviene e quanto costa farlo

Hai iniziato da poco a collezionare carte Pokémon e vuoi capire quale sia la soluzione migliore per ottenere il massimo da un colpo di fortuna - ad esempio se sei riuscito a “pullare”, ossia a trovare una carta rara all’interno di un pacchetto - oppure da un investimento effettuato.

A tal proposito, gradare una carta Pokémon può essere sicuramente il modo migliore per valorizzarla, visto che l’investimento, dal quale va ovviamente sottratto il costo della gradazione, potrebbe ripagarsi immediatamente, con percentuali che in alcuni casi superano persino il 100%.

La differenza tra una carta raw e una carta gradata, d’altronde, può essere molto importante. Attraverso il processo di gradazione, specialmente quando a effettuarlo sono le società che godono di maggiore appeal tra i collezionisti, gli esperti certificano lo stato di conservazione della carta, rendendola maggiormente appetibile e aumentandone il valore.

Già da queste prime considerazioni è facile individuare una prima risposta alla domanda su quando conviene gradare una carta Pokémon, un aspetto che approfondiremo nel prosieguo dell’articolo: quando, a una prima analisi, le condizioni della carta sembrano meritare la gradazione. Non avrebbe senso, infatti, sostenerne il costo, in alcuni casi molto elevato, per ritrovarsi con un voto basso, che potrebbe persino rendere più complicata la vendita della carta.

Considerando quanto oggi la gradazione rappresenti una leva fondamentale per effettuare un investimento consapevole nel mercato delle TCG, ecco quindi una guida completa che risponde ad alcuni dei principali dubbi dei collezionisti: dove gradare una carta Pokémon, quando conviene farlo e, soprattutto, quali sono generalmente i costi da sostenere.

Quando conviene gradare una carta Pokémon

Esistono diversi criteri per capire quando conviene gradare una carta Pokémon e, in linea generale, è necessario distinguere tra carte modern e carte vintage.

Nel caso delle carte modern, ad esempio, il consiglio è di procedere con la gradazione soltanto quando si è ragionevolmente certi che le condizioni siano perfette. È il caso, ad esempio, di una carta appena pullata, ben centrata, priva di difetti di stampa o di conservazione e con nessuna intaccatura sui bordi.

In questo modo si mette al sicuro la carta e, sperando di ottenere un voto elevato, preferibilmente un 10, si può essere più o meno certi di garantirle il massimo valore possibile, sempre tenendo conto delle oscillazioni del mercato.

Non conviene invece procedere quando mancano questi presupposti, perché il rischio è che un voto basso possa persino svalutare la carta, rendendone più complicata la vendita. Paradossalmente, potrebbe essere preferibile mantenerla raw, risparmiando almeno sui costi di gradazione, che soprattutto per le carte più rare possono essere molto elevati.

Diverso è il discorso per le carte vintage, poiché quando si trovano in ottimo stato anche la presenza di qualche piccolo difetto non è necessariamente determinante ed è spesso conveniente procedere con la gradazione.

Nel mercato del collezionismo, infatti, queste carte possono essere considerate dei veri e propri “beni rifugio”: difficilmente passeranno di moda e, proprio perché hanno più anni, è sempre più complicato trovarne esemplari in buone condizioni.

A tal proposito, può essere utile consultare i cosiddetti population report, ossia archivi che indicano quante copie di una determinata carta sono state gradate e come sono distribuite in base al voto ricevuto. Ogni casa di gradazione dispone generalmente del proprio archivio, attraverso il quale è possibile farsi un’idea di quante copie esistano con una determinata valutazione.

Consultando questi dati, ci si renderà conto che, quanto più una carta è rara, tanto minore è il numero di esemplari valutati 10 o 9. Di conseguenza, anche le copie che hanno ottenuto un voto più basso possono mantenere un valore particolarmente elevato.

Dove gradare le carte Pokémon

A questo punto la domanda sorge spontanea: dove conviene gradare le carte Pokémon? Le società che offrono questo servizio sono diverse, ma anche la scelta della casa di gradazione può incidere in maniera significativa sul valore della carta.

Il consiglio è quindi di affidarsi alle realtà più conosciute a livello internazionale, come PSA e Beckett. Quest’ultima è generalmente tra le più apprezzate dai collezionisti, ma può rappresentare anche una scelta più rischiosa, dal momento che viene considerata particolarmente severa nell’attribuzione dei voti.

Per quanto riguarda PSA, proprio in questi giorni è stato aperto l’hub di Francoforte, che consentirà di evitare alle carte spedizioni transatlantiche. Al momento, però, il servizio può essere utilizzato solamente dagli operatori autorizzati PSA: per procedere con la gradazione, quindi, è necessario rivolgersi a un rivenditore o a un intermediario che offra anche questo tipo di servizio.

Beckett, però, sembra essere oggi in forte ascesa e soprattutto quando si ritiene che una carta sia in condizioni perfette, e abbia quindi buone possibilità di ottenere la prestigiosa etichetta nera, potrebbe rappresentare la scelta migliore.

Almeno per il momento, conviene invece prestare maggiore attenzione alle altre case di gradazione. Affidarsi a una società che non ha ancora consolidato la propria reputazione tra i collezionisti comporta infatti il rischio di sostenere un costo che potrebbe non essere giustificato. In alcuni casi, una carta gradata da una realtà poco riconosciuta, anche con il massimo dei voti, potrebbe continuare ad avere un valore simile a quello di una carta raw.

Quanto costa gradare le carte Pokémon

Ed eccoci arrivati al tasto dolente, motivo per cui è sempre bene valutare con attenzione se e quando gradare una carta. Il costo della gradazione, infatti, può essere molto elevato ed è giustificabile solamente quando viene compensato dall’aumento di valore della carta stessa.

Nel dettaglio, oggi PSA applica generalmente tariffe che vanno da un minimo di 80 dollari, pari a circa 70 euro, fino a un massimo di 600 dollari, ossia circa 527 euro. Tuttavia, considerando che il servizio per chi spedisce dall’Italia è al momento sospeso e che bisogna quindi affidarsi a degli intermediari, il costo può aumentare ulteriormente. Si parte, ad esempio, da circa 110 euro, fermo restando che il prezzo può salire nel caso in cui il valore della carta superi la soglia prevista per il servizio scelto.

Più contenuto, invece, è il costo della gradazione con Beckett, già presente in Europa e quindi in grado di consentire l’invio diretto della carta da parte del singolo cliente. In questo caso le tariffe sono più basse: si parte da 18 dollari, circa 15 euro, con tempi di attesa superiori a un mese, fino ad arrivare a 124 dollari, circa 108 euro, quando si richiede la massima priorità possibile.

Quando si valuta un investimento, pertanto, è sempre bene decidere se mantenere la carta raw e sperare in un aumento del prezzo dovuto semplicemente all’andamento del mercato, oppure se provare ad accrescerne immediatamente il valore attraverso la gradazione.

In quest’ultimo caso, l’occhio esperto può fare una grande differenza, anche se va considerata una certa dose di fortuna, visto che spesso le carte presentano difetti quasi impercettibili a una prima analisi. In ogni caso, è fondamentale mettere in conto i costi della gradazione: se l’incremento di valore atteso non è sufficiente a coprirli, potrebbe essere più conveniente lasciare la carta raw.

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