Dividendi bancari o Btp, chi rende di più su Borsa Italiana?

Lorenzo Raffo

21/02/2025

Sebbene le quotazioni del settore siano alle stelle, complice il risiko in corso fra vari istituti leader. Un raffronto tra rendimenti porta a un risultato netto. E a possibili strategie difensive.

Dividendi bancari o Btp, chi rende di più su Borsa Italiana?

Borsa Italiana si sta preparando allo stacco dividendi, che nel 2025 sarà particolarmente significativo relativamente al settore bancario.

Gli istituti di credito italiani hanno infatti aumentato – determinando in alcuni casi vere e proprie sorprese – i profitti distribuiti ma allo stesso tempo si sono caratterizzati per netti trend rialzisti delle quotazioni. Il rapporto finale – in altre parole il cosiddetto “dividend yield” – risulta pertanto meno favorevole rispetto alle previsioni di fine 2024.

Tutto questo avviene mentre i Btp soffrono per molteplici fattori, con il decennale ancora sopra il 3,5% di rendimento. Ne consegue che l’equilibrio fra dividendi bancari e titoli di Stato torna a essere instabile, con uno spread comunque in riduzione, al contrario delle aspettative di qualche mese fa, basate sulla convinzione che le leader del credito sarebbero state ancor più munifiche, come risultato finale, nell’eterna competizione con i Btp.

I rendimenti bancari a oggi

Cominciamo dalle banche. Le previsioni – in base a quanto verrà versato nei prossimi mesi (esclusi quindi gli eventuali acconti pagati nel 2024) - vedono questa situazione in rapporto alle quotazioni di apertura di oggi.

Banca Dividendo Yield Stacco
Banca Mediolanum 0,63 Eur 4,6% Aprile
Banca Mps 0,86 Eur 13,6% Maggio
Banco Bpm 0,60 Eur 6,6% 9/5
Banca P. Sondrio 0,80 Eur 7,9% Maggio
Bper Banca 0,60 Eur 8,8% Maggio
FinecoBank 0,74 Eur 4,2% 19/5
Intesa SanPaolo 0,171 Eur 3,8% 19/5
Mediobanca Non disponibile Non disponibile Novembre
Unicredit 1,4764 Eur 3,1% 22/4

Calcolatrice alla mano il dividend yield medio è del 6,57%, che tassato al 26%, equivale al 4,86%.
Se si esclude l’importo decisamente anomalo di Mps il dividend yield medio scende al 5,57%, che tassato al 26%, cala al 4,12%.
Logicamente – lo ribadiamo – questi numeri si riferiscono a quanto verrà versato nei prossimi mesi, il che elimina gli acconti dell’esercizio 2024 già accreditati.

Il decennale italiano invece!

La debolezza dei titoli di Stato italiani (accompagnati in questo dall’intero contesto dei governativi dell’area euro) ha fatto risalire lo yield del 10 anni al 3,58% lordo e quindi al 3,13% netto. Lo spread a favore delle azioni bancarie risulta comunque decisamente elevato:

  • è di 173 pb rispetto a tutti gli otto titoli nel loro insieme
  • è di 99 pb in confronto ai sette titoli escluso Mps.

In sintesi

  • Il peso di Mps è decisivo nell’incrementare lo spread fra i due asset. Si tratta di un “premio” eccezionale – stante varie vicende in corso – che potrebbe ridursi negli anni successivi.
  • La presumibile variabilità delle quotazioni del contesto bancario nei prossimi mesi – anche primo dello stacco – a causa di un’eventuale volatilità da risiko ha possibilità di determinare situazioni ancora più favorevoli per il comparto in termini di rendimento per chi non fosse collocato sulle big del credito.
  • I dividendi di oggi sono certamente da record a livello europeo. Potranno essere mantenuti nei prossimi anni? Difficile prevederlo ma alcuni top manager dell’industria bancaria ne sono convinti.
  • Attenzione al peso dello stacco dividendi. Vendere prima o incassarli? Tutto dipende dalla soggettività dei prezzi di carico ma mai come nel 2025 valutare la prima opzione può essere vincente.
  • Un’opzione da esaminare è quella di liquidare le posizioni bancarie ante stacco e di switciare sui Btp, puntando a un loro rialzo delle quotazioni, in presenza di un taglio dei tassi, allo scopo di cogliere due plusvalenze con lo stesso ammontare di capitale. Se l’ipotesi non vi convince la strategia dei piccoli passi (“in parte vendo qualcosa oggi e in parte incasso i dividendi fra qualche settimana”) può essere altrettanto interessante.
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