Diventare ricchi è diverso dal restare ricchi. Ecco perché

Guido Giaume

29 Aprile 2024 - 07:01

I ricchi non diventano ricchi perché hanno trovato l’investimento vincente.

Diventare ricchi è diverso dal restare ricchi. Ecco perché

Oggi vi voglio provocare: il modo per diventare ricchi è diverso dal modo che hanno i ricchi per gestire il proprio patrimonio.

Se vi dicessi che investendo dal 2017 ad oggi ho ottenuto un rendimento del 85% mi direste che sono bravino? Immagino di sì.
Poi se vi dicessi che ho fatto il 250% mi direste che sono bravo.

Poi arriva uno che vi dice che avreste potuto fare ha fatto il 574% o il 900% o il 3000% o il 7000% o meglio ancora il 31 mila per cento..

Rendimento vs perdita max. Rendimento vs perdita max. .

Prima di procedere vi invito a notare come aumenti la perdita massima che è stata necessaria sopportare nel passato, man mano che il rendimento dell’investimento aumenta.

Quindi se oggi godi di quel rendimento è perché in passato hai sopportato la perdita indicata e sei riuscito a restare impassibile.

E questo spiega perché quel rendimento non l’hai avuto, né tu né altri.

I ricchi non diventano ricchi perché hanno trovato l’investimento vincente.
I ricchi prima hanno fatto i soldi e poi dopo li hanno gestiti saggiamente.

Quindi gli articoli che dicono che se tu avessi comperato Apple nel 1995 oggi saresti super miliardario sono favole per i poveri.

Un solo esempio:la famiglia Agnelli - Elkann che non può di certo essere tacciata di avventatezza finanziaria investe il proprio patrimonio familiare in modo molto diversificato tramite la nota finanziaria Exor che non ha di certo solo 3 o 4 iniziative di investimento.

Ecco quindi il punto. Chi ha un patrimonio da gestire tende a fare delle scommesse deboli. Facilmente investe anche in iniziative rischiose, ma con frazioni minime del capitale. Il grosso del capitale lo impiega in scommesse “deboli”.

Ma cosa vuol dire “debole”?

Un conto è scommettere che questa estate ci sarà caldo. Scommessa tanto banale che non troverete qualcuno che vi viglia sfidare (nell’emisfero nord).

Un conto è scommettere che il 23 luglio prossimo a Milano ci sarà una massima di 32 gradi.

Più una scommessa è dettagliata (o forte) e più è difficile vincerla, e naturalmente maggiore la sua ricompensa.

Per diventare ricchi occorre invece vincere una scommessa forte. E di questo parleremo tra poco-
Quindi quando si parla di gestione di patrimoni e di diversificazione si parla di scommesse deboli.

Se compero un indice sto riponendo la mia fiducia su un intero sistema economico. Invece se punto molto su un solo titolo o lo conosco benissimo o sto rischiando troppo.

E qui entra in gioco il modo per diventare ricchi. Chi conosce benissimo un certo business? In genere il proprietario. E questo aiuta a capire perché l’insider trading è proibito. Se si fa scontrare ad armi pari chi gestisce una azienda rispetto a chi non la gestisce questi ultimi hanno perso in partenza.

Quindi se una persona diventa ricca è anche perché ha avuto fortuna, ma in prevalenza ha rischiato e ha passato una bella fetta della sua esistenza a lavorare e a migliorarsi e a capire il suo business.

E se le cose stanno veramente così, ovvero questa persona è valida e lucida, si renderà anche conto che la sua bravura e la sua fortuna non saranno eterne e ad un certo punto realizzerà e diversificherà. E così inizia la sua dinastia.
Quindi se Bill Gates non farà ereditare la Microsoft a sua figlia non è un caso.

L’autore ha verificato con la massima attenzione tutte le informazioni rappresentate, ma non garantisce circa la loro esattezza e completezza. Queste osservazioni sono fatte a scopo meramente didattico e non costituiscono un invito ad operare. Si invita a fare affidamento esclusivamente sulle proprie valutazioni delle condizioni di mercato nel decidere se effettuare un’operazione finanziaria e se essa soddisfa le proprie esigenze.
I rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri e la decisione di effettuare qualunque operazione finanziaria è a rischio esclusivo dei destinatari della presente comunicazione.

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