Manca poco all’apertura della stagione dichiarativa 2026 per la dichiarazione dei redditi percepiti nel 2025. Ecco tutte le novità introdotte per l’anno di imposta 2025.
Dal mese di aprile si apre la campagna per la dichiarazione dei redditi 2026, le bozze per la dichiarazione sono già state presentate e aggiornate, manca la sola approvazione definitiva. Le bozze introducono le novità previste nella dichiarazione e che sono state approvate con la Legge di Bilancio per il 2025.
Tante le novità, ma soprattutto le conferme: anche quest’anno dal 30 aprile è possibile accedere alla dichiarazione redditi con il modello 730/2026 precompilato, mentre dal mese di maggio si potrà trasmetttere la dichiarazione dei redditi con modifiche o senza apportare modifiche. Il termine finale della presentazione è il 30 settembre 2026. Per chi presenta la dichiarazione già dai mesi di maggio e giugno, gli eventuali rimborsi sono erogati prima della pausa estiva.
Il modello Redditi Persone Fisiche, solitamente usato dai titolari di partita Iva, può, invece, essere presentato entro il 31 ottobre 2026.
Anche per il 2026 in dichiarazione vi è la possibilità di indicare il CIN (Codice Identificativo Nazionale) degli immobili concessi in locazione breve e indicare per quale immobile si vuole fruire dell’aliquota agevolata al 21% (anche in questo caso si ricorda che non trovano applicazione ancora le novità introdotte con la Legge di Bilancio 2026 che limita a due sole unità l’aliquota agevolata della cedolare secca e obbliga dal terzo immobile ad avere la partita Iva).
Vediamo le principali novità nella dichiarazione dei redditi 2026, istruzioni e scadenze.
Dichiarazione redditi 2026 con il modello 730 precompilato: aliquote
Anche nel 2026 è possibile presentare la dichiarazione dei redditi con il modello precompilato.
Per l’anno di imposta 2025 trovano conferma le aliquote già applicate nel 2024:
- 23% fino a 28.000 euro;
- 35% per i redditi compresi tra 28.001 e 50.000 euro;
- 43% per redditi superiori a 50.000 euro.
Ricordiamo che il taglio della seconda aliquota Irpef previsto nella Legge di Bilancio 2026 non si applica alla dichiarazione dei redditi da presentare nella prossima primavera. Si applica nella dichiarazione del 2027.
Detrazioni fiscali, ecco le principali novità nella dichiarazione 2026
Per l’anno di imposta 2025, dichiarazione dei redditi 2026, vi sono importanti novità in tema di detrazioni fiscali per i figli a carico.
Ricordiamo che detrazioni e deduzioni fiscali sono delle agevolazioni che di fatto riducono il reddito imponibile. Le detrazioni e le deduzioni spettano a fronte di spese ritenute rilevanti. Le detrazioni sono applicate dopo aver calcolato la base imponibile e le imposte dovute. Incidono direttamente sulle imposte riducendole.
Le deduzioni sono, invece, applicate dopo aver calcolato la base imponibile, ma prima del calcolo delle imposte, quindi riducono direttamente la base imponibile. per l’anno di imposta 2025 ci sono importanti novità in materia di detrazioni per i figli fiscalmente a carico.
Per il 2025, un figlio è considerato fiscalmente a carico se ha un reddito annuo inferiore a 2.840,51 euro. Se ha meno di 24 anni, il limite sale a 4.000,00 euro.
Dall’anno di imposta 2025 non è possibile avvalersi della detrazione per figli a carico per i figli che abbiano compiuto i 30 anni di età. C’è una sola eccezione: è possibile avvalersi delle detrazioni nel caso in cui i figli di età superiore a 30 anni abbiano una disabilità.
Riduzioni alle detrazioni fiscali anche per superati limiti di reddito: le detrazioni possono essere fruite al 100% fino a 75.000 euro di reddito complessivo, si riducono progressivamente superato tale limite fino ad annullarsi oltre i 100.000 euro. Restano escluse alcune voci essenziali, come le spese sanitarie e gli interessi passivi sui mutui. Altre detrazioni importanti riguardano contributi versati a fondi pensione, spese veterinarie e erogazioni liberali a onlus.
Nell’ambito delle detrazioni fiscali, nella precompilata 2026 entra il Bonus Sport che consente di avere una detrazione del 19% delle spese sostenute per iscrizione a impianti spottivi, associazioni dilettantistiche con un importo massimo di spesa agevolabile di 210 euro.
Cos’è la dichiarazione dei redditi 2026
Abbiamo visto le novità del 2026, vediamo ora cos’è la dichiarazione dei redditi, chi deve presentarla e quali redditi inserire. La dichiarazione dei redditi è l’adempimento formale necessario per comunicare al Fisco i redditi prodotti in un determinato anno di imposta e l’importo Irpef dovuto. Nella dichiarazione dei redditi 2026 si comunicano i redditi prodotti nell’anno 2025.
L’Irpef è l’imposta sul reddito delle persone fisiche. Si tratta di una «tassa» da versare con autoliquidazione. Questo implica che i contribuenti, ogni anno, devono dichiarare autonomamente (anche con l’aiuto di professionisti, come CAF e commercialisti) i redditi prodotti e liquidare l’imposta applicando deduzioni, detrazioni, altre agevolazioni e le aliquote vigenti (comprensive di addizionali) nel periodo di imposta a cui si riferisce il reddito.
L’Irpef è generalmente dovuta per anni solari e a ciascun anno solare corrisponde un’autonoma obbligazione tributaria. Vi sono però dei casi in cui è possibile riportare agli anni successivi debiti o crediti di imposta eccedenti l’imposta netta.
Per dichiarare il reddito ai fini Irpef possono essere utilizzati esclusivamente i modelli messi a disposizione ogni anno dall’Agenzia delle Entrate, anche detti “modelli conformi”.
Dalla dichiarazione dei redditi, anche nel 2026, ne può derivare:
- un debito d’imposta (debito), ovvero tasse dovute ma non versate nell’anno 2025. Dalla dichiarazione dei redditi, infatti, deriva l’iscrizione a ruolo a titolo definitivo delle somme dovute dal contribuente;
- un saldo a credito a favore del contribuente, che può ottenere il rimborso delle somme o utilizzarle in compensazione. Ciò accade quando il contribuente ha pagato nel corso del 2025 più tasse di quante dovute o in caso in cui con detrazioni o deduzioni si abbassi o si annulli l’imposta dovuta per l’anno;
- un’attività di controllo formale e accertamento sostanziale da parte dell’Amministrazione, ad esempio nel caso in cui dovessero esservi errori di calcolo oppure incongruenze.
Chi deve presentare la dichiarazione dei redditi 2026?
L’articolo 3 del Tuir stabilisce che presentano la dichiarazione dei redditi in Italia:
- soggetti fiscalmente residenti in Italia per i redditi ovunque percepiti (almeno 183 giorni l’anno, 184 in quelli bisestili);
- soggetti fiscalmente residenti all’estero per i redditi percepiti in Italia.
Sono sempre tenuti alla presentazione della dichiarazione dei redditi i soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili. La dichiarazione dei redditi è, inoltre, dovuta se sono stati percepiti esclusivamente redditi che derivano dalla locazione di fabbricati per i quali si è optato per la cedolare secca.
I coniugi possono presentare la dichiarazione dei redditi in forma congiunta.
Vi sono, inoltre, dei casi particolari da tenere in considerazione. Nel caso in cui il datore di lavoro del dipendente che abbia percepito esclusivamente tale fonte di reddito, abbia riconosciuto deduzioni dal reddito e/o detrazioni d’imposta non spettanti in tutto o in parte, vi è l’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi.
Si ha l’obbligo di presentare la dichiarazione dei redditi anche nel caso in cui il datore di lavoro non abbia applicato le ritenute per le addizionali regionali e comunali. In questo caso l’obbligo viene meno se l’importo da versare è inferiore a 12 euro.
Sono sempre tenuti alla presentazione della dichiarazione dei redditi i collaboratori domestici poichè nel loro caso, anche in presenza del solo lavoro dipendente, il datore di lavoro è una persona fisica che non funge da sostituto di imposta. In questo caso, infatti, non sono applicate le ritenute Irpef in busta paga (ma non vengono riconosciute neanche le detrazioni da lavoro dipendente e l’eventuale ex bonus Renzi spettante). Le tasse, quindi, i collaboratori domestici le pagano esclusivamente in sede di dichiarazione dei redditi.
Si ricorda, inoltre, che l’articolo 11, comma 2-bis, del DPR n 917/86 prevede che l’Irpef non è dovuta se alla formazione del reddito complessivo concorrono soltanto redditi fondiari (terreni e/o fabbricati) per un importo non superiore a 500 euro. Ciò implica che se ho un contratto di lavoro dipendente con un unico datore di lavoro nell’arco dell’anno, questi mi applica le ritenute, deduzioni e detrazioni in modo corretto, applica addizionali comunali e regionali e cumulo redditi fondiari inferiori a 500 euro, non sono obbligato alla presentazione della dichiarazione, sebbene le fonti di reddito siano più di una.
Nel verificare il limite dei 500 euro non devono essere tenuti in considerazione i redditi fondiari degli immobili per i quali è dovuta solo l’IMU (circolare AdE 5 del 2013).
Chi non deve presentare la dichiarazione dei redditi 2026?
Non tutti i contribuenti sono tenuti alla presentazione della dichiarazione dei redditi. Sono esclusi dall’obbligo i soggetti che hanno maturato:
- solo reddito di lavoro dipendente o di pensione corrisposto da un unico sostituto d’imposta obbligato a effettuare le ritenute d’acconto (in questo caso le imposte sono state versate dal datore di lavoro e non vi sono ulteriori redditi da dichiarare, ad esempio reddito fondiario). Può essere utile presentare la dichiarazione per far valere deduzioni e detrazioni che non abbia fatto valere il datore di lavoro, in tal caso si può ottenere un eventuale rimborso;
- solo redditi di lavoro dipendente corrisposti da più soggetti, ma solo se è stato chiesto all’ultimo datore di lavoro di tenere conto dei redditi erogati durante i rapporti precedenti e quest’ultimo ha effettuato conseguentemente il conguaglio. In questo caso l’esonero dall’obbligo comunque è vigente nel caso in cui le imposte da versare non superino i 12 euro;
- sono esonerati dall’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi coloro che hanno maturato un «reddito Irpef» complessivo, al netto dell’abitazione principale e relative pertinenze, non superiore alla No tax area;
- solo reddito dei fabbricati, derivante esclusivamente dal possesso dell’abitazione principale e di sue eventuali pertinenze (box, cantina, ecc.);
- solo redditi esenti, ad esempio pensioni di guerra e alcune rendite Inail. Rientrano in questa categoria anche i compensi derivanti da attività sportive dilettantistiche i cui importi non superino la No Tax Area;
- solo redditi soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta;
- solo redditi soggetti ad imposta sostitutiva (interessi su Btp).
I redditi da indicare nel 2026
Nella dichiarazione dei redditi 2026 devono essere indicati redditi:
- fondiari (terreni e fabbricati);
- di capitale, definiti nella lettera a), comma 1, articolo 44 del Tuir, trattasi di interessi e altri proventi derivanti da mutui, depositi e conti correnti e altre attività finanziarie percepite al di fuori dell’esercizio di attività di impresa;
- di lavoro dipendente, inclusi redditi assimilati e da pensione;
- di lavoro autonomo;
- di impresa;
- redditi diversi, indicati nell’articolo 67 del Tuir in via residuale.
Si ricorda, inoltre, che per i lavoratori che hanno prestato lavoro all’estero, in zona di frontiera o in paesi limitrofi al territorio nazionale, il reddito da lavoro prodotto all’estero concorre alla determinazione del reddito nella parte eccedente di 10.000 euro.
Dichiarazione dei redditi 2026: mance settore turistico
La Legge di Bilancio per il 2023 ha previsto la tassazione sostitutiva delle mance per il settore alberghiero e turistico. Le mance costituiscono redditi di lavoro dipendente e sono soggette a un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali regionali e comunali.
Per il 2025 rispetto al passato cambiano i limiti. La tassazione al 5% si applica ai lavoratori che percepiscono un reddito fino a 75.000 euro e su una quota massima corrispondente al 30% del reddito. Tale novità trova quindi applicazione nella dichiarazione dei redditi 2026.
Se l’imposta è versata dal sostituto di imposta (datore di lavoro), la stessa risulta dalla Certificazione Unica, in caso contrario è il lavoratore dipendente a doverla dichiarare esercitando l’opzione per la tassazione sostitutiva in luogo dell’ordinaria.
leggi anche
Tassazione mance 2025, novità e istruzioni
Detrazioni e deduzioni in dichiarazione dei redditi 2026
Abbiamo visto quali sono i redditi da inserire nella dichiarazione dei redditi, questi vanno a determinare la base imponibile a cui applicare l’aliquota Irpef. Vi sono però delle spese che vanno a influire sulla determinazione dell’imposta dovuta. Si tratta delle spese deducibili che devono essere sottratte dalla base imponibile, o meglio dall’ammontare totale dei redditi.
Le spese detraibili, invece devono essere sottratte dopo aver calcolato la base imponibile e la relativa imposta e quindi incidono direttamente sull’Irpef dovuta.
Le detrazioni spettanti sono numerose, ad esempio i bonus edilizi, contributi previdenziali, spese sanitarie, funebri, veterinarie, interessi passivi per il mutuo, erogazioni liberali in denaro a favore di Onlus, Aps e Ets.
Tranne in alcuni limitati casi (spese sanitarie sostenute attraverso il Servizio Sanitario Nazionale) l’articolo 1, commi 679 e 680 delle Legge 160/2019 prevede che le detrazioni spettino esclusivamente a condizione che i pagamenti siano stati sostenuti con strumenti tracciabili previsti dall’articolo 23 del D.Lgs 241 del 1997.
Si è già visto come cambiano nella dichiarazione redditi 2026 le detrazioni per i figli a carico e i limiti reddituali.
Come si presenta la dichiarazione dei redditi 2026
Le persone fisiche per la presentazione della dichiarazione dei redditi possono usare il modello Redditi PF (uso ormai residuale) oppure il modello 730.
I termini di scadenza entro i quali presentare la dichiarazione redditi 2026 sono il 30 settembre 2026 per il modello 730/2026. Nei casi residui di utilizzo del Modello Redditi Persone Fisiche, per effetto del decreto legislativo 108 del 2024, è il 31 ottobre.
Per la corretta compilazione, chi utilizza il modello Redditi PF può utilizzare il software RedditiOnLine Pf, che consente la compilazione del modello, la creazione del file da inviare telematicamente tramite i servizi online dell’Agenzia delle Entrate e la generazione del modello di pagamento F24.
Per i soggetti diversi dalle persone fisiche sono invece disponibili:
- modello Redditi SP per le società di persone;
- modello Redditi SC per le società di capitali;
- modello Redditi ENC per gli enti non commerciali.
Per chi presenta il modello 730, inoltre, va ricordato che occorre sempre completare il Quadro RW del modello Redditi Persone Fisiche nel caso in cui debbano essere applicate le norme sul monitoraggio fiscale.
In base all’articolo 4 del D.L. numero 167/90 si applica per attività finanziarie detenute all’estero, tra cui rientra anche la tenuta di un conto corrente, ad esempio per percepire lo stipendio dall’estero.
Il conto corrente deve essere segnalato nel Quadro RW al superamento di due soglie:
- Consistenza media annua del conto corrente superiore a 5.000 euro;
- Soglia di saldo giornaliero pari o superiore a 15.000 euro (anche solo per un giorno nell’anno).
Il 730/2026 precompilato online per la dichiarazione dei redditi «semplificata»
Tra le varie possibilità messe a disposizione del contribuente vi è anche la dichiarazione dei redditi online semplificata: si può accedere online alla dichiarazione precompilata.
Il modello 730 semplificato è stato introdotto in via sperimentale nel 2024.
Ricordiamo che il modello 730 precompilato sarà disponibile dal 30 aprile.
L’articolo 1 del decreto Semplificazioni fiscali integra l’articolo 1 del decreto legislativo 21 novembre 2014, n. 175, in materia di dichiarazione dei redditi precompilata per i dipendenti e i pensionati.
Entrando nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate con CIE, SPID o CNS, il contribuente può confermare o modificare tali dati e tali modifiche sono automaticamente riportate nella dichiarazione dei redditi. In poche parole il contribuente può fare a meno del cartaceo.
Il contribuente non deve inserire i dati all’interno dei campi, ma può modificarli, o confermarli, direttamente all’interno della schermata che rende disponibili le singole voci.
Naturalmente anche in caso di dichiarazione semplificata precompilata saranno effettuati i controlli automatici previsti.
Il modello di dichiarazione semplificato è messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate utilizzando i dati che affluiscono nella propria banca dati, ad esempio quelli derivanti dalla Certificazione Unica del datore di lavoro/sostituto di imposta, i dati trasmessi attraverso il sistema sanitario e le spese deducibili e detraibili effettuate con strumenti di pagamento tracciabili.
Tra le spese già indicate nel modello precompilato della dichiarazione dei redditi vi sono spese funebri, spese universitarie, contributi previdenziali, spese per interventi edilizi che possono essere portate in detrazione e tutte le spese sostenute con pagamenti tracciabili che possono dare vita ad agevolazioni tributarie.
Il contribuente può accedere al modello 730 precompilato e inviarlo senza modifiche, può modificare i dati, ad esempio inserendo ulteriori spese, oppure può presentare autonomamente la dichiarazione dei redditi.
Si può accedere al modello 730/2026 precompilato semplificato attraverso l’area personale presente su sito dell’Agenzia delle Entrate con credenziali dell’identità digitale:
Si ricorda che il modello precompilato 730 inoltrato senza apportare modifiche non è sottoposto a controlli.
Modello Redditi persone fisiche 2026 precompilato
Tra le novità importanti introdotte che trovano conferma del 2026 vi è l’estensione del modello 730 a tutti coloro che non hanno partita Iva, che dichiarano redditi di natura finanziaria o investimenti all’estero e che in passato dovevano utilizzare il modello Redditi Persone Fisiche. Secondo le stime si tratta di circa 5 milioni di contribuenti (59% dei contribuenti che finora hanno presentato il modello Redditi).
Potranno utilizzare il modello 730/2026 tutti coloro che hanno un sostituto d’imposta, che effettua rimborsi o conguagli.
Questa però non è l’unica novità: chi ha una partita Iva (anche se nel regime forfettario) come autonomo, imprenditore o professionista dovrà continuare a utilizzare il modello Redditi Persone Fisiche, ma potrà avvalersi della dichiarazione pre-compilata.
Si tratta di una misura sperimentale, saranno riconosciuti ai contribuenti che inviano il modello precompilato senza modifiche, gli stessi vantaggi previsti per chi utilizza il 730/2026, cioè assenza di controlli formali sui dati in dichiarazione in quanto si tratta di informazioni già detenute e verificate dall’Agenzia delle Entrate.
Scadenza della dichiarazione dei redditi 2026
Nella bozza delle istruzioni per la compilazione del modello 730/2026 si sottolinea che a partire dal 30 aprile 2025 è possibile accedere alla propria dichiarazione precompilata. Vedremo nelle prossime settimane se sarà confermata la data del 30 aprile. Il modello 730 può essere presentato fino al 30 settembre 2026.
© RIPRODUZIONE RISERVATA