Deutsche Bank: il secondo trimestre si chiude con una maxi perdita

Perdita maggiore dal 2015 per Deutsche Bank. Ad appesantire i conti dell’istituto tedesco sono stati costi di ristrutturazione maggiori del previsto.

Deutsche Bank: il secondo trimestre si chiude con una maxi perdita

Prima parte di seduta all’insegna delle vendite per le azioni Deutsche Bank,, in contrazione di 3 punti percentuali a 6,919 euro. In calo del 6,8% negli ultimi tre mesi, le azioni del colosso tedesco rispetto a un anno fa fanno segnare un rosso del 31,1%.

Il secondo trimestre dell’istituto con sede a Francoforte si è chiuso con un’ultima riga di conto economico in perdita per 3,1 miliardi di euro, di poco maggiore rispetto alle stime degli analisti e a quanto stimato dalla stessa società.

A inizio mese, in occasione della presentazione del piano di ristrutturazione da 7,4 miliardi che passerà per il taglio di 18 mila posti di lavoro, l’istituto tedesco aveva annunciato un segno meno di circa 2,8 miliardi (Deutsche Bank: varato piano di ristrutturazione “lacrime e sangue”).

Deutsche Bank: costi di ristrutturazione maggiori del previsto

A pesare sui conti sono stati costi di ristrutturazione per 3,4 miliardi di euro, contro i 3 miliardi di euro dichiarati in precedenza. Al netto delle componenti straordinarie, tra aprile e giugno il gruppo di Francoforte ha registrato un utile netto di 231 milioni di euro, -43% su base annua e in qualunque caso inferiori ai 370 milioni attesi dagli analisti.

“Abbiamo già adottato misure significative per attuare la nostra strategia e trasformare Deutsche Bank, e questo si riflette anche nei nostri risultati”, ha detto il Chief executive dell’istituto, Christian Sewing.

«Una parte sostanziale dei costi di ristrutturazione è già stata digerita nel secondo trimestre», ha aggiunto Sewing

Deutsche Bank: investment banking spinge al ribasso il fatturato

Nel trimestre, il giro d’affari ha fatto segnare un -6% attestandosi a 6,2 miliardi di euro, con la divisione “investment banking” che ha messo a segno un -18%, a 2,9 miliardi. Per il dato complessivo, gli analisti avevano stimato 6,3 miliardi.

L’ “asset managemet” ha visto il giro d’affari salire del 6% mentre il “retail banking” ha evidenziato un -2%.

“I conti del secondo trimestre ci dicono quanto sia necessario per Deutsche Bank passare all’azione, ma anche che la strada prima che si inizino a vedere i risultati è ancora lunga”, ha rilevato Anke Reingen, analista di RBC Capital Markets.

Deutsche Bank: 2019? Ricavi in calo e risultato netto negativo

Per l’intero anno, il colosso tedesco, che insieme con il terzetto formato da JPMorgan-Bank of America-Citigroup rappresenta una delle banche fondamentali per il comparto finanziario globale, prevede un calo dei ricavi complessivi e un risultato netto in perdita.

Il piano di ristrutturazione prevede l’uscita dal business dell’azionario globale e il ridimensionamento della dell’investment bank. In agenda anche la creazione della “CRU” (Capital Release Unit), una nuova sezione di bilancio dove verranno parcheggiate soprattutto le attività performing.

Quelle oggetto di vendita sono attività valutate come “non strategiche” il cui controvalore si attesta a 74 miliardi (288 miliardi di esposizione leverage) (Deutsche Bank: maxi-piano di vendita asset. Da BCE regalino da 2 miliardi).

Di questi 288 miliardi, ha detto il management nel corso di un incontro con la stampa, il 13% è già stato alienato e “progressi” sono stati compiuti anche nell’ambito del passaggio di clienti e staff a BNP Paribas (È fuga da Deutsche Bank: ogni giorno viene ritirato 1 miliardo $).

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