Deutsche Bank: maxi-piano di vendita asset. Da BCE regalino da 2 miliardi

L’istituto tedesco ha messo in campo una cura dimagrante per cedere le attività valutate non strategiche (ma non chiamatela “bad bank"). Intanto la vigilanza bancaria europea ha permesso un abbassamento del CET1 al 12,5%.

Deutsche Bank: maxi-piano di vendita asset. Da BCE regalino da 2 miliardi

“CRU” (Capital Release Unit). Questo il nome della nuova sezione di bilancio di Deutsche Bank dove verranno parcheggiate le attività soprattutto performing (Level 1, 2, 3: Level 1 sono gli strumenti finanziari che sono più semplici da valutare accuratamente, i Level 3 i più complessi).

Quelle oggetto di vendita sono attività valutate come “non strategiche” il cui controvalore si attesta a 74 miliardi (288 miliardi di esposizione leverage).

Poco prima del giro di boa, le azioni Deutsche Bank a Francoforte non fanno segnare variazioni di rilievo a 7,18 euro (-0,05%). In rosso del 7,6% in tre mesi, le azioni nell’ultimo anno hanno perso il 30%.

Deutsche Bank: CRU, una “good bank” per liberare capitale

Nonostante sia stata subito ribattezzata “bad bank”, l’istituto teutonico ha tenuto a precisare che non si tratta di un veicolo fuori bilancio per (s)vendere Npl in perdita o disfarsi di attivi cedendoli a un prezzo sotto il valore di libro.

La nuova sezione del bilancio è piuttosto una “good bank” che nasce con l’obiettivo al 2022 di liberare 5 miliardi di capitale tramite la vendita di attivi ed aree di business che rendono poco e che assorbono risorse. Il target è rappresentato dalla dismissione, nel giro di 18 mesi, di metà degli asset di portafoglio.

Deutsche Bank: CRU, azionario e reddito fisso in prima linea

La nuova “good bank” rappresenta un tassello cruciale del piano di rilancio “lacrime e sangue” annunciato dieci giorni fa (Deutsche Bank: varato piano di ristrutturazione “lacrime e sangue”).

A livello di divisioni, la CRU si occuperà in primo luogo del business “global equities”, dal quale l’istituto intende uscire. Non tanto a causa del peso in termini di attività ponderate per il rischio, 11 miliardi su 74 fanno riferimento a questa unità, ma perché in questo ambito rientra il 60% dell’esposizione a leva oggetto di cessione.

Sarà ricompresa nella CRU anche l’attività fixed income, che rappresenta altri 15 miliardi (su 74) in termini nominali e 79 a livello di leva (27%).

Deutsche Bank: regalino da 2 miliardi da BCE

Nell’ambito del mega piano di ristrutturazione dell’istituto tedesco, l’abbassamento di mezzo punto percentuale del coefficiente di patrimonializzazione CET1 concesso dalla Banca Centrale Europea permetterà all’istituto di evitare un aumento di capitale.

Dopo esser stato fissato al 13%, la vigilanza bancaria europea ha permesso un abbassamento del coefficiente al 12,5% con uno “sconto”, in termini assoluti, quantificabile in 1,5-2 miliardi di euro.

Deutsche Bank: abbassamento CET1, mercato si sentirà tutelato?

“Una grande mano da parte del regolatore è stata di aiuto: la concessione di 50 basis points di CET¬1 è stata vitale perché Deutsche abbia evitato grazie a un’efficace azione di lobbying con i regolatori di ridurre il target di CET¬ ratio di 50 punti al 12,5%”, ha rilevato Adam Terelak di Mediobanca Securities.

Il nuovo livello non è però lontano dall’11,8% del livello minimo di capitale fissato dalla BCE nell’ambito dello SREP (Supervisory Review and Evaluation Process).

“La questione chiave da capire -continua Terelak - è se il mercato si sentirà tutelato nel medio termine da un buffer minimo di capitale sopra l’11,8% di Srep”.

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