È fuga da Deutsche Bank: ogni giorno viene ritirato 1 miliardo $

Deutsche Bank sotto i riflettori: i deflussi dei fondi sono arrivati a toccare il miliardo giornaliero.

È fuga da Deutsche Bank: ogni giorno viene ritirato 1 miliardo $

Deutsche Bank ancora nella bufera. Dopo la presentazione, dieci giorni fa, del piano di rilancio “lacrime e sangue” (Deutsche Bank: varato piano di ristrutturazione “lacrime e sangue”), all’interno del quale spicca l’istituzione della sezione di bilancio “CRU” (Capital Release Unit, Deutsche Bank: maxi-piano di vendita asset. Da BCE regalino da 2 miliardi), l’istituto tedesco si trova ad affrontare una fuga di capitali da circa 1 miliardo giornaliero.

Ma, contrariamente a quanto successo in passato, la versione moderna del “bank run”, della corsa agli sportelli, non è attuata dai correntisti (che nel corso di una crisi corrono a prelevare i loro depositi per paura che la banca diventi insolvente) ma dai fondi che, dopo l’esperienza Lehman, temono un nuovo congelamento dei capitali.

Deutsche Bank in trattative con BNP Paribas

Questa volta il “bank run” è attuato dai grandi fondi, che puntano a ridurre, o azzerare, l’esposizione al colosso di Francoforte (le cui fondamenta sono rappresentate da 45 mila miliardi di euro in derivati). Secondo le rilevazioni di Bloomberg, gli hedge fund hanno iniziato a ridurre le esposizioni a un ritmo che è arrivato a toccare anche il miliardo di dollari giornaliero.

L’istituto tedesco sta studiando la maniera di spostare i 150 miliardi di euro rimanenti della divisione “prime-brokerage”, tutta la serie di servizi destinati ai gestori (tecnologie e dipendenti compresi), al colosso francese BNP Paribas.

Tra le altre cose, il prime broker si occupa della liquidazione delle posizioni relative le transazioni disposte dal gestore, finanzia il gestore (sia tramite linee di credito che prestando i titoli), controlla le esposizioni di rischio dell’hedge fund e custodisce le disponibilità liquide e i valori mobiliari del fondo.

Deutsche Bank-BNP: trasferimento forzato? No grazie

Se l’operazione, che è in linea sia con la volontà del Ceo di BNP, Jean-Laurent Bonnafe, di incrementare la presenza in questo segmento, andasse in porto, la banca francese si trasformerebbe in uno dei primi fornitori di servizi prime-brokerage in Europa.

Il problema, rileva Bloomberg, è rappresentato dal fatto che un trasferimento forzato non è visto così bene dagli attuali clienti che, in qualunque caso, preferirebbero decidere in autonomia la nuova controparte. E questo non fa che accelerare la fuga dall’istituto tedesco.

Deutsche Bank: Durden, poca liquidità a Francoforte

Ma, come ha evidenziato Tyler Durden su Zerohedge, “dichiarare pubblicamente che DB è in crisi di liquidità e che necessita di trasferire il portafoglio prime-brokerage avrebbe fatto scattare il panico” mentre annunciare, come è stato fatto il 7 luglio, che “BNP Paribas sta fornendo ‘continuità del servizio’ […] sulla base delle trattative tra le due società per il trasferimento di tecnologia e staff”, finisce, evidenzia Durden, “per risultare più gradevole”.

Il problema è rappresentato dal fatto che nulla vieta a questi clienti di evitare un trasferimento forzato spostando i fondi in anticipo. Ed è proprio quello che stanno facendo.

Deutsche Bank: executive di BNP al lavoro per evitare la fuga

Secondo i rumor, ai piani alti di BNP Paribas si starebbe lavorando a pieno ritmo per arginare la fuga. Dopo aver incontrato i clienti europei la scorsa settimana, questa è l’ottava dedicata ai gestori statunitensi.

Nel caso in cui la fuga dovesse proseguire, gli asset della divisione “prime finance” finirebbero nella “CRU” (Capital Release Unit), la nuova sezione di bilancio dove verranno parcheggiate le attività valutate come “non strategiche”.

Resta solo da capire quanta liquidità DB ha ancora a disposizione: cosa potrebbe succedere se i clienti dei fondi hedge ritirassero in contemporanea i restanti 150 miliardi?

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