Come si determina la detrazione da lavoro dipendente nel 2026? Vediamo le regola per il calcolo e la formula da applicare.
Con le detrazioni fisclali per lavoro dipendente si riduce l’imposta da versare. Solitamente sono calcolate direttamente in busta paga e applicate come riduzioni dell’imposte che si versano sullo stipendio mensile, ma in sede di presentazione del modello 730 si conguaglia il dovuto con quello che è stato effettivamente versato.
Il sistema delle detrazioni segue quello delle aliquote Irpef e proprio per questo motivo negli ultimi anni ci sono state modifiche nel calcolo del beneficio fiscale riconosciuto ai dipendenti.
Anche se nel 2026 sono state nuovamente cambiate le aliquote, nulla cambia per il calcolo e la spettanza delle detrazioni per lavoro dipendente. La Legge di Bilancio 2026, infatti, ha tagliato la seconda aliquota Irpef dal 35% al 33%, riducendo di due punti percentuali l’imposto dovuta da chi ha redditi tra 28.000 e 50.000 euro. Questa modifica non ha avuto, però, alcuno impatto sul calcolo delle detrazioni da lavoro dipendente che resta inalterato rispetto allo scorso anno.
La detrazione di imposta è parametrata alle retribuzioni lorde. Si tratta di detrazioni riconosciute dall’articolo 13 del Tuir che, però, sono state modificate dal decreto legislativo 216/2023. Con l’accorpamento della prima e seconda aliquota Irpef, è cambiato anche il calcolo delle detrazioni per lavoro dipendente. La rimodulazione delle aliquote del 2024 ha portato anche a nuove detrazioni fiscali per i lavoratori dipendenti.
Calcolo detrazioni lavoro dipendente 2026
Partiamo da come la riforma fiscale è intervenuta sull’IRPEF nel 2024 (modifiche, poi, confermate e rese strutturali nel 2025) con il passaggio da 4 a 3 aliquote e con l’ulteriore modifica apportata dalla Legge di Bilancio 2026:
| SCAGLIONI IRPEF 2024/2025 | REDDITO | ALIQUOTE IRPEF 2024/2025 | ALIQUOTE 2026 |
|---|---|---|---|
| 1° scaglione | fino a 28mila euro | 23% | 23% |
| 2° scaglione | da 28.000 a 50mila euro | 35% | 33% |
| 3° scaglione | oltre i 50mila euro | 43% | 43% |
Le detrazioni per lavoro dipendente nel 2026 per redditi fino a 15.000 euro restano fissate a 1.955 euro.
La No Tax Area è, invece, fissata a 8.500 euro, uguale per lavoratori dipendenti e pensionati.
Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti, lo schema per le detrazioni è il seguente:
| REDDITI (EURO) | IMPORTO DELLA DETRAZIONE (EURO) |
|---|---|
| fino a 15.000 | 1.955 euro per effetto dell’ampliamento della No tax Area |
| oltre 15.000 fino a 28.000 | 1.910+1.190* (28.000-reddito)/(28.000-15.000) |
| da 28.000 a 50.000 | 1.910* (50.000-reddito)/(50.000-28.000) |
| oltre 50.000 | 0 |
Nel 2026 un particolare vantaggio va nelle tasche dei contribuenti con reddito da 28.000 a 50.000 euro, l’aumento effettivo in busta paga sarà massimo di 440 euro l’anno (per il solo risparmio Irpef).
Ricordiamo che in base all’articolo 13, comma 1 lettera a) del Tuir l’ammontare della detrazione effettivamente spettante non può essere inferiore a 690 euro. Per i rapporti di lavoro a tempo determinato, l’ammontare della detrazione effettivamente spettante non può essere inferiore a 1.380 euro.
Come si determinano le detrazioni da lavoro spettanti?
L’importo delle detrazioni si basa non solo sui redditi da lavoro, ma anche sul periodo coperto da rapporto di lavoro.
In linea generale le detrazioni da lavoro sono calcolate dal sostituto di imposta direttamente in busta paga e hanno come effetto una riduzione dell’Irpef che si tramuta in un aumento effettivo dello stipendio netto.
Per chi non fruisce delle detrazioni in busta paga c’è la possibilità di recuperarle in dichiarazione dei redditi a conguaglio, come sconto sull’imposta dovuta (che per i lavoratori dipendenti si traduce in un rimborso).
Le detrazioni da lavoro sono calcolate sui giorni effettivi di rapporto di lavoro e quindi, spettando anche per riposi settimanali, festività, malattia e ferie. Non si devono considerare, invece, per i giorni durante i quali non spetta la retribuzione (come ad esempio periodi di aspettativa non retribuita).
Bonus Renzi 2026, cosa cambia
Fino al 2023 il Bonus Renzi, o trattamento integrativo di 100 euro, spetta ai lavoratori dipendenti con redditi fino a 15.000 euro e, solo nel caso in cui la detrazione spettante sia superiore all’imposta dovuta, anche a chi ha redditi compresi tra i 15.000 e i 28.000.
Nel 2026, fermo restando il principio che il bonus Renzi può essere riconosciuto solo quando l’imposta dovuta sia superiore alle detrazioni spettanti, da queste deve essere sottratto l’importo di 75 euro (rapportato al periodo lavorato nell’anno). Attraverso questo escamotage è possibile salvaguardare il Bonus Renzi per coloro che percepiscono un reddito compreso tra 8.174 euro e 8.500 euro che pur rientrando nella No Tax Area avranno comunque diritto all’integrazione.
Le detrazioni da considerare per il calcolo sono:
- le detrazioni per carichi di famiglia (art. 12 comma 1 TUIR);
- le detrazioni per lavoro dipendente (art. 13 comma 1 TUIR);
- prestiti e mutui agrari (art. 15 comma 1 - lettera a TUIR);
- mutui acquisto prima casa (art. 15 comma 1 - lettera b TUIR);
- spese sanitarie (art. 15 comma 1 - lettera c TUIR);
- mutuo costruzione prima casa (art. 15 comma 1-ter TUIR);
- detrazioni per ristrutturazioni edilizie ed efficientamento energetico (art. 16-bis TUIR);
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