In quali casi si possono avere le detrazioni fiscali per le spese sostenute per il figlio che ha un reddito? Ecco un caso particolare.
Le detrazioni 2026 si perdono sempre quando il figlio ha un reddito? Ebbene la risposta è “no” e a dirlo è proprio l’Agenzia delle Entrate che analizza un caso in cui anche se il figlio ha delle entrate che superano il limite previsto per essere fiscalmente a carico, spettano le detrazioni.
Nel caso in oggetto un contribuente chiede se il figlio che presta il Servizio Civile Universale si considera ancora fiscalmente a carico. In caso contrario, le detrazioni 2026, relative all’anno di imposta 2025, sono perse?
Ecco in quali casi sono riconosciute le detrazioni fiscali anche se il figlio ha un reddito maggiore della soglia fissata per essere considerato fiscalmente a carico.
Il Servizio Civile Universale, inquadramento e detrazioni 2026
Chi ha un figlio spesso suggerisce un’esperienza formativa/lavorativa con il Servizio Civile Universale. In molti casi si tratta di studenti che cercano un modo per gravare meno sulle spalle dei genitori senza dover abbandonare gli studi.
La domanda che molti si pongono è se l’instaurazione del rapporto tra ente e soggetto che presta il Servizio Civile Universale sia da inquadrare come rapporto di lavoro. La risposta è “No”. A chiarirlo sono le “Faq” presenti sul sito politichegiovanili.org dove si specifica che
L’attività svolta nell’ambito dei progetti di servizio civile non determina l’instaurazione di un rapporto di lavoro e non comporta la sospensione e la cancellazione dalle liste di collocamento o dalle liste di mobilità.
Il compenso erogato a chi sostiene il Servizio Civile Universale
Il secondo “problema” riguarda il compenso. Lo stesso nel 2025 è stato innalzato a quota euro 519,47 mensili e l’importo annuale dell’assegno di Servizio Civile è di euro 6.233,64. Nel caso in cui il Servizio sia prestato all’estero, viene aggiunta un’indennità giornaliera che varia in base al Paese di destinazione.
Quali sono i limiti reddituali entro i quali si viene considerati fiscalmente a carico? La normativa prevede 2 soglie:
- sono considerati fiscalmente a carico i familiari che maturano nell’arco dell’anno di imposta un reddito complessivo annuo non superiore a 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili (ex art. 12 del TUIR);
- il limite è elevato a 4.000 euro per i figli di età non superiore ai 24 anni (art. 1, co. 252 -253 Legge n. 205/17).
Si può notare, quindi, che in teoria, qualunque sia l’età del figlio, il “reddito” che deriva dal Servizio Civile Universale è maggiore rispetto al limite visto per non essere considerati familiari fiscalmente a carico.
Agenzia delle Entrate: ecco quando spettano le detrazioni fiscali se il figlio ha un reddito
Proprio il compenso che deriva dallo svolgimento del SCU rende necessaria la precisazione dell’Agenzia delle Entrate. Nella risposta fornita al contribuente specifica che
Dopo l’entrata in vigore del decreto legislativo n. 40/2017, che ha istituito il “Servizio Civile Universale”, gli assegni attribuiti agli operatori per tale servizio rientrano tra i redditi esenti da imposizioni tributarie e non sono imponibili ai fini previdenziali.
Ne consegue che i compensi erogati ai volontari non rilevano più nel calcolo del limite massimo di reddito complessivo, previsto dall’articolo 12 del TUIR, per essere considerati familiari a carico.
Per completezza viene specificato che nel caso in cui i redditi del volontario derivassero da altra tipologia di servizio civile (per esempio, un servizio civile regionale, che non è assimilabile al Servizio Civile Universale) le somme incassate devono essere considerate redditi derivanti da collaborazioni coordinate e continuative e concorrono alla formazione del reddito complessivo.
Si ricorda che, sebbene i figli maggiorenni, fino al compimento del 21° anno di età, possano usufruire dell’Assegno Unico e di conseguenza non siano previste le detrazioni per figli a carico, è possibile continuare a ottenere le detrazioni per le spese sostenute in favore dei figli. Ad esempio le spese universitarie, spese di affitto per studenti universitari, spese sanitarie.
Ultime novità detrazioni figli a carico e quoziente familiare
A partire dall’anno di imposta 2025, quindi dichiarazione da presentare nel 2026, le detrazioni per i figli a carico potranno essere fruite solo fino al compimento del 30° anno di età.
Deve, inoltre, essere ricordato che entra in vigore dalla dichiarazione 2026 il quoziente familiare per redditi superiori a 75.000 euro.
Cosa comporta il riordino delle detrazioni fiscali?
In caso di reddito superiore a 75.000 euro e inferiore a 100.000 euro l’importo base della spesa ammessa alle detrazioni è di 14.000 euro. Superati i 100.000 euro e fino a 120.000 euro l’importo base scende a 8.000 euro. Gli importi sono effettivamente riconosciuti in tale misura solo nel caso in cui ci siano tre o più figli a carico.
Tali importi si dimezzano in assenza di figli a carico.
In caso di un figlio a carico, l’importo massimo delle spese da portare in detrazione/deduzione è di 9.800 euro per redditi compresi tra 75.000 euro e 100.000 euro e 5.600 euro in caso di redditi superiori a 100.000 euro.
In presenza di 2 figli a carico, l’importo massimo di oneri ammessi in detrazione/deduzione è di 11.900 euro in caso di reddito superiore a 75.000 euro e fino a 100.000 euro e scende a 6.800 euro in caso di reddito superiore a 100.000 euro.
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