Detrazione centri estivi 2026, il trucco per scalarli comunque dalle tasse

Patrizia Del Pidio

25 Maggio 2026 - 11:40

I centri estivi possono essere portati in detrazione solo in alcuni casi. Vediamo cosa serve per avere la detrazione d’imposta e cosa fare.

Detrazione centri estivi 2026, il trucco per scalarli comunque dalle tasse
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Il centro estivo può essere portato in detrazione nel 730/2026? Le famiglie con figli che nel 2025 hanno frequentato i centri estivi si chiedono se possono portare l’onere in detrazione nella dichiarazione dei redditi 2026. Anche se la spesa per moltissime famiglie è necessaria, non è prevista alcuna agevolazione fiscale per chi la sostiene.

Molti dei costi sostenuti nell’interesse dei figli, infatti, danno diritto a una detrazione di imposta al 19%. Esempi lampanti sono le spese di istruzione, quelle sportive, quelle per l’abbonamento dei mezzi di trasporto e quelle sanitarie.

Il centro estivo, però, non rientra nelle spese detraibili nonostante per molte famiglie sia una necessità. Con le scuole chiuse, infatti, per le famiglie in cui lavorano entrambi i genitori che non hanno nonni disponibili a prendersi cura dei nipoti (perché lavorano a loro volta o perché sono lontani), il centro estivo rappresenta l’unico luogo in cui poter lasciare i figli a giocare e a divertirsi con altri bambini mentre si lavora; l’alternativa sarebbe quella di assumere una babysitter per l’intero periodo in cui le scuole sono chiuse, ma appare chiaro che si tratta di un costo molto più alto (e comunque non detraibile).

Il centro estivo resta la scelta migliore sia per il benessere dei bambini che per l’economia dei genitori, anche se rappresenta un costo che non sempre le famiglie hanno la possibilità di sostenere.

Molte famiglie, proprio perché sostenere l’onere economico della frequenza per almeno due mesi all’anno non è uno scherzo, si chiedono se almeno le spese sostenute possano essere portate in detrazione nella dichiarazione dei redditi. Si tratta di una domanda lecita visto che rientrerebbe in una sorta di servizio «post scuola», nel senso che si tratta di un servizio che, durante l’estate, sostituirebbe temporaneamente la scuola.

La risposta, però, è che questi costi, essendo considerati «accessori», non possono essere portati in detrazione anche se esiste una casistica ben precisa che permette lo sconto sull’Irpef di almeno parte della spesa sostenuta.

I centri estivi sono poliedrici

Il centro estivo, essendo un’esigenza che riguarda un numero sempre maggiore di famiglie con figli in età scolare, è ormai diffusissimo in estate. Ludoteche, palazzetti, scuole chiuse e centri sportivi ne organizzano a decine per accogliere tutti quei bambini i cui genitori lavorano e sono in attesa delle tanto agognate ferie.

Si tratta, quindi, di un servizio che permette ai bambini di divertirsi e fare le attività più disparate (che cambiano, appunto, da un centro estivo all’altro) e che solitamente coprono orari che vanno dalla mattina al tardo pomeriggio, anche se la famiglia può scegliere anche un orario ridotto solo per la mattina.

Dai lavori con la pasta di sale alla cartapesta, dalle uscite al mare a quelle nei parchi tematici, gite fuori porta, giochi collettivi, attività all’aria aperta e tempo libero in cui i bambini sono liberi di giocare a quello che più gli piace. Nella maggior parte dei casi i tempi della giornata nel centro estivo sono scanditi da attività ben definite.

La detrazione dei centri estivi dipende dall’attività

Se si sceglie un centro estivo in una ludoteca, in una scuola chiusa, in un luogo privato attrezzato per lo scopo la spesa che si sostiene per la frequenza dei bambini non è detraibile.

Sempre più spesso, però, a realizzare centri estivi per bambini sono anche associazioni sportive dilettantistiche o centri sportivi che durante l’estate sospendono alcune delle attività destinate proprio ai più piccoli (lezioni di nuoto, corso di danza, corso di judo, infatti, vanno in vacanza proprio come la scuola).

Se a organizzare il centro estivo è un centro sportivo come sopra descritto, la detrazione potrebbe spettare. L’importante è che le attività principali che il bambino svolge durante la frequenza del centro estivo siano legate allo sport: in questo caso la spesa è detraibile, ma non come centro estivo, bensì come spesa sportiva.

Nella ricevuta che viene rilasciata deve essere specificato che si tratta di un «centro estivo sportivo» o che l’attività prevalente esercitata durante la frequentazione è quella sportiva. In questo modo la spesa può essere portata in detrazione nel modello 730 come «spesa per lo sport», ma sempre rispettando il tetto massimo previsto per le spese sportive di ogni figlio, cioè 210 euro all’anno.

Sicuramente questo tetto non permette di portare in detrazione tutto quello che si spende in estate per i figli che frequentano i centri estivi, ma permette di avere un rimborso massimo di 39,90 euro sulla spesa sostenuta.

Attenzione alle spese sportive dell’anno

Il centro estivo, quindi, è detraibile se è sportivo. Qui bisogna fare una precisazione: se durante l’anno di imposta per quel figlio si è già raggiunta la soglia dei 210 euro con l’attività sportiva esercitata, il centro estivo sportivo si somma a quest’ultima e tutto ciò che eccede i 210 euro l’anno «esce» dalla detrazione e non è più agevolabile.

Proprio per questo è il caso di farsi bene i conti prima quando si sceglie la tipologia di centro estivo che il proprio figlio possa frequentare, poiché quello organizzato in una ludoteca o in una scuola chiusa è certamente meno caro di uno organizzato da un centro sportivo. In ogni caso, nella scelta, si deve tenere conto anche della varietà delle attività offerte al piccolo e a quelle che preferisce.

Se si è raggiunta già la soglia dei 210 euro durante l’anno con l’attività sportiva è indifferente quale centro estivo scegliere. Ma se si ha a disposizione ancora una parte di quella soglia e si vuole approfittare della detrazione, allora forse è il caso di scegliere un centro estivo presso un’associazione sportiva dilettantistica o presso un centro sportivo per fruire della detrazione anche sulle spese che si sostengono durante l’estate, quando le scuole sono chiuse.