Denaro sporco, Arabia Saudita: la lista nera Ue

L’Ue ha pubblicato una black list dei paesi coinvolti in riciclaggio di denaro e tra questi compare l’Arabia Saudita che reagisce minacciando la Commissione, la quale sembra cedere alle pressioni.

Denaro sporco, Arabia Saudita: la lista nera Ue

L’avvertimento dell’Arabia Saudita è stato ascoltato dall’Ue che ora deve rivedere la lista nera pubblicata il 13 febbraio 2019. Non solo, sembra che i Ventotto non abbiamo preso bene il suo inserimento dicendosi d’accordo con il paese.

La black list, stilata dalla Commissione, vede i nomi di quelle nazioni che consentono o promuovono il riciclaggio di denaro sporco. In tutto sono 23 le giurisdizioni tra cui alcuni territori americani e altri molto vicini all’Italia.

Il 13 marzo 2019 sarà il termine ultimo per esprimersi a riguardo tramite un atto delegato e associato ai due testi legislativi contro la lotta del riciclaggio del 2015 e del 2018.

Black list, minaccia Arabia Saudita

Nella lista nera pubblicata dalla Commissione europea era presente anche l’Arabia esaudita che non ha accolto bene la notizia. Infatti ha organizzato un incontro tra gli ambasciatori dei paesi membri a Riad per avvertire che avrebbe preso dei provvedimenti nel caso in cui fosse rimasto nella balck list.

Non solo, ha strumentalizzato il recente vertice di Sharm el-Sheikh per fare pressione sui principali governi affinché venisse escluso dalla famosa lista.

Il sovrano saudita Salman si è dimostrato preoccupato per gli effetti che potrebbe portare sul suo paese danneggiandone la reputazione e ostacolando il commercio, oltre che renderà difficoltosi gli investimenti tra Arabia Saudita e l’Unione Europea.

Forse la sua reazione ha sortito l’esito desiderato, perché i Ventotto hanno bocciato duramente la presenza dell’Arabia Saudita.

I paesi membri hanno tempo fino al 13 marzo per esprimersi sulla lista, ma sembra che l’Ue debba già rimettersi in moto per stilarne una nuova.

Black list: che succede

Il 13 febbraio la Commissione europea ha pubblicato una lista nera in cui sono stati inseriti i nomi di quei paesi ritenuti parte integrante del denaro sporco, ossia che caldeggiano o consentono il riciclaggio dei soldi anche per la mancanza di norme adeguate.

La lista permetterebbe di monitorare i flussi di denaro e contrastare il riciclaggio che danneggia il sistema finanziario e sovvenziona la criminalità e il terrorismo. Maggiori controlli ridurrebbero di gran lunga questa macchina che infetta la ruota economica europea.

La black list è nutrita dalla presenza di 23 paesi tra cui la Corea del Nord, il Pakistan, le Bahamas, le Isole Vergini, la Nigeria, la Libia, l’Iran, la Tunisia e Portorico.

Secondo alcuni diplomatici europei i criteri adottati per redigere la lista non sono conformi e non rispecchiano la trasparenza. Questo entra in contrasto con quanto affermato dalla la portavoce della Commissione, Mina Andreeva, la quale sostiene di aver lavorato in collaborazione con i paesi membri.

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