La democrazia secondo gli USA, tra summit e nuove sanzioni

Violetta Silvestri

11 Dicembre 2021 - 12:34

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Gli USA hanno intensificato la strategia pro democrazia a suon di summit e sanzioni contro chi viola i diritti umani nel mondo. Quali Paesi sono stati colpiti? Politica USA sempre più anti-Cina?

La democrazia secondo gli USA, tra summit e nuove sanzioni

USA sempre più impegnati nella difesa della democrazia nel mondo.

Lo potenza americana venerdì 10 dicembre ha imposto ampie sanzioni relative ai diritti umani su dozzine di persone ed entità legate a Cina, Myanmar, Corea del Nord e Bangladesh, oltre ad aver aggiunto la società cinese di intelligenza artificiale SenseTime Group a una lista nera sugli investimenti.

Non solo, Biden si è fatto promotore del Summit per la Democrazia, due giorni di incontri virtuali terminati il 10 dicembre con 110 leader di Stati di tutto il mondo.

Cosa significano queste mosse degli USA e quanta strategia anti-Cina c’è nella lotta per i valori democratici globali?

USA emette nuove sanzioni e la Cina s’infuria

Le misure adottate dagli USA sono le ultime di una serie di sanzioni programmate e annunciate in concomitanza con il Summit virtuale per la democrazia di due giorni.

Il Canada e il Regno Unito si sono uniti agli Stati Uniti nell’imporre misure sanzionatorie relative alle violazioni dei diritti umani in Myanmar, mentre Washington ha punito la Corea del Nord e ha preso di mira entità militari del Myanmar.

Nello specifico, Il Tesoro USA ha affermato di aver messo nel mirino due entità militari del Myanmar e un’organizzazione che fornisce l’esercito. La direzione delle industrie della difesa, una delle entità prese di mira, produce armi per militari e per la polizia che sono state utilizzate in una brutale repressione contro gli oppositori del colpo di Stato dell’esercito del 1 febbraio.

Non solo, gli USA hanno anche inserito nella lista nera l’Ufficio del pubblico ministero centrale della Corea del Nord, insieme all’ex ministro della sicurezza sociale e recentemente nominato ministro delle forze armate popolari, Ri Yong Gil.

Pyongyang ha cercato a lungo di revocare le sanzioni punitive statunitensi e internazionali imposte sui suoi programmi di armi e ha denunciato le critiche degli Stati Uniti alla sua posizione sui diritti umani come prova di una politica ostile nei suoi confronti.

Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti venerdì ha anche vietato a 12 persone di viaggiare negli Stati Uniti, inclusi funzionari in Cina, Bielorussia e Sri Lanka.

Infine, nell’eterna e riaccesa più che mai lotta contro la Cina, Washington ha valutato la società cinese SenseTime a un come complice nello sviluppo di programmi di riconoscimento facciale in grado di determinare l’etnia di un avversario, con particolare attenzione all’identificazione degli uiguri etnici.

Di conseguenza, la società sarà soggetta al divieto di investimento per i trader statunitensi.

L’ambasciata cinese a Washington ha denunciato la mossa degli Stati Uniti “come grave interferenza negli affari interni della Cina e grave violazione delle norme fondamentali che regolano le relazioni internazionali”.

Le relazione USA-Cina restano, quindi, assai tese.

La democrazia secondo gli USA

In questo contesto di sanzioni in difesa dei diritti umani portate avanti dagli USA è interessante soffermarsi sul Summit per la Democrazia voluto da Biden.

Sono stati 110 i leader mondiali che vi hanno preso parte, con inviti a Paesi alquanto discutibili nel loro essere rispettosi di diritti umani e civili.

Un’analisi dell’istituto ISPI ha messo in evidenza che almeno il 30% delle nazioni presenti al summit è classificata non democratica secondo indici e valutazioni internazionali.

Un grafico mostra un esempio di democraticità di alcuni Stati invitati e di altri non accolti al vertice:

Paesi e democrazia Paesi e democrazia

Lotta alla corruzione, sfida all’autocrazia e promozione dei diritti umani sono stati gli obiettivi concordati nel summit.

A dettare l’agenda, però, sembra essere ancora di più a strategia anti-Cina ormai palese anche con l’amministrazione democratica negli USA. Non è un caso che Biden abbia invitato alcuni funzionari di Taiwan.

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