Decreto autovelox, nuove regole dal 12 luglio. Cosa succede a ricorsi e multe?

Ilena D’Errico

11 Luglio 2026 - 23:26

Il decreto autovelox entra in vigore. Ecco come cambiano multe e ricorsi (e come no).

Decreto autovelox, nuove regole dal 12 luglio. Cosa succede a ricorsi e multe?

Dopo un’attesa che possiamo definire estenuante senza essere sensazionalisti è arrivato il decreto autovelox. Pubblicato in Gazzetta Ufficiale oggi, entra in vigore tra pochissimo, alla mezzanotte tra sabato 11 e domenica 12 luglio. Una rapida attesa per una norma urgente, per così dire, visto che la procedura per l’omologazione degli apparecchi doveva essere prevista da quando lo richiede il Codice della strada, vale a dire il 1992. È un passo in avanti considerevole, visto che la mancanza di regole uniformi e incontestabili ha causato un enorme caos negli anni, per non parlare del disagio dei cittadini. Ci saranno quindi dei cambiamenti e in generale è positivo che ci sia finalmente un punto di riferimento sugli autovelox, ma non bisogna illudersi troppo. La corsa del ministero dei Trasporti potrebbe servire a poco secondo i giuristi, perché non cambia nella sostanza le cause di contestazione delle sanzioni. In altri termini, non è il tanto sperato punto definitivo ai ricorsi contro le multe degli autovelox, ma anzi potrebbe complicare ulteriormente le cose.

Decreto autovelox dal 12 luglio, cosa cambia (e cosa no)

Come ogni conducente italiano ricorderà, il Codice della strada pretende l’omologazione degli apparecchi di rilevamento della velocità. Per anni il ministero dei Trasporti ha equiparato l’omologazione all’approvazione, finché la Corte di Cassazione non ha chiarito e ribadito che le circolari ministeriali non possono cambiare quanto stabilito dalla legge. In buona sostanza, tutte le multe comminate dai soli autovelox dovrebbero essere illegittime, perché nessuno degli apparecchi in Italia è omologato: non esisteva nemmeno il decreto che regolasse l’omologazione.

Si è poi visto che non era così facile annullare le multe, né sempre conveniente, ma il caos è esploso su tutti i cittadini. L’incertezza ha pesato insieme al timore di esser stati sanzionati ingiustamente, non contribuendo affatto a un clima di collaborazione e rispetto delle regole. Dei vari interventi, compreso il censimento degli autovelox, nessuno è davvero servito a colmare le lacune sull’omologazione, cosa che il nuovo decreto fa (almeno parzialmente). Il decreto autovelox, in particolare, individua i seguenti autovelox omologati:

-* AUTOVELOX 106 approvato con Decreto Dirigenziale n. 476 del 09/12/2025;

  • VRS-EVO-T12-5-R approvato con Decreto Dirigenziale n. 342 del 02/10/2025;
  • VELOCAR RED&SPEED EVO-R approvato con Decreto Dirigenziale n. 342 del 02/10/2025;
  • CELERITAS MSE 2021 approvato con Decreto Dirigenziale n. 401 del 19/08/2024;
  • TUTOR 3.0 approvato con Decreto Dirigenziale n. 305 del 20/06/2024;
  • VERGILIUS PLUS approvato con Decreto Dirigenziale n. 149 del 27/03/2024;
  • CELERITAS MVD 2022 approvato con Decreto Dirigenziale n. 290 del 25/07/2023;
  • VRS EVO 2 approvato con Decreto Dirigenziale n. 271 dell’11/07/2023;
  • T-EXSPEED approvato con Decreto Dirigenziale n. 236 del 05/06/2023;
  • K53800_SPEED approvato con Decreto Dirigenziale n. 549 del 21/12/2021;
  • TCS - Traffic Control System approvato con Decreto Dirigenziale n. 378 del 09/09/2021;
  • Autosc@n Speed approvato con Decreto Dirigenziale n. 356 del 18/08/2021;
  • CELERITAS MVD 2020 approvato con Decreto Dirigenziale n. 349 del 16/08/2021;
  • AGUIA Red & Speed approvato con Decreto Dirigenziale n. 48 del 01/03/2021;
  • VELOCAR RED&SPEED EVO M approvato con Decreto Dirigenziale n. 5240 del 31/08/2017.

Una parte degli autovelox sono omologati e pressoché incontestabili dalla mezzanotte (non senza ulteriori motivi almeno), ma siamo ben lontani dalla chiarezza. Il ministero, infatti, si limita a prevede l’omologazione di alcuni modelli e prototipi, stabilendo che quelli corrispondenti “si intendono omologati”. Ci risiamo. Una grossa fetta di autovelox non è davvero omologata ma è da intendersi tale secondo il ministero dei Trasporti, quindi in teoria i cittadini possono continuare a contestare le sanzioni, impugnando anche il decreto stesso. Nel complesso, comunque, il decreto individua 3.150 dispositivi omologati o da intendersi tali, mentre 850 sono da disattivare, invalidi proprio dal 12 luglio.

Per questi ci sono delle sicurezze, quindi bisognerà fare molta attenzione ai verbali d’ora in avanti, ma il tempismo della disattivazione a ridosso delle partenze estive lascia desiderare secondo le associazioni di categoria. Unica nota davvero positiva la previsione di regole per l’omologazione di ogni nuovo autovelox, volta a evitare il ripresentarsi di simili disagi. Un miglioramento quindi c’è, anche considerando la tripla taratura introdotta (sul prototipo, prima dell’installazione e quella annuale) e le verifiche di funzionalità periodiche, di cui ogni documento deve essere consultabile con un’istanza di accesso agli atti. Si resta quindi in attesa di scoprire cosa accadrà nei tribunali, atteso che comunque il Codice della strada deve essere rispettato.