Decreti sicurezza, come cambiano: il piano Lamorgese per la gestione dei migranti

Italia e altri 4 Paesi scrivono alla Commissione per ottenere una gestione europea dei migranti. Intanto il Viminale presenta a Conte il piano Lamorgese per riscrivere i decreti sicurezza

Decreti sicurezza, come cambiano: il piano Lamorgese per la gestione dei migranti

Presto i decreti sicurezza targati Matteo Salvini potrebbero essere, se non abrogati del tutto, almeno riscritti. Lo ha annunciato la sua successora al Viminale, Luciana Lamorgese, la quale ha parlato di una “svolta dell’Ue” per la gestione dei migranti.

Con una lettera inviata alla Commissione europea, e in contemporanea con un appello al cosiddetto “blocco di Visegrad”, la ministra punta all’istituzione di una prassi regolamentata al posto di frettolose trattative all’arrivo di ogni barcone.

Il Governo vuole cambiare i decreti Salvini

L’inizio dell’estate, brevemente posticipato per via del coronavirus, promette una nuova ondata di sbarchi sulle coste italiane ed europee. Nel Governo sono convinti che i decreti sicurezza non abbiano risolto la situazione migratoria e, anzi, l’abbiano aggravata.

Per questo la ministra si prepara a varare un “piano Lamorgese” per cambiare radicalmente i decreti Salvini approvati dal precedente Governo. In teoria ci sarebbe il consenso da parte delle varie anime della maggioranza: dem, sinistra, renziani, cattolici. Rimane però lo scoglio del Movimento 5 Stelle, che quei decreti sicurezza li ha pur votati. Ma niente che non si possa superare con un più deciso intervento dell’Unione europea.

Piano Lamorgese: come cambieranno i decreti sicurezza

Ad aver inviato la lettera alla Commissione sono i 5 Paesi membri più direttamente coinvolti nella gestione delle migrazioni dalle coste nordafricane: Italia, Spagna, Grecia, Malta, Cipro. In essa si invocano, sul piano internazionale, delle procedure di ricollocamento obbligatorie.

Sul piano italiano, invece, si vuole ripristinare l’iscrizione all’anagrafe dei richiedenti asilo, riportare da 4 a 2 anni il termine massimo di risposta sulla cittadinanza da parte dello Stato e la riattivazione degli SPRAR. Soltanto parziali, invece, le modifiche alle multe per le Ong che violano le regole: rimarrebbero le sanzioni da 10 a 50.000 euro, via le maxi-multe e la confisca delle navi.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in queste ore, ha confermato che le modifiche ai decreti sicurezza sono nel programma di governo, e ha smentito “fibrillazioni”.

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