Il debito pubblico non si riduce più. Ecco perché anche le politiche di austerity non basteranno.
Negli ultimi decenni il debito pubblico nei Paesi avanzati ha seguito una traiettoria che rompe con la storia.
Un tempo l’indebitamento aumentava durante le guerre e veniva ridotto nei periodi di pace. Oggi, invece, cresce in modo strutturale, alimentato da crisi finanziarie, pandemie, invecchiamento della popolazione e nuove tensioni geopolitiche. La domanda non è più se il debito sia elevato, ma se sia diventato intrinsecamente ingestibile.
Gli Stati Uniti rappresentano un caso emblematico. Dopo aver ridotto il rapporto debito/PIL dal 106% del 1946 a poco più del 21% all’inizio degli anni Novanta, il Paese ha invertito la rotta. La crisi finanziaria del 2008 e il Covid hanno riportato il rapporto vicino al 100%, e le proiezioni del Congressional Budget Office indicano un possibile aumento fino al 156% entro il 2055. Uno scenario che rischia di minare il ruolo dei Treasury come pilastro della finanza globale. [...]
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