Ddl Pillon archiviato, addio alla Riforma del diritto di famiglia della Lega

Isabella Policarpio

17 Settembre 2019 - 09:16

Il nuovo Ministro delle Pari Opportunità Elena Bonetti ha archiviato definitivamente il disegno di legge Pillon. Cancellato il principio della bigenitorialità.

Ddl Pillon archiviato, addio alla Riforma del diritto di famiglia della Lega

Il Ddl Pillon è ormai all’epilogo: il nuovo Ministro delle Pari Opportunità, a pochi giorni dal giuramento, ha già preso una posizione netta nei confronti della Riforma del diritto della famiglia voluta dal vecchio Governo.

Così il discusso Ddl Pillon, che prende il nome dal Simone Pillon, suo ideatore e organizzatore del Family day, da oggi è completamente archiviato. Si tratta di una decisione drastica in quanto il Ministro Bonetti ha deciso di accantonarlo nella sua interezza, senza lasciare nemmeno la possibilità di una revisione parziale del testo.

Ricordiamo che il Pillon era stato oggetto di forti contestazioni soprattutto per il principio della bigenitorialità, l’abolizione dell’assegno di mantenimento e della casa familiare.

Ddl Pillon archiviato: la prima decisione del Ministro Bonetti

A pochi giorni dall’insediamento del nuovo Governo di colazione Pd - M5S, è già arrivata la prima importante decisione che segna un decisivo discostamento dalla linea del passato. In un tweet sul suo profilo personale, il neo Ministro alle Pari Opportunità Elena Bonetti ha dichiarato di voler archiviare completamente il Ddl Pillon, testo in realtà già definito obsoleto e medievale prima della caduta del Governo. Il suo commento non lascia margini di dubbio:

“Se mi hanno lasciato nel cassetto una copia del ddl #Pillon? Non mi sono informata ma per quanto mi riguarda resterà nel cassetto.”

Insomma, il testo di Simone Pillon, esponente della Lega ed organizzatore del Family day, oramai appartiene al passato.

Disegno di legge Pillon, cosa prevedeva

La posizione del Ministro Bonetti non è di certo una sorpresa. Fin dalla sua proposizione infatti, la riforma di Pillon aveva suscitato forti dubbi e accesi contrasti da parte soprattutto delle madri separate e divorziate.

I punti maggiormente contestati erano i seguenti:

  • il principio della “bigenitorialità perfetta”, ovvero la coincidenza del tempo trascorso dai figli con madre e padre, con l’istituzione del doppio domicilio;
  • l’abolizione dell’assegno di mantenimento e della casa familiare, significa che ogni genitore avrebbe dovuto provvedere direttamente alle spese del figlio, mentre chi restava nella casa familiare avrebbe dovuto versare all’ex coniuge un indennizzo;
  • la sindrome di alienazione parentale (Pas), secondo la quale il genitore che avrebbe messo in cattiva luce l’ex coniuge sarebbe stato escluso dall’avere relazioni con il figlio.

Anche molti psicologi e assistenti sociali avevano preso una posizione dura, sostenendo la pericolosità della bigenitorialità perfetta e l’assenza di basi scientifiche della sindrome di alienazione parentale.

La replica di Pillon non è tardata ad arrivare. Secondo il senatore il nuovo Ministro sarebbe pronto a calpestare i diritti dei minori pur di cancellare il lavoro della vecchia agenda di Governo.

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