Davos 2023: temi e partecipanti al World Economic Forum

Violetta Silvestri

16/01/2023

Si alza il sipario su Davos e il suo World Economic Forum: chi ci sarà e qual è l’agenda? Tornato alla consueta data di gennaio e in presenza dopo la pandemia, l’evento di economia globale è in focus.

Davos 2023: temi e partecipanti al World Economic Forum

Davos 2023: al via la 53esima edizione del World Economic Forum. Quali sono i temi e i protagonisti degli incontri?

Dal 16 al 20 gennaio la cittadina svizzera diventa la capitale dell’economia e della finanza globali con l’evento che riunisce capi di Stato, banchieri, politici, imprenditori di peso internazionale per discutere del presente e delle sfide future del mondo.

Dopo lo sconvolgimento della pandemia, la guerra ai confini dell’Europa, innescata dall’invasione della Russia dell’Ucraina, ha di nuovo interrogato le potenze e tutti i Paesi del mondo sulle vulnerabilità del nostro tempo. Tra inflazione alle stelle, crisi energetica, recessione, polarizzazione sociale e insicurezza generale, quella che stiamo vivendo è l’epoca delle crisi multiple, come definita proprio dal report sui rischi globali appena pubblicato dal World Economic Forum.

Non a caso, l’edizione 2023 di Davos si intitola: “Cooperazione in un mondo frammentato”. Cosa c’è da sapere sull’evento in corso, dal 16 al 20 gennaio: temi, programma, protagonisti.

I temi in agenda al World Economic Forum 2023 di Davos

Torna il classico appuntamento di Davos a gennaio, che nell’edizione 2023 vedrà la partecipazione di 2.700 politici, dirigenti, investitori, banchieri e accademici.

I temi al centro degli incontri e dei dibattiti si inseriscono in un contesto, quello mondiale attuale, assai complesso. Proprio sul sito ufficiale dell’evento viene così riassunta la situazione di partenza dell’evento:

“Per la prima volta dagli anni ’70, il mondo si trova di fronte a un precario squilibrio con crescita e inflazione che si muovono in direzioni opposte. Ciò si sta verificando insieme all’accresciuta frammentazione geoeconomica, alle vulnerabilità del settore finanziario, inclusi i prezzi delle attività allungati e gli elevati livelli di indebitamento, e una crisi climatica fuori controllo, che potrebbe amplificare qualsiasi rallentamento della crescita, in particolare nei mercati emergenti. A meno che questi rischi sistemici e interconnessi non vengano affrontati, la promessa di un decennio di azione può trasformarsi in un decennio di incertezza e fragilità.”

Nel dettaglio, alcune delle grandi tematiche affrontate nella settimana di Davos 2023:

  • affrontare le attuali crisi energetiche e alimentari nel contesto di un nuovo sistema per l’energia, il clima e la natura;
  • affrontare l’attuale economia ad alta inflazione, bassa crescita e debito elevato nel contesto di un nuovo sistema per gli investimenti, il commercio e le infrastrutture;
  • affrontare gli attuali venti contrari del settore nel contesto di un nuovo sistema per sfruttare le tecnologie di frontiera per l’innovazione e la resilienza del settore privato;
  • affrontare le attuali vulnerabilità sociali nel contesto di un nuovo sistema di lavoro, competenze e assistenza;
  • affrontare gli attuali rischi geopolitici nel contesto di un nuovo sistema di dialogo e cooperazione in un mondo multipolare

In generale, il clima è di preoccupazione come non mai. Il Global Risks Report annuale del WEF, basato su un sondaggio del Forum, ha mostrato che la minaccia di recessione, la crisi del costo della vita e il crescente disagio del debito dominerà le prospettive per i prossimi due anni.

La Banca mondiale questa settimana ha tagliato le sue previsioni di crescita per la maggior parte dei Paesi e delle regioni e ha avvertito che nuovi eventi avversi potrebbero far precipitare l’economia globale in una recessione.

Chi ci sarà a Davos 2023?

Da sempre il prestigio dell’evento di Davos è dato dalla calibratura dei partecipanti che prenderanno parte alle discussioni in agenda.

Complessivamente, il WEF prevede di accogliere circa 2.700 leader provenienti da 130 paesi, tra cui 370 personalità pubbliche.

Ci saranno il capo di JPMorgan Jamie Dimon e i leader di Wall Street tra cui David Solomon di Goldman Sachs e James Gorman di Morgan Stanley. L’amministratore delegato di Chevron Mike Wirth e Bernard Looney di BP rappresenteranno le major petrolifere in ripresa.

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz è l’unico leader del Gruppo dei Sette in arrivo. Parlerà anche il vice premier cinese Liu He.

Altri pesi massimi politici includono i capi dell’Unione Europea, della NATO, della Finlandia, della Grecia, della Spagna, delle Filippine, del Sud Africa e della Corea del Sud. Tra i nomi importanti per l’Europa spiccano Ursula von der Leyen, il vice Valdis Dombrovskis, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, i commissari Gentiloni (Affari economici), Hahn (Bilancio), Simson (Energia) e Christine Lagarde.

Gli Stati Uniti stanno inviando il segretario del lavoro Marty Walsh, il rappresentante per il commercio Katherine Tai e il direttore del Federal Bureau of Investigation Christopher Wray.

Parteciperanno almeno 100 miliardari. La maggior parte di questi proviene dagli Stati Uniti, con Laurence Fink di BlackRock e Steve Schwarzman di Blackstone. Ci saranno anche miliardari indiani e sauditi.

Per l’Italia, non ci saranno partecipanti di spicco, come Meloni o Giorgetti. Dovrebbe essere presente il ministro Valditara.