L’ipotesi che gli Stati Uniti forniscano missili Tomahawk all’Ucraina, avanzata dal vice presidente JD Vance in un’intervista su Fox News Sunday, segna un potenziale punto di svolta nel conflitto tra Russia e Ucraina, con rischi significativi di un’escalation diretta con Mosca.
I Tomahawk, missili da crociera a lungo raggio (oltre 1.600 km), sono stati progettati per colpire obiettivi strategici con precisione, inizialmente per trasportare testate nucleari contro l’URSS. La loro possibile consegna a Kiev rappresenta una mossa che rischia di condurre a un’escalation dagli esiti imprevedibili.
Una decisione ad alto rischio
Secondo Vance, il presidente Donald Trump starebbe valutando la possibilità di fornire questi missili. Tuttavia, l’ipotesi solleva non pochi interrogativi. I Tomahawk sono progettati per essere lanciati da navi o sottomarini della Marina statunitense, infrastrutture che l’Ucraina non possiede, come evidenziato da Vadym Skibitskyi, vice capo dell’intelligence militare ucraina. Una possibile soluzione potrebbe essere l’utilizzo del lanciatore terrestre Typhon, sviluppato dopo il ritiro degli Stati Uniti dal Trattato INF nel 2019, che vietava sistemi missilistici terrestri con un raggio tra 310 e 3.400 miglia. Tuttavia, anche questa opzione comporterebbe un coinvolgimento diretto di tecnici americani o britannici per operare i missili, un passo che Mosca interpreterebbe come un intervento militare diretto.
Le implicazioni strategiche
I Tomahawk, con la loro capacità di colpire obiettivi a lunga distanza, metterebbero Mosca e altre città russe strategiche nel raggio d’azione dell’Ucraina. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha recentemente intensificato la sua retorica, minacciando di colpire infrastrutture energetiche e fabbriche di armamenti russe, e persino i funzionari del Cremlino, se gli Stati Uniti fornissero ulteriori capacità a lungo raggio. “Se la guerra continua, dovranno sapere dove sono i rifugi antiaerei”, ha dichiarato Zelensky ad Axios, un messaggio che il Cremlino ha liquidato come un tentativo di Zelensky di mostrarsi “coraggioso” di fronte agli alleati europei.
Tuttavia, la Russia ha chiarito che attacchi missilistici sostenuti dagli Stati Uniti sul suo territorio potrebbero innescare un’escalation nucleare. Dopo che l’amministrazione Biden ha autorizzato l’uso di missili ATACMS americani contro la Russia, Mosca ha rivisto la sua dottrina nucleare, abbassando la soglia per l’uso di armi nucleari. I Tomahawk, che possono essere equipaggiati con testate nucleari, amplificano ulteriormente questo rischio, come sottolineato dall’ex sottosegretario dell’amministrazione Reagan, Stephen Bryen, che ha definito la mossa “sconsiderata” e potenzialmente in grado di portare gli Stati Uniti a una collisione diretta con la Russia.
Bryen e altri analisti avvertono che l’obiettivo di Washington sembra essere quello di colpire l’economia russa. I Tomahawk potrebbero essere usati per distruggere asset economici vitali, come raffinerie e basi militari, nella speranza di indebolire il governo russo. Tuttavia, questa strategia sottovaluta la capacità di Mosca di rispondere. Le difese aeree russe, pur non impenetrabili, sono significativamente migliorate rispetto agli anni ’80, quando i Tomahawk entrarono in servizio. Inoltre, la Russia dispone di armi avanzate, come il missile Oreshnik, che finora ha utilizzato con moderazione, ma che potrebbe impiegare in risposta a un’escalation. Come nota Bryen, dunque, Washington dovrebbe valutare attentamente le conseguenze di una decisione del genere.
Nel frattempo, il presidente russo Vladimir Putin sembra - almeno pubblicamente - non aver preso troppo sul serio tale eventualità. Il leader del Cremlino ha dichiarato, durante la sessione plenaria del Valdai Discussion Club, che le affermazioni di Washington sulla possibilità di fornire missili da crociera Tomahawk nell’ambito del conflitto ucraino potrebbero essere motivate da problemi interni agli Stati Uniti e dalla necessità di distogliere l’attenzione pubblica da questi. Che sia l’ennesima mossa di Trump per negoziare da una posizione di forza?