Dal bombardamento di Teheran alla successione. Ecco cosa può andare storto con il piano di Trump

Redazione

10 Marzo 2026 - 13:03

Ne abbiamo parlato con Minoo Mirshahvalad, sociologa e ricercatrice esperta di antropologia dell’Islam, già attiva nel dibattito internazionale sulle trasformazioni politiche dell’Iran.

Dal bombardamento di Teheran alla successione. Ecco cosa può andare storto con il piano di Trump

La guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran ha aperto uno scenario completamente nuovo per il Medio Oriente. I recenti bombardamenti su Teheran e l’uccisione della Guida Suprema Ali Khamenei hanno segnato una svolta drammatica nella storia della Repubblica islamica. In risposta, l’Assemblea degli 88 esperti religiosi ha nominato come nuovo leader Mojtaba Khamenei, secondogenito dell’ayatollah scomparso, aprendo una fase di transizione delicatissima.

La nomina di Mojtaba arriva in uno dei momenti più critici per il regime iraniano nato con la rivoluzione del 1979. Da un lato, il Paese deve affrontare una pressione militare esterna senza precedenti, con minacce provenienti da Washington e Tel Aviv. Dall’altro, il consenso interno non è affatto garantito: nelle strade di Teheran le proteste e le contestazioni mostrano un malcontento diffuso che il nuovo leader dovrà saper gestire.

Ne abbiamo parlato con Minoo Mirshahvalad, sociologa e ricercatrice esperta di antropologia dell’Islam, già attiva nel dibattito internazionale sui diritti civili e sulle trasformazioni politiche dell’Iran. Secondo Mirshahvalad, la sopravvivenza del regime dipenderà dalla capacità della nuova guida di conciliare le pressioni esterne con le crescenti richieste interne di riforma e apertura, un equilibrio estremamente fragile che potrebbe segnare il futuro politico del Paese e dell’intera regione.

Secondo alcune analisi internazionali, tra cui quella di Donald Trump, Mojtaba Khamenei rappresenterebbe un “peso piuma”, un leader percepito come meno autorevole rispetto al padre. La domanda che molti si pongono ora è se l’Iran riuscirà a reggere questo shock. Il sistema degli ayatollah, fondato sulla combinazione di autorità religiosa e potere politico, può sopravvivere alla guerra e alle crescenti tensioni interne, o siamo di fronte a una fase di transizione imprevedibile che potrebbe ridefinire gli equilibri regionali?

Il Medio Oriente osserva con attenzione: le prossime settimane potrebbero essere decisive non solo per l’Iran, ma per l’intero equilibrio geopolitico della zona.

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