Calo delle vendite alimentari, potere di acquisto perderà miliardi: la crisi degli italiani

Violetta Silvestri

7 Dicembre 2022 - 15:22

I conti non tornano per gli italiani: lo confermano i dati, in atteso calo, delle vendite al dettaglio e le previsioni di bilanci sempre più cupi. L’inflazione brucerà miliardi di potere d’acquisto.

Calo delle vendite alimentari, potere di acquisto perderà miliardi: la crisi degli italiani

Italiani in crisi e con bilanci familiari sempre più incerti: questo è il quadro che emerge sommando diversi dati e previsioni sull’economia del nostro Paese.

Con un’inflazione ancora elevata e a doppia cifra, i rincari su bollette e spesa quotidiana si fanno sempre più pesanti. Intanto, nel mese di ottobre le vendite al dettaglio sono diminuite in valore e in volume, mostrando una difficoltà economica persistente per gli italiani.

Non solo, le stime sul potere di acquisto parlano di una perdita miliardaria nella seconda metà dell’anno, a testimonianza di redditi sempre più assottigliati da prezzi alle stelle.

La crisi degli italiani è servita: si compra meno, anche nel settore alimentare, e in termini di potere di acquisto c’è una grande debolezza.

Allarme spesa alimentare per gli italiani: di quanto è diminuita?

I dati Istat di ottobre hanno mostrato che le vendite al dettaglio sono calate dello 0,4% in termini di valore e dell’1,2% in volume su base congiunturale. Rispetto allo stesso mese del 2022, il dato è di un +1,3% in valore, ma di un tonfo del 6,3% in volume.

Per i soli beni alimentari, il volume ha registrato un tonfo tendenziale del 7,9% in volume.

Per sintetizzare la situazione, Istat ha precisato: “Ad ottobre, rispetto al mese precedente, si registra una diminuzione delle vendite sia in valore sia in volume; la flessione riguarda tanto i beni alimentari quanto i non alimentari. Su base tendenziale, risulta in crescita solo il valore delle vendite dei beni alimentari; prosegue, tuttavia, la diminuzione dei volumi venduti, che per il complesso dei beni si protrae per il quinto mese consecutivo.”

A parlare di allarme, in questa cornice, è il Codacons, il quale si è soffermato sul calo in volume delle vendite al dettaglio alimentari, per evidenziare che il taglio della spesa di beni alimentari sarà pari a 445 euro annui a famiglia.

Da sottolineare, inoltre, che proprio i discount alimentari hanno mostrato l’aumento più consistente delle vendite, con un rialzo del 10,1% a ottobre su base annua. Gli italiani, in preda a una crisi evidente, stanno cambiando le loro abitudini di acquisto, abbandonando esercizi che presentano merci con prezzi più alti.

Uno spiraglio di ottimismo a fine anno potrebbe concretizzarsi se, dopo la negatività per i consumi di ottobre e della prima parte di novembre, si innescherà una forza positiva a fine di novembre e fino a dicembre. In questo caso, come spiegato da Confesercenti, si verificherebbe un “fenomeno che renderebbe mite, o tecnica, la contrazione dell’attività economica.” Tuttavia, senza un rafforzamento di fiducia a fine 2022, le prospettive di recessione saranno ancora valide per l’inizio del 2023.

Potere di acquisto a picco: si bruceranno miliardi

Secondo la stima di Confesercenti l’inflazione in corsa brucerà circa 12,1 miliardi di euro di potere d’acquisto dalla seconda metà dell’anno fino a dicembre.

Un perdita di capacità di comprare beni necessari e non che si paleserà soprattutto sulle famiglie meno abbienti, per lo più nel periodo dello shopping natalizio.

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