Crollo Genova: tre casi simili al ponte Morandi che non hanno portato alla revoca della concessione

Gli analisti di Goldman Sachs hanno diffuso un report nel quale menzionano alcuni casi simili a quello del crollo del ponte dell’A10 che però non hanno portato alla revoca della concessione. Vediamo quali sono

Crollo Genova: tre casi simili al ponte Morandi che non hanno portato alla revoca della concessione

Rimbalzano in Borsa quest’oggi le azioni Atantia, con i titoli della concessionaria autostradale che al momento fanno segnare un progresso del 3,15% a 19,015 euro. La volatilità si mantiene comunque molto elevata, con le azioni che vedono i propri corsi fluttuare vertiginosamente in base alle dichiarazioni politiche rilasciate dai più importanti esponenti del Governo Conte.

Dopo le dichiarazioni del Ministro Di Maio, dettosi a più ripreso convinto di procedere con l’iter della revoca della concessione autostradale ad Atlantia, nelle ultime ore dalla maggioranza di Governo sono emerse visioni distinte sulla gestione della vicenda.

Emblematiche in tal senso le parole di Giorgietti, Sottosegretario al Consiglio dei Ministri, che in un’intervista al Corriere della Sera ha evidenziato come ora sia “prematuro palare di nazionalizzazione” o quelle di Edoardo Rixi, Sottosegretario ai Trasporti, che sempre sulla stampa stampata ha messo in luce come ora “non bisogna prendere decisioni d’impulso, bisogna valutare costi e benefici e soprattutto non possiamo rischiare di impelagarci in una battaglia processuale con Autostrade che duri decenni”.

Il nodo della revoca della concessione è dunque primario per capire il futuro di Atlantia. Per gli azionisti della concessionaria non tutto sembra perduto, anche se il rischio politico rimane obiettivamente rilevante.

A sostegno della possibilità che Atlantia mantenga la concessione, oggi Golman Sachs ha diffuso un report in cui cita tre casi simili al crollo del ponte Morandi di Genova che non hanno portato alla revoca della concessione ma addirittura a una sua proroga.

Il primo caso in ordine di tempo citato dagli analisti della banca d’affari statunitense vede sempre protagonista Autostrade per l’Italia, controllante al 51% di SITMB. A seguito dell’incendio del tunnel del Monte Bianco del 24 marzo 1999, la Società Italiana per Azioni per il Traforo del Monte Bianco dovette ripristinare completamente il tunnel e aggiornare le misure di sicurezza. Il costo complessivo dei lavori furno di 380 milioni di euro e la concessione fu prorogata fino al 2050. Per questo caso va tuttavia ricordato come proprio nel 1999 era iniziato l’iter di privatizzazione di Autostrade per l’Italia.

Il secondo caso menzionato da Goldaman Sachs risale al marzo dello scorso anno quando crollò un ponte della A14, la cui manutenzione era in carico alle autorità locali. Seppur un certo numero di dipendenti di Auostrade per l’Italia sia sotto inchiesta, al momento non si ha la sensazione che vi siano impatti sulla concessione della società autostradale.

L’ultimo caso citato in ordine di tempo dagli esperti statunitensi ci porta a inizio 2018. Anche in questo caso Atlantia è direttamente interessata avendo rilevato con un’Opa Abertis. A gennaio in Colombia è crollato un ponte gestito da Coviandes, al 40% di proprietà di Abertis. Da allora sono partiti i lavori di ricostruzione senza che tuttavia il Governo colombiano abbia finora ventilato la possibilità di revocare la concessione.

I casi portati in evidenza da Goldman Sachs non sono esaustivi e non permettono di avere una visione completa su come si siano mosse le altre nazioni in casi simili al crollo del Ponte di Genova. Rappresentano tuttavia un elemento che potrebbe eliminare alcune certezze circa la prosecuzione dell’iter per la revoca della concessione a Autostrade per l’Italia.

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