Crolla del 20%, ma può salire del 58%. Titolo da comprare?

Claudia Cervi

17 Maggio 2025 - 07:50

Il Ftse Mib è ai massimi dal 2007. Ecco perché questo titolo (che ora sta crollando) potrebbe ripartire con forza.

Crolla del 20%, ma può salire del 58%. Titolo da comprare?

Piazza Affari continua a battere record: il Ftse Mib ha superato i 40.000 punti per la prima volta dal 2007. Ma ma non tutti i titoli si muovono nella stessa direzione. Tra l’inflazione che fatica a scendere e tensioni geopolitiche, la volatilità resta alta e alcune azioni finiscono sotto pressione anche quando operano in settori chiave per il futuro dell’economia.

È il caso di una società italiana attiva nella distribuzione di tecnologie e soluzioni per la trasformazione digitale e la transizione green, che ha visto il titolo perdere il 20% in pochi giorni dopo i conti trimestrali. Una flessione che ha attirato l’attenzione degli analisti, convinti che il mercato stia sottovalutando le reali potenzialità del gruppo: secondo alcune stime, il titolo potrebbe recuperare terreno con un rialzo del +58% rispetto ai livelli attuali.

In casi come questo, la domanda è sempre la stessa: il ribasso è una reazione emotiva o rappresenta un’occasione d’ingresso su un titolo sottovalutato ma ben posizionato?

Grafico Ftse Mib - Target testa e spalle di continuazione Grafico Ftse Mib - Target testa e spalle di continuazione Fonte Tradingview

Cosa è successo a Esprinet

Dopo la pubblicazione della trimestrale, le azioni Esprinet sono state sospese dalla negoziazione in Borsa (asta di volatilità) per eccesso di ribasso, arrivando a perdere il 20% in meno di una settimana. Una reazione violenta, guidata più dalla delusione per i margini in calo che da un reale peggioramento dei fondamentali.

Nel primo trimestre 2025, infatti, Esprinet ha registrato ricavi per 962,4 milioni di euro, in crescita del 4% su base annua. A pesare sono stati piuttosto il calo dell’Ebitda adjusted (10,8 milioni contro i 14,8 milioni di un anno prima) e l’erosione della marginalità operativa, scesa dall’1,55% all’1,13%. Questa dinamica, però, è legata all’aumento dei costi operativi (+12%) e a maggiori ammortamenti, anche per il nuovo polo logistico di Tortona, che ha portato l’utile netto a soli 0,5 milioni contro i 3,2 milioni del primo trimestre 2024.

Anche l’indebitamento finanziario netto è aumentato sensibilmente, passando da 36,2 milioni di fine 2024 a 336,6 milioni a marzo 2025. Ma come chiarito dalla società, si tratta di un dato stagionale e non rappresentativo del debito medio, influenzato dal capitale circolante e dai pagamenti rateali su accordi fiscali e leasing.

Grafico azioni Esprinet Grafico azioni Esprinet Fonte Tradingview

Fondamentali solidi. Perché gli analisti scommettono sul rimbalzo

Nonostante la reazione istintiva del mercato, gli analisti continuano a vedere Esprinet come un’opportunità sottovalutata. Intesa Sanpaolo ha confermato il rating “Buy”, seppur abbassando il target price da 6,6 a 6 euro, mentre Intermonte ha ribadito la raccomandazione positiva con un obiettivo a 6,8 euro. Considerando che venerdì il titolo ha chiuso gli scambi a 4,25 euro, il potenziale di upside oscilla tra il 40% e il 58%.

Il focus del gruppo rimane sulla crescita dei settori a maggior valore aggiunto: la divisione V-Valley (cloud, cybersecurity, digitalizzazione) ha registrato un +12%, mentre Zeliatech, dedicata alla convergenza tra tech e green economy, ha messo a segno un +16%. L’incidenza delle soluzioni e servizi sui ricavi totali è salita al 23%, segno di una trasformazione strategica in corso.

La guidance 2025, pur rivista in chiave prudente, prevede un Ebitda adjusted compreso tra 63 e 71 milioni (rispetto ai 69,5 del 2024). Il CEO Alessandro Cattani ha ribadito la fiducia nei fondamentali dell’industria, sottolineando le potenzialità derivanti da AI, rinnovamento dei device e investimenti pubblici in digitalizzazione.

Questo significa che il crollo potrebbe essere stato più emotivo che razionale. Anche da un punto di vista tecnico, i minimi di gennaio a 4 euro circa rappresentano un supporto critico nel medio lungo termine che dovrà rimanere intatto per continuare a sperare in uno scenario positivo.

Con una visione di medio periodo e una strategia di trasformazione in atto, Esprinet potrebbe rappresentare uno di quei casi in cui le vendite di panico aprono la porta a un potenziale di guadagno a doppia cifra per chi entra ai prezzi attuali.

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