Crisi Stellantis, il giorno del giudizio. Parla Tavares

Laura Naka Antonelli

11/10/2024

Aumenta la trepidazione sia in Italia che nei mercati. Oggi è lo Stellantis Day. Il trend del titolo a Piazza Affari nell’ultimo periodo.

Crisi Stellantis, il giorno del giudizio. Parla Tavares

Stellantis: il giorno del giudizio è arrivato, e il titolo a Piazza Affari accelera al ribasso, segnando un nuovo tonfo.

Oggi l’AD Carlo Tavares, amministratore delegato della casa automobilistica alle prese con una crisi epocale, parlerà alle Commissioni Industria della Camera, rispondendo alla mozione parlamentare sull’automotive che è stata presentata dalla maggioranza. Mozione che ha un primo chiaro obiettivo: impegnare il governo Meloni a proporre in sede europea una revisione “da subito del percorso del Green deal”.

Le richieste al governo incise nella mozione sono chiare: “promuovere percorsi di transizione della filiera italiana dell’automotive non solo verso l’elettrico ma anche verso altre soluzioni tecnologicamente ecologiche”, e “ convocare i vertici Stellantis per chiarire i termini del piano industriale del gruppo in Italia, impegnando la società a comunicare i dati dei dipendenti fuoriusciti dagli stabilimenti italiani attraverso la prassi (con accordi sindacali) delle dimissioni incentivate”.

Tavares parlerà alla Camera oggi, dopo aver ricevuto la conferma del suo mandato fino alla scadenza naturale, fissata a inizio 2026.

Detto questo, Stellantis si è già messa in moto per individuare il successore del CEO.

Stellantis: Tavares confermato fino a scadenza mandato

La carrellata di notizie su Stellantis è arrivata nelle ultime ore, dopo una riunione fiume del cda che si è svolta nei giorni di mercoledì e giovedì a Auburn Hill, nella sede Usa del colosso dell’auto, vicino Detroit.

La Società ha inoltre confermato che è già in corso il processo formale per identificare il successore di Carlos Tavares, quando lascerà l’incarico al termine del suo mandato di CEO, all’inizio del 2026. Questo processo, guidato da un Comitato Speciale del Consiglio di Amministrazione presieduto da John Elkann, completerà il proprio lavoro entro il quarto trimestre del 2025”, si legge nella nota ufficiale del gruppo, diramata nella notte italiana.

Priorità, il rafforzamento dell’organizzazione manageriale, che Stellantis ha deciso di attuare con, si legge nel comunicato, “cambiamenti mirati a migliorare le performance sotto la guida di Carlos Tavares”, in un contesto globale che è stato definito “turbolento”.

Vista l’urgenza del caso, l’azienda ha reso noto che questi specifici cambiamenti nel management avranno un “effetto immediato”, al fine di “rafforzare l’impegno dell’azienda sulle priorità del business e di affrontare con decisione le sfide globali che il settore si trova a fronteggiare.”

Tra le novità, la nomina di Doug Ostermann, con alle spalle più di 19 anni di esperienza in finanza, ex Chief Operating Officer di Stellantis China, per la carica di direttore finanziario (Chief Financial Officer), al posto di Natalie Knight, che lascerà l’azienda.

In attesa dell’audizione di Tavares alla Camera, e sulla scia delle novità appena annunciate, il titolo Stellantis risulta tra le azioni peggiori dell’indice Ftse Mib di Piazza Affari, capitolando di oltre il 4%, a 11,34 euro circa.

Stellantis: trauma profit warning, crac a Piazza Affari. E la produzione in Italia collassa

Il titolo Stellantis continua a essere attentamente monitorato dagli investitori, dopo il crollo shock sofferto nella seduta del 30 settembre scorso, successivo al profit warning lanciato dall’azienda sui conti del 2024.

Il collasso delle azioni (-14,7% in una sola sessione), è stato tale da provocare una perdita monstre a carico di tutta la galassia della holding Exor, controllata dalla famiglia Agnelli, calcolata in 8,6 miliardi di euro, con Stellantis che, in un solo giorno, ha visto la capitalizzazione di mercato contrarsi di 6,5 miliardi di euro.

Nei giorni successivi sono arrivate altre notizie negative.

Già il giorno successivo al trauma del profit warning, il Ministero dei Trasporti ha annunciato che, nel mese di settembre, le immatricolazioni di Stellantis sono scivolate del 33,9% a 29.375 unità, portando la quota di mercato del gruppo a capitolare al 24,1%, rispetto al 32,6% di settembre 2023.

Il 2 ottobre, da un report di Fim-Cisl sulla produzione Stellantis in Italia relativa al terzo trimestre 2024, sono emersi poi numeri che hanno messo in evidenza quello che è stato definito un “profondo rosso” per la produzione del gruppo in Italia, crollata nei primi nove mesi di questo anno del 31% a 387.600 veicoli, con un -40,7% per le auto a 237.700 unità e -10,2% Lcv a 149.900.

In rosso anche la produzione a Pomigliano (-5,5%) e Atessa (-10,2%), gli unici due impianti in positivo nel primo semestre.

Quel rapporto è stato accolto con diverse precisazioni da parte di Stellantis Italia che, in una nota, ha segnalato che “i dati della produzione negli stabilimenti situati nel nostro Paese, riferiti nel report, restituiscono una visione parziale se non collocati all’interno di una dinamica più ampia”.

Stellantis Italia ha aggiunto che, “ad esempio, sarebbe utile, ai fini di una rappresentazione più completa e utile, ricordare tutti gli elementi di competitività, quali il costo dell’energia, il costo del lavoro, la produttività. Tutto questo, in una congiuntura del tutto peculiare di transizione all’elettrico, in cui è necessario offrire ai clienti vetture più accessibili”.

Analisti bocciano il target price sul titolo, il maxi downgrade

Detto questo, sempre il 2 ottobre scorso la casa automobilistica ha acuito i timori montati sul suo futuro comunicando il tonfo su base annua del 19,8% delle vendite di auto negli Stati Uniti, a 305.294 veicoli, nel terzo trimestre dell’anno. Un incubo inarrestabile, che è stato prezzato dal titolo, finito sotto il tiro di diversi downgrade.

Gli analisti di Jefferies hanno abbassato per esempio a 14 euro per azione (dai precedenti 15 euro) il target price, confermando la raccomandazione “hold”.

Lo scorso 7 ottobre sono stati poi gli strategist di UBS a rivedere al ribasso il target price, non solo di Stellantis, ma anche di Renault, a causa della crisi nera che sta travolgendo tutto il settore, come ben dimostrato dall’altro shock piombato settimane fa in Europa: quello del produttore di auto tedesco Volkswagen.

UBS ha così abbassato il target price su Stellantis a 16 euro per azione, annunciando un maxi downgrade rispetto al target price precedente di 24 euro, pur ribadendo il rating Buy.

Sforbiciato in modo importante anche il prezzo obiettivo sulle azioni Renault, passato da 50 a 36 euro per azione, a fronte di un rating neutral.

Il trend del titolo YTD e su base annua. Market cap e dividend yield

Occhio al trend del titolo Stellantis sul Ftse Mib di Piazza Affari: nell’ultima settimana le azioni sono scese dell’1,78%, perdendo nell’ultimo mese l’11,90%.

Dall’inizio dell’anno, il trend è stato di un crollo del 43,7%, mentre su base annua la perdita è pari a -37%.

Negli ultimi tre anni di contrattazioni, Stellantis ha accusato inoltre una flessione pari a -29,3%.

Va ricordato che la capitalizzazione di mercato del gruppo italo-francese è pari a 35,76 miliardi di euro e che il gruppo presenta un dividend yield pari al 13,11%.

Sul tema dividendi, la CFO (ormai ex, con i cambiamenti appena annunciati) Natalie Knight, nel corso di una conferenza organizzata da Bank of America, ha detto due settimane fa circa che “siamo impegnati a garantire un pay-out per i dividendi intorno al 30%” e che “è improbabile che distribuiremo dividendi straordinari, nel caso valuteremo dei buyback”.

Tavares ai ferri corti con governo Meloni. Arriva intanto anche mozione opposizioni

Da tempo ai ferri corti con il governo Meloni, che più volte ha ammonito Stellantis di non fare abbastanza per sostenere i livelli di produzione e, di conseguenza, i livelli di occupazione in Italia, Tavares è atteso al varco.

Nel frattempo, a fronte della mozione della maggioranza, una mozione unitaria è stata presentata anche dalle opposizioni, con tanto di proposte a favore della filiela dell’automotive. E, ovviamente, critiche pesanti contro l’operato del governo Meloni.

Il Governo non ha avuto la capacità di attrarre un secondo produttore in Italia e non ha avuto la volontà di sostenere e agevolare la transizione all’elettrico. Da questa consapevolezza e dell’urgenza di conseguire tali obiettivi nasce la mozione unitaria delle opposizioni. È il momento di cambiare atteggiamento”, si legge nella nota, firmata dalla segretaria del PD, Elly Schlein, dal presidente del M5S, Giuseppe Conte, dai portavoce di AVS, segretario nazionale di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni e dal segretario nazionale di Europa Verde Angelo Bonelli, e dal segretario di Azione, Carlo Calenda.

Il settore delle auto sta attraversando un periodo difficile in tutta l’Unione e la crisi tedesca rischia di produrre un terremoto per l’industria del settore in tutta Europa”, recita il testo della mozione, che continua: “In tale contesto, la fuga di Stellantis dall’Italia è sempre più veloce, continua a ridursi il numero dei veicoli prodotti e delle persone occupate negli stabilimenti italiani, nonostante gli aiuti di cui continua a beneficiare, sotto forma di incentivi al settore delle auto e di cassa integrazione per i dipendenti”.