Crisi in Cina, le 10 aziende più a rischio

Claudia Cervi

8 Settembre 2023 - 16:07

La crisi in Cina agita i mercati azionari, con possibili ripercussioni a livello mondiale. Tra le 10 aziende più vulnerabili, figura anche una società quotata a Piazza Affari.

Crisi in Cina, le 10 aziende più a rischio

La crisi cinese avrà un impatto globale sui mercati finanziari e queste sono le 10 aziende più a rischio (di crollo). Il deterioramento dei fondamentali economici cinesi, le conseguenti pressioni deflazionistiche e un mercato immobiliare in difficoltà stanno segnalando una fase di crescita più lenta per la seconda economia mondiale. Questo andamento avrà un impatto su scala globale, con particolare risonanza per le società multinazionali che dipendono dalla Cina come fonte principale di crescita.

Politica monetaria cinese contro corrente

I policy maker cinesi sono cauti nell’impiegare stimoli finanziati dal debito per rilanciare un mercato immobiliare già in difficoltà, tuttavia ad agosto la Banca popolare cinese ha tagliato i tassi di interesse al 3,45%. Xi Jinping, leader cinese, ha dedicato anni a contenere i rischi del sistema bancario ombra e a stabilizzare un settore immobiliare che rappresentava una considerevole fetta dell’attività economica. Nonostante alcuni tentativi di allentare le restrizioni, gli economisti non prevedono un ritorno al boom immobiliare, ma piuttosto una graduale riduzione dell’importanza di questo settore nell’economia cinese.

Gli analisti di BNY Mellon IM esprimono preoccupazione sul possibile scenario per la Cina nel 2024, che potrebbe rivelarsi più sfidante rispetto al 2023, se la politica economica non fornirà il necessario supporto.

Sottolineano che il settore immobiliare, rappresentante circa un quarto del PIL cinese, è stato il principale catalizzatore della recessione economica nel paese. Il suo declino ha influito notevolmente sulla crescita complessiva. Tuttavia, aggiungono che l’indebolimento della fiducia nel settore privato potrebbe aver limitato l’entità di qualsiasi possibile ripresa e potrebbe aver alimentato una spirale deflazionistica.

Inflazione Cina YoY Inflazione Cina YoY Fonte Tradingeconomics

Gli analisti avvertono che un prolungato ritardo nelle misure di sostegno politico e nelle riforme di mercato potrebbe mettere a serio rischio le prospettive economiche della Cina non solo nel 2024, ma anche nei periodi successivi.

Le 10 aziende globali più a rischio

L’attuale crisi economica in Cina potrebbe impattare seriamente le aziende industriali e di consumo a livello globale che dipendono in gran parte dalla seconda economia mondiale. Questa situazione presenta ulteriori sfide per le imprese internazionali che hanno fatto della Cina il loro principale motore di crescita, come i produttori di materie prime in America Latina e Australia. L’elenco delle aziende con esposizione alla Cina è considerevole: ben 200 delle multinazionali più rilevanti di America, Europa e Giappone ricavano il 13% delle loro entrate proprio dal mercato cinese, accumulando un fatturato totale di 700 miliardi di dollari. Questo sottolinea quanto interi settori siano fortemente coinvolti nell’economia cinese.

Importazioni Cina YoY Importazioni Cina YoY Fonte Tradingeconomics

Industria e automotive

La flessione della domanda interna in Cina impatta notevolmente settori chiave come l’automotive e l’industria pesante. Aziende come Caterpillar segnalano una richiesta cinese al di sotto delle attese. Le tensioni geopolitiche con gli Stati Uniti spingono le imprese cinesi a ridurre la loro dipendenza da fornitori stranieri, un potenziale banco di prova per le aziende industriali globali.

Tesla è particolarmente esposta, con circa il 20% delle sue vendite provenienti dal mercato cinese.

BMW e Porsche non sono da meno, poiché devono affrontare non solo la cautela dei consumatori verso acquisti di elevate cifre, ma anche la crescente concorrenza di aziende cinesi come il produttore di auto elettriche BYD, che sta conquistando quote di mercato in Europa. L’indebolimento dello yuan fornisce ulteriori incentivi ai concorrenti locali, creando un contesto di competizione ancora più agguerrita. Per le due aziende automobilistiche tedesche, circa un terzo delle vendite proviene dal mercato cinese.

Materie prime

Il gigante minerario anglo-australiano Rio Tinto è estremamente dipendente dalla Cina, con oltre il 50% delle sue vendite concentrate in questo mercato. Questo la rende una delle aziende più vulnerabili in caso di una possibile recessione economica a livello globale. Allo stesso modo, altri produttori di materie prime, soprattutto quelli che forniscono materiali per il settore edilizio, potrebbero sperimentare una diminuzione della domanda: Anglo American, quotata a Londra, e il produttore cileno di rame Antofagasta, per esempio, ottengono rispettivamente circa un quarto e un quinto delle loro vendite dalla Cina.

Lusso

Tra le aziende del settore del lusso più coinvolte con la Cina, troviamo nomi come la svizzera Swatch Group e l’italiana Moncler. Se la fiducia dei consumatori cinesi, soprattutto tra le famiglie ad alto reddito, dovesse continuare a vacillare, ciò potrebbe rappresentare una sfida anche per i trust e i prodotti di gestione patrimoniale.

Turismo
Las Vegas Sands (LVS), la holding statunitense che possiede una delle più importanti catene di Hotel-Casinò del mondo, ricava il 68% delle sue vendite dalla Cina e ha visto il prezzo delle sue azioni scendere di quasi il 10% negli ultimi 30 giorni.

Gli effetti dello yuan debole

L’indebolimento dello yuan cinese, che si sta avvicinando ai minimi degli ultimi 15 anni rispetto al dollaro statunitense, sta scuotendo il panorama economico globale. Mentre gli esperti prevedono che la Cina continuerà a permettere un graduale indebolimento della sua valuta per sostenere la competitività dei propri esportatori, questo trend presenta sfide significative per le aziende internazionali.

L’effetto più evidente si manifesta nei settori tecnologico e aerospaziale, dove le aziende cinesi stanno guadagnando una maggiore competitività. Questo spostamento rappresenta una minaccia per le imprese straniere che operano in questi mercati. Inoltre, lo yuan debole contribuisce a intensificare la concorrenza a livello globale, mettendo sotto pressione le aziende che dipendono dalla Cina come mercato chiave.

Il futuro delle aziende internazionali in questo contesto richiede una strategia di adattamento e un occhio attento alle dinamiche in evoluzione del mercato cinese. La capacità di rimanere competitive e di cogliere le opportunità emergenti diventerà cruciale mentre la Cina continua a ridefinire il suo ruolo nell’economia globale.

In conclusione, la crisi economica cinese sta avendo un impatto significativo sulle aziende a livello globale. Le società multinazionali e quelle che hanno una forte presenza economica in Cina si trovano di fronte a sfide notevoli mentre cercano di navigare in questo periodo di crescita più lenta. L’evolversi della situazione economica cinese continuerà a richiedere un’attenzione particolare da parte degli investitori e delle aziende internazionali.