Crisi Alitalia: bando pubblicato. Che succede adesso?

Crisi Alitalia: il bando è stato pubblicato, ma che succede adesso? I commissari si mettono a lavoro e tracciano i prossimi passi da compiere. Ecco cosa accadrà alla ex compagnia di bandiera.

Crisi Alitalia: bando pubblicato. Che succede adesso?

Crisi Alitalia: il bando è stato pubblicato, ma che succede ora? È questa una delle domande più gettonate delle ultime ore.

Il Belpaese, ma non solo, è in attesa di conoscere fin dove potrà spingersi la crisi di Alitalia, la ex compagnia di bandiera, fiore all’occhiello della penisola, ormai sottoposta a commissariamento.

Come vedremo nelle righe che seguiranno, la crisi di Alitalia è passata attraverso molteplici fasi e dovrà superarne altrettante. In virtù del commissariamento, il Mise ha nominato Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari, come i 3 uomini che dovranno occuparsi di evitare il fallimento della società. Per questo molti si stanno chiedendo cosa succede ora.

Tra i primi step per evitare un peggioramento della crisi di Alitalia c’è stato quello relativo alla pubblicazione del bando per le manifestazioni di interesse nei confronti della compagnia aerea. Tale bando è stato pubblicato e ha stabilito che le manifestazioni non vincolanti dovranno pervenire entro e non oltre il termine del 5 giugno prossimo. Come già accennato, i commissari speciali nominati a capo di Alitalia hanno già tracciato un calendario cui bisognerà attenersi per evitare il fallimento della compagnia aerea.

Bisognerà soltanto capire quanto la crisi di Alitalia permetterà il corretto funzionamento di questo meccanismo pensato per evitare il peggioramento della situazione e dunque per salvare la ex compagnia aerea di bandiera, in ogni modo, con l’esclusione del salvataggio a carico dello Stato.

Dal fallimento del referendum ai dipendenti, passando per il commissariamento, per il bando, fino ad arrivare ai prossimi step, vediamo cosa succede adesso alla compagnia aerea e cerchiamo di capire quanto la crisi di Alitalia potrà essere davvero risolta.

Crisi Alitalia: il bando

Cosa prevede il bando pubblicato poche ore fa e volto a raccogliere le manifestazioni di interesse su Alitalia? Come già accennato il testo ha fissato come termine ultimo il giorno 5 giugno e ha evidenziato come ciascuna delle manifestazioni di interesse dovrà specificare le modalità con cui si intende gestire la crisi di Alitalia.

Secondo quanto si legge nel bando, le soluzioni potranno riguardare o la cessione unitaria dei complessi aziendali, e dunque il proseguimento dell’esercizio di Alitalia, oppure la cessione di complessi di beni e contratti della compagnia aerea, sempre con la prosecuzione dell’esercizio dell’impresa stessa.

Potranno avanzare manifestazioni di interesse su Alitalia in crisi tutte le imprese individuali o in forma societaria, italiane e non, singolarmente o congiuntamente. Le società che negli ultimi 12 mesi hanno mostrato requisiti di instabilità, insolvenza, liquidazione e così via, non potranno avanzare manifestazioni di interesse.

Crisi Alitalia: che succede dopo commissariamento?

Come accennato, i commissari nominati per far fronte alla crisi di Alitalia non sono rimasti con le mani in mano e hanno immediatamente tracciato una road map che la compagnia aerea dovrà percorrere per evitare di fallire.

Il primo passo, come previsto dalle norme sul commissariamento, è stato la pubblicazione del bando che ha aperto le porte alle manifestazioni di interesse su Alitalia. Nella giornata del 17 maggio, il Ministero dello Sviluppo economico ha dato il via alla pubblicazione che permetterà di avere un quadro più chiaro sul futuro della crisi di Alitalia.

Si ribadisce, comunque, che chi si dimostrerà interessato ad Alitalia in crisi dovrà specificare, all’atto della notifica del proprio interesse, la soluzione che si intenderà adottare, dunque acquisto in blocco, acquisto parziale e così via.

Il secondo passo per la soluzione della crisi Alitalia sarà poi la presentazione del nuovo piano industriale che dovrebbe avvenire almeno a luglio. Ovviamente quest’ultimo sarà fondamentale per il rilancio della compagnia e per renderla più appetibile nei confronti di nuovi acquirenti. I commissari stanno lavorando sia su una riduzione dei costi che punti a sciogliere contratti di fornitura e servizi, sia su un aumento dei ricavi ancora da perfezionare.

Il terzo e ultimo passo sarà poi la ricezione delle offerte vincolanti su Alitalia, ma queste non arriveranno prima del mese di ottobre. Solo allora potremmo conoscere in via definitiva il destino della ex compagnia di bandiera.

Crisi Alitalia: la fase commissariamento e prestito ponte

Come accennato, dopo il fallimento della ricapitalizzazione da 2 miliardi, il Consiglio di amministrazione Alitalia, tramite Montezemolo, ha comunicato all’Enac la decisione di avviare le procedure per la nomina di un commissario per la compagnia aerea. L’assemblea dei soci ha poi dato il via libera alla richiesta di commissariamento e il Ministero dello sviluppo economico ha nominato i già citati 3 commissari che stanno tentando di arginare la crisi di Alitalia.

Il ministro Calenda aveva già definito il commissariamento come la strada la strada più plausibile da intraprendere. Essa si concluderà nel giro di 6 mesi o con una vendita degli assett (totale o parziale), o con la liquidazione di Alitalia in crisi. Calenda aveva comunque aperto le porte alla negoziazione di un aiuto pubblico sotto forma di prestito ponte con l’UE.

I commissari nominati avranno l’arduo compito di elaborare un nuovo piano industriale o comunque di rendere Alitalia appetibile ad altre società interessate alla ex compagnia di bandiera. Come affermato da Calenda, il Governo ha disposto un prestito ponte da 600 milioni per 6 mesi.

Nel caso in cui nessuno si dimostrerà interessato ad acquistare Alitalia, o comunque nel caso in cui nessuno sarà intenzionato a dare supporto tramite nuovi finanziamenti, per la compagnia aerea si apriranno le porte del fallimento con tutte le procedure ad esso legate che potrebbero costare un altro miliardo di euro. Insomma, le fasi che sta attraversando la crisi di Alitalia sono:

  1. Assemblea dei soci
  2. Richiesta di amministrazione straordinaria
  3. Nomina dei commissari da parte del Mise
  4. Sviluppo del nuovo piano industriale
  5. Ricerca di nuovi acquirenti/finanziatori
  6. Fallimento/vendita della società

Alitalia in crisi: cosa prevedeva il referendum bocciato

Come già anticipato, i lavoratori Alitalia sono stati chiamati ad esprimersi, tramite referendum, su un pre-accordo relativo al piano di salvataggio della compagnia aerea. Questo referendum, bocciato a gran voce soprattutto dal personale navigante piuttosto che da quello amministrativo, prevedeva una ricapitalizzazione da 2 miliardi di euro comprensiva di un taglio dell’8% dei salari per il personale navigante appunto, e per 980 lavoratori in cigs tra il personale a terra.

Crisi Alitalia: quanti soldi perde al giorno?

Giorno dopo giorno le notizie sulla crisi di Alitalia continuano a tenere con il fiato sospeso, il tutto mentre la compagnia aerea continua a registrare perdite giornaliere superiori al milione di euro. Secondo le ultime stime nel 2016 Alitalia ha perso tra i 600 e i 650 milioni e l’allarmante dato rappresenta soltanto l’ultimo di una lunga serie: dai 327 milioni persi nel 2009 fino ai 199 milioni persi nel 2015, la crisi di Alitalia, osservata da lontano, non sembra essere mai scemata.

Alitalia: crisi senza fine. E l’ipotesi nazionalizzazione?

Dopo il fallimento del referendum su Alitalia, molti erano tornati a parlare di salvataggio pubblico della compagnia aerea. Altrettante voci, però, si erano levate contro questa ipotesi, scongiurata e contrastata. «Lo dico chiaramente: non ci sarà», aveva tuonato Delrio.

Contro la nazionalizzazione di Alitalia in crisi anche il ministro del lavoro Poletti il quale aveva ribadito gli sforzi del Governo per il salvataggio della società, ormai privata. A conti fatti, e alla luce del prossimo commissariamento e del prestito ponte in arrivo, la crisi di Alitalia appare sempre più profonda.

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Argomenti:

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