Crac Bioera, buco da €8 milioni. Cos’è successo all’ex quotata milanese (e cosa c’entra Santanchè)

Giorgia Paccione

11 Febbraio 2026 - 10:36

Liquidazione giudiziale e nuove indagini sul fallimento del gruppo bio-food: patrimonio netto negativo per circa 8 milioni di euro e inchiesta su ex amministratori. Coinvolta anche Daniela Santanchè.

Crac Bioera, buco da €8 milioni. Cos’è successo all’ex quotata milanese (e cosa c’entra Santanchè)

La parabola di Bioera, società attiva nel settore del biologico e un tempo quotata a Piazza Affari, si è conclusa con la liquidazione giudiziale decisa dal Tribunale di Milano a fine 2024.

Un epilogo che ha aperto un nuovo fronte giudiziario sulla gestione del gruppo, con l’iscrizione nel registro degli indagati di alcuni ex amministratori, tra cui anche la ministra del Turismo Daniela Santanchè, già presidente della società fino al 2021.

L’inchiesta della Procura milanese punta a chiarire le cause del dissesto e le eventuali responsabilità nella gestione che ha preceduto il fallimento.

Le ragioni del crac e la liquidazione giudiziale

La decisione dei giudici della Sezione crisi d’impresa è arrivata dopo la richiesta della Procura, alla luce di una situazione finanziaria considerata compromessa. Secondo quanto emerso dagli atti, Bioera non disponeva di liquidità sufficiente né di asset prontamente liquidabili per soddisfare i creditori. Anche il piano di ristrutturazione proposto dalla società è stato ritenuto inadeguato a garantire il risanamento.

Un passaggio chiave è rappresentato dalla relazione del curatore fallimentare, depositata nei mesi scorsi, che ha ricostruito le operazioni societarie e quantificato un patrimonio netto negativo di circa 8 milioni di euro. Tra le criticità evidenziate figurano l’assenza di risorse per onorare gli impegni verso i creditori non aderenti agli accordi e la mancata realizzazione di un aumento di capitale ritenuto necessario per sostenere il rilancio.

Bioera era stata uno dei nomi più noti nel comparto del bio-food italiano, con un progetto industriale che puntava sulla crescita di marchi legati all’alimentazione naturale. Tuttavia, negli ultimi anni, il gruppo ha accumulato difficoltà finanziarie crescenti, fino al definitivo default.

Le indagini e il ruolo della ministra Santanchè

L’inchiesta riguarda diversi ex amministratori del gruppo. Le ipotesi al vaglio degli inquirenti comprendono, a vario titolo, la bancarotta e il falso in bilancio, con l’obiettivo di verificare se vi siano state operazioni dolose o distrazioni di risorse che abbiano aggravato il dissesto.

Il caso Bioera si affianca ad altre procedure che coinvolgono società riconducibili allo stesso perimetro imprenditoriale, come Ki Group S.r.l., già dichiarata fallita nel gennaio 2024, e Ki Group Holding S.p.a., per la quale si attende la relazione del liquidatore.

L’orientamento della Procura sarebbe quello di riunire i diversi filoni in un unico fascicolo, così da offrire una visione complessiva delle operazioni e delle eventuali responsabilità.

In relazione all’iscrizione nel registro degli indagati, i legali della Santanchè hanno precisato in una nota: “la nostra assistita non ha ancora ricevuto alcuna notifica”, sottolineando che, avendo lasciato la presidenza senza deleghe nel 2022 e non essendo mai stata azionista, “potrebbe al più trattarsi di un atto dovuto a fini di garanzia”.

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