Covid: c’è un trattamento già approvato che nessuno utilizza

Marco Ciotola

17/12/2020

09/06/2021 - 10:57

condividi

Nelle ultime settimane parte del mondo scientifico e accademico europeo sta provando a richiamare l’attenzione sugli anticorpi monoclonali, trattamento anti-Covid già approvato in USA

Covid: c'è un trattamento già approvato che nessuno utilizza

Esiste un trattamento anti-Covid già approvato dalla FDA ma ancora per nulla considerato in Europa: si tratta degli anticorpi monoclonali.

Se n’era sentito parlare diverse volte in occasione del processo di cura del presidente USA Donald Trump, che aveva appunto utilizzato un cocktail di anticorpi monoclonali sviluppato da Regeneron, ma allora privo di autorizzazione ufficiale.

Ora, a distanza di mesi e in seguito alla sua approvazione per un uso d’emergenza, è il mondo medico e accademico europeo a cercare di riportare all’attenzione il trattamento.

In particolare, spiegano diversi esperti, esistono ancora pochissimi farmaci che garantiscono alle persone affette da coronavirus di arrestare rapidamente la progressione della malattia, ma gli anticorpi monoclonali sembrano avere esattamente questa capacità.

Covid: c’è un trattamento già approvato che nessuno utilizza

A far notare la circostanza su versante italiano è stata l’immunologa Antonella Viola, che ha parlato degli anticorpi monoclonali realizzati dalle compagnie Lilly e Regeneron e approvati dalla Fda per l’uso d’emergenza.

“Perché non introdurli anche qui? È sorprendente questo ritardo dell’Europa: cosa stiamo aspettando?”

E in effetti le prime evidenze riscontrate dal trattamento parlano di una riduzione del tasso di ricoveri fino al 70% se somministrati in tempo, il che vorrebbe dire salvare la vita soprattutto a quelle persone più a rischio per età e patologie pregresse.

Gli anticorpi monoclonali della compagnia USA Eli Lilly, chiamati bamlanivimab, hanno ricevuto l’autorizzazione all’uso di emergenza dalla Food and Drug Administration a inizio novembre.

Meno di due settimane dopo, l’agenzia ha dato il via libera anche al cosiddetto cocktail di anticorpi monoclonali di Regeneron, composto da due anticorpi monoclonali, casirivimab e imdevimab, e denominato REGEN-COV2.

Proprio quello somministrato al presidente Trump quando si è ammalato di covid all’inizio di ottobre. Ma anche l’ex governatore del New Jersey Chris Christie è stato curato con una terapia a base di anticorpi monoclonali.

Secondo la FDA, gli anticorpi monoclonali dovrebbero essere somministrati il prima possibile dopo la comparsa dei sintomi. Inoltre, a causa della ridotta disponibilità, le autorizzazioni sono limitate ai pazienti ad alto rischio, come le persone di età pari o superiore ai 65 anni, obesi, diabetici e chi è affetto da malattie cardiovascolari o malattie renali croniche:

“Gli anticorpi monoclonali che abbiamo autorizzato sembrano funzionare meglio per prevenire il ricovero ospedaliero nei pazienti ambulatoriali alle prime fasi della malattia, in genere entro 10 giorni dalla comparsa dei sintomi se ad alto rischio”,

ha spiegato Stephen Hahn, Commissario FDA interpellato dalla CNN.

Appare verosimile quindi che, specie in un momento in cui gli ospedali di tutto il mondo arrancano con scarsità di posti letto e personale, gli anticorpi monoclonali possano avere un reale ruolo da svolgere nella lotta al covid. Allora perché sul fronte europeo lo sforzo per accedere a simili farmaci potenzialmente salvavita è del tutto assente?

Iscriviti a Money.it