Covid, due vaccini in Italia dal 15 gennaio: ecco quali sono

Mario D’Angelo

29 Novembre 2020 - 22:58

30 Novembre 2020 - 00:16

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Il presidente del CSS Locatelli ha detto che saranno due i vaccini che, dopo l’autorizzazione dell’Ema, saranno somministrati agli operatori sanitari a partire da metà gennaio

Covid, due vaccini in Italia dal 15 gennaio: ecco quali sono

Già a partire dal 15 gennaio partirà la somministrazione dei vaccini anti-Covid-19 alle categorie più esposte. Lo ha annunciato il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli, intervenuto alla trasmissione Che tempo che fa su Rai3.

Vaccini, Locatelli: “In Italia da metà gennaio”

Credo che la prossima settimana due vaccini che usano la metodologia dell’Rna virale saranno sottoposti all’approvazione dell’Ema e che potremmo avere i primi due sieri come regalo di Natale”, ha detto Locatelli a Fabio Fazio nella serata di domenica 29 novembre.

Se le tempistiche andranno come previsto, “dal 15 gennaio potranno partire le prime somministrazioni alle categorie più esposte”. I due candidati vaccini sono, con tutta probabilità, quelli sviluppati da Pfizer e Moderna, i cui risultati diffusi dalle compagnie parlano di un’efficacia intorno al 95% dei casi.

Un nodo da sciogliere, tuttavia, sarà quello della diffidenza nei confronti dei vaccini, che sta crescendo in maniera consistente non soltanto in Italia, ma anche in Paesi come la Francia.

Speranza, per vaccini campagna di persuasione

Ne è al corrente il ministro della Salute Roberto Speranza, che intervistato a Live - Non è la D’Urso ha detto che l’obiettivo è “fare una grande campagna in grado di convincere gli italiani che il vaccino è la strada giusta per uscire dal Covid”.

Il ministro ha aggiunto che il vaccino “all’inizio sarà in poche dosi e dovremo scegliere a chi dare tali dosi”. I primi saranno “i medici e il personale sanitario”, fra cui il numero di morti è ricominciato a salire, “poi ovviamente le persone con un’età anagrafica avanzata e i soggetti con altre patologie”.

Sulla stessa linea è il parere del virologo Roberto Burioni, che sempre dalla trasmissione di Fazio ha detto: “Vaccinarsi non è un atto di protezione individuale, vaccinarsi è un gesto di responsabilità civile, che rende la nostra comunità più sicura e che difende i più deboli e sfortunati”.

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