Continuano le proteste per la decisione del Giappone di riversare le acque radioattive di Fukushima

Enrica Perucchietti

24 Agosto 2023 - 10:00

La decisione del Giappone di versare le acque radioattive di Fukushima in mare è motivo di preoccupazione sulla sicurezza e sull’impatto a lungo termine dell’operazione. Proteste della Cina.

Continuano le proteste per la decisione del Giappone di riversare le acque radioattive di Fukushima

Non si arrestano le polemiche e le preoccupazioni per la decisione del Giappone di riversare nel Pacifico 1 milione 300mila tonnellate di acque radioattive contaminate provenienti dalla centrale nucleare di Fukushima.

Le proteste
La disposizione ha scatenato una crescente preoccupazione in tutto il continente asiatico. La scelta di liberare nel mare i liquidi nefasti, accumulati nel corso degli anni nei serbatoi di acciaio vicino all’impianto, è stata criticata da molti come un atto irresponsabile che minaccia l’ambiente marino e la salute delle popolazioni costiere.

L’evento, previsto da oggi, dal 24 agosto in poi, è una conseguenza dell’esplosione della centrale atomica di Fukushima causata dal devastante maremoto del 2011. Le acque reflue sono state accumulate in serbatoi di stoccaggio, e ora sembra che il Giappone stia cercando di liberarsi di questo problema in modo discutibile.

Sebbene l’operatore responsabile, Tokyo Electric Power (Tepco), affermi che il trattamento abbia rimosso la maggior parte degli elementi radioattivi, non si può ignorare il fatto che il trizio, un isotopo radioattivo dell’idrogeno, non sia stato completamente eliminato a causa delle sfide nel separarlo dal liquido.

Questo solleva preoccupazioni sulla sicurezza e sull’impatto a lungo termine dell’operazione.

La decisione del primo ministro nipponico, Fumio Kishida, di autorizzare questa operazione è stata giustificata come un passo necessario nel processo di smantellamento della centrale. Tuttavia, questa giustificazione sembra lasciare in secondo piano le preoccupazioni legittime riguardo alla sicurezza ambientale e alla salute umana.

Le reazioni della Cina

Le reazioni della Cina, una delle nazioni più vicine al Giappone e, quindi, più direttamente colpite da questa decisione, sono state intense. Il mercato di Hong Kong ha minacciato di imporre restrizioni sui prodotti giapponesi, e l’ambasciatore giapponese è stato convocato dal ministro degli Esteri cinese.

La Cina ha sottolineato che l’oceano è un bene comune globale e ha invitato il Giappone a desistere dall’operazione. Questo richiamo alla responsabilità internazionale è significativo e sottolinea le implicazioni più ampie di questa scelta.

Anche se l’Agenzia internazionale dell’energia atomica delle Nazioni Unite ha dato il via libera all’operazione, è importante considerare la trasparenza e la validità delle informazioni utilizzate per prendere questa decisione. Il monitoraggio ambientale e la condivisione di dati in tempo reale sono cruciali per affrontare le preoccupazioni pubbliche e per garantire che questa operazione non abbia conseguenze disastrose.

Gli esperti dell’Aiea possono fornire rassicurazioni sulla sicurezza dell’operazione, ma rimane il fatto che le conseguenze a lungo termine di un tale atto sono difficili da predire con certezza.

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