Così questo imprenditore 27enne sta rivoluzionando il settore energetico americano

P. F.

22 Aprile 2026 - 11:01

A 27 anni Isaiah Taylor sta installando il primo microreattore nucleare di Valar Atomics. La storia di un imprenditore che ha abbandonato il liceo per costruire il futuro dell’energia americana.

Così questo imprenditore 27enne sta rivoluzionando il settore energetico americano

A sedici anni Isaiah Taylor aveva già capito cosa voleva fare nella vita: costruire reattori nucleari più piccoli e sicuri, prodotti in serie come in una catena di montaggio. A ventiquattro ha fondato Valar Atomics, con sede nel sud della California. A ventisette, il suo primo microreattore è in fase di installazione a Orangeville, Utah, con l’obiettivo di entrare in funzione il 4 luglio 2026.

Il suo percorso è stato tutto fuorché convenzionale. Taylor ha abbandonato il liceo a sedici anni e ha aperto un’officina meccanica con un amico. Poi ha fondato una startup nel settore software, che è fallita - un’esperienza che definisce necessaria: “Penso sia importante avere un fallimento difficile alle spalle”. In seguito ha lavorato per un hedge fund e per il Dipartimento della Difesa statunitense prima di sentirsi pronto per il progetto che aveva in mente fin da adolescente. Le radici familiari contano: la sua bisnonna era nata nell’ospedale militare di Oak Ridge, in Tennessee, la città segreta del Progetto Manhattan, e suo bisnonno era un fisico nucleare che aveva contribuito a sviluppare le prime armi atomiche americane.

Un microreattore da 5 megawatt per reindustrializzare gli Stati Uniti

Il reattore da 5 megawatt sviluppato da Valar utilizza l’elio come refrigerante al posto dell’acqua. È una scelta tecnica che risale a una proposta di Farrington Daniels, ingegnere del Progetto Manhattan negli anni Quaranta. L’elio raggiunge temperature molto elevate senza problemi di corrosione e, a differenza di altri materiali, non diventa radioattivo passando attraverso il nocciolo del reattore.

Il team di ingegneria, composto da professionisti con decenni di esperienza nel settore, ha sviluppato anche un sistema originale di schermatura in calcestruzzo a blocchi autoportanti. Possono essere impilati e smontati rapidamente attorno al reattore grazie a una gru permanente. La miscela utilizzata è proprietaria, progettata per attenuare le radiazioni gamma: “Questo non è mai stato fatto prima in un reattore. Abbiamo progettato tutto da zero, non solo la forma e il modo in cui si incastra, ma anche la miscela di calcestruzzo. Questa miscela non esiste da nessun’altra parte al mondo”, ha dichiarato Taylor. A febbraio 2026 il reattore è stato trasportato dalla California all’Utah a bordo di tre aerei cargo dell’aeronautica militare americana, dimostrando la capacità del paese di dispiegare rapidamente energia affidabile ovunque.

La visione a lungo termine

Taylor guarda all’energia nucleare come a uno strumento per ridisegnare il tessuto industriale americano. Secondo la sua tesi, dagli anni Settanta agli anni Novanta gli Stati Uniti hanno esportato la propria industria manifatturiera in una logica di breve termine, arricchendo molti ma svuotando il Paese della capacità di produrre:

“Valar sta cercando di invertire rapidamente questa tendenza. Vogliamo che gli Stati Uniti abbiano energia abbastanza economica da ospitare la grande industria mondiale. Vogliamo riportare la produzione di metalli, l’alluminio, la grande manifattura, tutte cose che fanno bene al paese”.

A motivarlo ci sono anche i suoi quattro figli. Taylor ha sposato Sophie a diciannove anni (si conoscevano dalla prima elementare) e ha avuto il primo figlio a vent’anni. “Quando hai un figlio cominci a pensare in termini di generazioni e decenni, non dei prossimi sei mesi”, ha detto.

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