La notizia è passata in sordina ma potrebbe cambiare il corso del titolo. Cosa succederà a Nvidia dopo la vendita di 1 miliardo di dollari in azioni? Nell’ultimo anno, i vertici di Nvidia (incluso il CEO Jensen Huang) hanno venduto azioni per oltre 1 miliardo di dollari. Solo nell’ultimo mese, le cessioni sono state pari a circa 500 milioni. Il tutto mentre il titolo volava ai massimi storici, con un +16% da inizio anno e un +40% negli ultimi tre mesi. Il tempismo, inutile dirlo, è tutt’altro che casuale: la domanda di chip AI continua a spingere in alto il valore dell’azienda e chi è seduto in cabina di regia ha deciso di capitalizzare.
Ma non si tratta di vendite impulsive. Huang ha ceduto titoli per 15 milioni di dollari seguendo un piano già annunciato, che prevede di liquidare fino a 6 milioni di azioni entro fine 2025. L’anno scorso aveva già portato a casa oltre 700 milioni.
Eppure, nonostante le cifre monstre, il fondatore di Nvidia, nella top 10 degli uomini più ricchi del mondo con un patrimonio da 138 miliardi secondo il Bloomberg Billionaires Index, continua a guardare lontano. Durante l’ultima assemblea annuale ha rilanciato: “La prossima grande scommessa, dopo l’AI, sarà la robotica”. Un messaggio chiaro per chi teme che i big stiano mollando il colpo: qui la visione resta di lungo respiro.
Ecco cosa potrebbe succedere ora alle azioni Nvidia.
Vendite record, titolo ai massimi. E adesso?
Il fatto che così tanti insider abbiano deciso di monetizzare una fetta delle proprie azioni, e in particolare che metà di queste vendite siano avvenute in poche settimane, ha acceso inevitabilmente i riflettori sul futuro del titolo. Tuttavia, il mercato sembra non aver battuto ciglio. Anzi, la scorsa settimana Nvidia ha inanellato cinque sedute consecutive di rialzo e ha superato di nuovo Microsoft e Apple, tornando a essere la società con la maggiore capitalizzazione al mondo.
Il contesto resta favorevole. La fame di potenza di calcolo per AI e data center continua a trainare le vendite, mentre l’azienda ha ormai consolidato una posizione dominante in un mercato strategico. Le tensioni geopolitiche e le restrizioni sulle esportazioni verso la Cina non hanno frenato l’entusiasmo degli investitori. Piuttosto, le vendite da parte degli insider sono state interpretate come mosse tattiche più che segnali di allarme. Non si tratta, infatti, di disimpegni totali, ma di conversioni in liquidità su piani di vendita pre-programmati, una prassi comune tra i top manager in fase di boom.
In altre parole, sebbene la notizia di “1 miliardo di dollari venduti” possa impressionare, il mercato per ora ha reagito con freddezza. Il rally prosegue, le prospettive di crescita restano solide e, almeno per ora, Nvidia continua a recitare il ruolo da protagonista assoluta nel film dell’intelligenza artificiale.
Nvidia, prospettive per il 2025
Nvidia continua a spingere sull’acceleratore e il mercato sembra crederci. Dopo il rally dell’ultima settimana (+10%), il titolo dimostra di avere ancora margini di crescita. A dare fiato al rialzo non sono solo i numeri (ricavi a 44,1 miliardi (+69%) e utile per azione in aumento del 33%) ma anche una serie di fattori che potrebbero innescare nuovi scatti.
Grafico azioni Nvidia
Fonte Tradingview
Sul fronte geopolitico, le ultime due mosse di Trump hanno inviato segnali distensivi ai mercati finanziari. Da un lato il cessate il fuoco tra Israele e Iran e la promessa di un accordo commerciale con la Cina potrebbero dunque riaccendere l’entusiasmo sul tech USA.
Poi c’è l’espansione globale. Nvidia sta aprendo nuovi centri AI in Europa, con nuovi accordi. Deutsche Telekom sarà il partner per un cloud industriale pensato per i produttori europei. In UK, ha stretto nuove intese con il governo per spingere l’ecosistema AI nazionale. In Arabia Saudita, ha confermato una collaborazione con Humain, controllata dal fondo sovrano, per presidiare una regione sempre più strategica per l’high tech.
Nel frattempo, in Asia, anche colossi come Baidu e Alibaba hanno raddoppiato gli investimenti AI. La domanda di chip resta altissima. Non a caso, diversi analisti hanno rivisto al rialzo il target price di Nvidia: Loop Capital ha fissato il nuovo prezzo obiettivo a 250 dollari, da 175.
Certo, restano i rischi. I limiti all’export verso la Cina potrebbero costare 8 miliardi e la concorrenza si fa sempre più agguerrita. Ma oggi Nvidia quota 30 volte gli utili attesi, sotto la media storica (40x). Se l’EPS 2028 dovesse arrivare a 7,63 dollari, con un P/E di 35 il titolo potrebbe toccare i 267 dollari, con un upside potenziale del 73%.
| DISCLAIMER Le informazioni e le considerazioni contenute nel presente articolo non devono essere utilizzate come unico o principale supporto in base al quale assumere decisioni relative agli investimenti. Il lettore mantiene la piena libertà nelle proprie scelte d’investimento e la piena responsabilità nell’effettuazione delle stesse, poiché egli solo conosce la sua propensione al rischio e il suo orizzonte temporale. Le informazioni contenute nell’articolo sono fornite a mero scopo informativo e la loro divulgazione non costituisce e non è da considerarsi un’offerta o sollecitazione al pubblico risparmio. |