Sterlina nell’occhio del ciclone: cosa sta succedendo alla Moneta di Sua Maestà?

Le quotazioni della Sterlina restano sotto i riflettori. Vediamo i motivi che hanno portato a alla forte volatilità dei giorni scorsi

Sterlina nell'occhio del ciclone: cosa sta succedendo alla Moneta di Sua Maestà?

Lo scorso 3 settembre la Sterlina inglese ha raggiunto i minimi dal 7 ottobre 2016 (giorno del famoso flash crash della moneta di Sua Maestà, raggiungendo quota 1,1959) nei confronti del Dollaro Usa.

A pesare sulle quotazioni è sempre il caos Brexit, che si fa più intenso mano a mano che si avvicina la data prevista per l’uscita del Regno Unito dall’UE, prevista per il prossimo 31 ottobre.


Gbp/Usd, grafico settimanale. Fonte: Bloomberg

Nell’ultima settimana di agosto, il Primo Ministro inglese, Boris Johnson, ha chiesto e ottenuto dalla Regina la sospensione dei lavori del Parlamento britannico per motivi legati alla predisposizione di un nuovo programma di Governo.

Le quotazioni del Cable hanno poi ritrovato la via del rialzo, dopo che Johnson ha perso la sua maggioranza in Parlamento e il contestuale controllo dell’agenda sulla Brexit, passata ai parlamentari.

La matassa si fa sempre più difficile da sbrogliare, con il leader dei Conservatori messo all’angolo dopo che lo stesso Parlamento ha approvato una legge che chiede il rinvio della Brexit e ha rigettato la richiesta di Johnson di andare a elezioni anticipate.

Nessuna sicurezza per evitare il no-deal

Anche con l’approvazione della legge che evita il cosiddetto “no deal”, non c’è alcuna certezza che tale pericolo venga scampato. Con questa mossa, l’obiettivo è quello di costringere l’attuale esecutivo a chiedere all’UE un nuovo rinvio, presumibilmente al 31 gennaio 2020, anche se l’Unione Europea ha più volte affermato di non essere disposta a ripresentarsi al tavolo dei negoziati.

Si deve infatti ricordare che, con l’allora Governo May, l’accordo Uk-Ue è stato bocciato per ben tre volte dal Parlamento inglese. Oltre a questo, i negoziatori europei hanno già chiarito di non voler modificare il backstop, ossia il meccanismo atto a evitare la creazione di un confine tra Irlanda e Irlanda del Nord.

Questi fattori, uniti alla mancanza di una proposta alternativa da parte dell’Inghilterra che giustifichi un posticipo della scadenza per la Brexit, rendono estremamente difficile evitare un’uscita “no deal”. Tutto dipenderà dalla disponibilità dei regolatori del Vecchio Continente di cambiare idea.

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Gli scenari per la Sterlina inglese

Con i ribassi degli ultimi mesi gli operatori potrebbero aver scontato gran parte dei pericoli relativi a una no-deal Brexit. In questo contesto, sarebbe più che ragionevole attendersi un riassorbimento dei prezzi della Sterlina contro le altre principali valute, in modo tale che i vari cross possano tornare verso un valore di “fair value”.

Oltre a questo, se prendiamo come riferimento il cambio Gbp/Usd, gli atteggiamenti accomodanti della Federal Reserve dovrebbero indebolire il biglietto verde, con una conseguente spinta positiva per le quotazioni.

Contro l’Euro invece, tutto dipenderà dalla moneta di Sua Maestà, in quanto i prezzi della divisa europea hanno scontato le prossime politiche monetarie espansive della BCE (clicca qui per le attese), al netto di eventuali e sempre possibili sorprese.

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