Cos’è la DRAM, come funziona e in che modo differisce dalla SRAM? Ecco la guida completa con tipologie, vantaggi, caratteristiche e prezzi aggiornati.
Ogni volta che apri un’applicazione o navighi in rete, il tuo device si affida a un componente che pochi conoscono davvero, ossia la memoria DRAM. Si tratta di una delle parti più importanti della memoria di sistema di computer e smartphone e ne garantisce il corretto funzionamento.
Con la corsa all’intelligenza artificiale che ha stravolto il mercato negli ultimi anni, è importante capire con esattezza cos’è la DRAM e in cosa differisce dalla SRAM, così da comprendere il motivo dietro l’aumento dei prezzi delle RAM per PC e da fare una scelta oculata nell’acquisto di nuovi componenti.
In questa guida, ti spieghiamo nel dettaglio cos’è la DRAM, perché è così importante, come funziona a livello tecnico, quali tipologie esistono, perché è diversa dalla SRAM e cosa tenere in considerazione prima di procedere con l’acquisto.
Cos’è la memoria DRAM
La DRAM (Dynamic Random Access Memory) è un tipo di memoria volatile a semiconduttore che oggi si trova su quasi tutti i dispositivi elettronici moderni. Dai PC ai laptop, passando per smartphone, console e server. Viene definita dinamica perché ogni bit di informazione viene immagazzinato in una cella composta da un condensatore e un transistor.
Il primo si carica o si scarica per rappresentare rispettivamente un 1 o uno 0 logico. Ed essendo volatile, la DRAM perde tutti i dati quando viene a mancare l’alimentazione elettrica, a differenza delle memorie d’archiviazione come SSD o hard disk.
Perché è importante la DRAM
La DRAM è l’elemento che unisce il processore allo storage. In che senso? Consente di caricare temporaneamente dati e istruzioni in uno spazio molto più veloce da leggere e da scrivere rispetto a un disco, permettendo così al sistema di eseguire più operazioni contemporaneamente. Più DRAM è disponibile, più programmi e processi possono girare in parallelo fluidamente.
Il suo ruolo negli anni è diventato ancor più centrale, soprattutto con l’esplosione dell’intelligenza artificiale. I data center che addestrano ed eseguono i modelli di AI generativa necessitano di enormi quantità di memoria ad alta banda per alimentare GPU e acceleratori.
Questo fattore ha contribuito a rendere la DRAM una risorsa sempre più strategica. Secondo quanto raccolto da IDC, i data center sono destinati a consumare circa il 70% di tutta la memoria prodotta a livello globale nel 2026, contro il 20-30% di pochi anni fa.
Come funziona la DRAM
Il funzionamento della DRAM è più semplice di quanto immagini. Ogni bit viene memorizzato in una cella composta da un transistor e un condensatore. Quest’ultimo perde carica nel tempo a causa delle correnti di dispersione, perciò c’è il controller della memoria che deve effettuare un refresh periodico e riscrivere il valore memorizzato ogni 64 millisecondi.
Questo processo di refresh continuo è ciò che distingue la DRAM dalla SRAM e porta a un consumo energetico costante, anche quando la memoria non è attivamente utilizzata per letture o scritture.
I dati sono organizzati in una matrice di righe e di colonne. Per leggere o per scrivere un dato, il controller attiva prima una riga e poi seleziona la colonna desiderata tramite un amplificatore di lettura. La lettura di una cella DRAM viene definita distruttiva. Il motivo? Il valore letto va riscritto subito dopo, poiché il processo di lettura scarica il condensatore.
Le differenze tra DRAM e SRAM
La SRAM (Static Random Access Memory) è la grande alternativa oggi disponibile sul mercato di memoria volatile a semiconduttore. Il suo funzionamento è molto diverso rispetto a quello della DRAM. Ogni bit di SRAM viene infatti memorizzato in un circuito bistabile chiamato flip-flop, composto di solito da sei transistor. Il proprio stato logico rimane stabile finché alimentato, senza il bisogno di refresh periodico.
La prima grossa differenza tra DRAM e SRAM sta dunque nella struttura stessa della cella. La DRAM usa un transistor e un condensatore per bit, la SRAM ne usa 6. Per il refresh, la DRAM lo richiede continuamente, la SRAM no. A livello di velocità, la SRAM è quindi molto più veloce nella lettura e scrittura, poiché non deve gestire cicli di refresh né ricaricare i condensatori.
La cella DRAM è più piccola, quindi a parità di area si ottengono capacità maggiori, mentre la SRAM occupa più spazio per bit. La DRAM è meno costosa e viene impiegata come memoria di sistema RAM, mentre la SRAM viene usata per le cache dei processori e nei registri.
Quali sono i vantaggi di DRAM e SRAM
La DRAM è una componente che ha dalla sua l’alta densità, il costo per bit contenuto, capacità elevate su moduli compatti e reperibilità maggiore. Di contro è più lenta della SRAM e ha un consumo energetico costante dovuto al refresh. Inoltre perde tutti i dati in assenza di alimentazione.
La SRAM invece ha una velocità molto elevata, non richiede refresh e quindi ha una latenza inferiore. Però costa di più, occupa più spazio ed è difficile da produrre in capacità elevate a costi sostenibili.
Ecco perché sempre più spesso i due tipi di memoria convivono all’interno di uno stesso sistema con ruoli complementari. La SRAM può entrare in gioco per cache veloci e di piccola capacità vicino al processore, mentre la DRAM è più capiente e lavora per la memoria principale di sistema.
Quali tipologie di DRAM esistono
Col passare del tempo, la DRAM si è evoluta e oggi dispone di diversi standard che sono stati definiti dal consorzio JEDEC:
- SDRAM: è la prima DRAM sincronizzata con il clock del sistema;
- DDR SDRAM (DDR, DDR2, DDR3, DDR4, DDR5): sono gli standard di RAM più diffusi per i PC. La DDR4 opera fino a 3200 MT/s a 1,2V, la DDR5 parte da frequenze più alte e arriva fino a 8800-9200MT/s;
- LPDDR: si tratta di varianti a basso consumo studiate per smartphone, tablet e laptop portatili, dove l’efficienza energetica conta più della frequenza massima;
- GDDR: memorie ottimizzate per l’altissima larghezza di banda necessarie per far funzionare le schede video;
- HBM: la tipologia più avanzata in assoluto, realizzata impilando verticalmente più file di DRAM collegati tramite TSV. È la memoria alla base degli acceleratori di AI.
Cosa valutare prima di acquistare DRAM
Ci sono alcuni fattori che è bene tenere in considerazione ancor prima di procedere con l’acquisto di una DRAM. Innanzitutto la compatibilità, verifica che la scheda madre e il processore supportino DDR4 o DDR5. Per i desktop è consigliata la forma DIMM, per i laptop SO-DIMM.
A livello di capacità, 16 GB è oggi lo standard minimo consigliato per un uso generico, mentre 32 GB sono preferibili per gaming e produttività avanzata. Lo standard di 64 GB può tornare utile per workstation e carichi professionali.
E la frequenza? Questo dato quando più alto aumenta la banda passante, ma va bilanciata con la latenza. Il rapporto tra i due valori incide sulle prestazioni reali. Per migliorare le prestazioni, puoi anche valutare di installare due moduli identici anziché solo uno.
Tieni infine conto di ECC e profili XMP/EXPO. Il primo per workstation e server, il secondo per raggiungere le frequenze dichiarate dal produttore.
Quali sono i costi della DRAM
Il mercato delle DRAM sta vivendo un 2026 anomalo rispetto al passato. La domanda elevatissima di memoria HBM per i data center AI ha spinto Samsung, SK Hynix e Micron, che insieme controllano oltre il 95% della produzione mondiale di DRAM, a ridurre le capacità produttive di DDR4 e DDR5 per PC.
A livello di prezzi, le memorie DRAM sono aumentate dell’80-90% in un solo trimestre a inizio anno e per il terzo si stima un ulteriore rialzo del 13-18%. Sul mercato italiano, un singolo modulo DDR5 da 16 GB costa tra i 90 e i 160 euro, mentre un kit da 32 GB arriva fino a 400 euro a seconda di velocità e marca.
La produzione aggiuntiva da parte delle principali aziende del settore è attesa non prima del 2027-2028, grazie a nuovi stabilimenti come i fab Micron in Idaho e New York. Alcuni dirigenti del settore non escludono che la scarsità di memorie si protrarrà almeno fino al 2030.