Cosa rischia chi non indossa la mascherina quando e dove è obbligatoria

Mascherina obbligatoria all’aperto e nei luoghi pubblici, chi non la indossa rischia la multa fino a 1.000 euro. Ecco tutte le conseguenze.

Cosa rischia chi non indossa la mascherina quando e dove è obbligatoria

Chi non indossa la mascherina protettiva rischia la multa da 400 euro a 1.000 euro (che può essere pagata a rate), come stabilito nel decreto Io resto a casa e da numerose ordinanze regionali. Ma anche chi la utilizza in modo scorretto rischia pesanti sanzioni amministrative, ad esempio chi la indossa sotto il mento o lascia il naso scoperto.

La mascherina, infatti, in assenza del vaccino, è la misura di sicurezza più efficace contro il coronavirus, e per questo il Governo è intenzionato a imporne l’utilizzo all’aperto per tutto il giorno.

Sono le Forze dell’ordine a stabilire l’importo della sanzione amministrativa per chi non ha la mascherina in base ad un giudizio discrezionale; la multa da 400 a 1.000 euro scatta anche nei confronti di chi non rispetta il divieto di assembramento e il distanziamento sociale.

Cosa rischia chi non indossa la mascherina: ci sono conseguenze penali?

La mascherina protettiva fa ormai parte della nostra quotidianità, e continueremo ad averne a che fare per tutta la durata dello stato di emergenza che il Governo vuole prorogare al 31 gennaio 2021. Chi non la indossa nei luoghi e nella fasce orarie in cui è obbligatoria rischia multe molto salate: si parte da 400 euro fino ad arrivare a 1.000 euro. Non ci sono conseguenze penali, questa, infatti, è una sanzione di tipo amministrativo (come una contravvenzione stradale per intenderci), quindi una volta pagata non ne resta traccia sulla fedina penale.

Tutte le Forze dell’ordine (polizia di Stato, carabinieri ed anche polizia locale) possono comminare le multe nei confronti dei trasgressori e hanno il potere di stabilirne l’importo in base alla gravità del fatto e al comportamento del cittadino.

Al contrario, chi non rispetta la quarantena commette un vero e proprio reato e rischia l’arresto fino a 18 mesi e la multa fino a 5.000 euro (legge 35/2020), ma le conseguenze penali si aggravano se contagia volontariamente altre persone (può scattare l’accusa di lesioni gravi e omicidio colposo).

Dove è obbligatorio indossare la mascherina

Su tutto il territorio nazionale la mascherina è obbligatoria nei luoghi pubblici e aperti al pubblico ovunque non sia possibile rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro. Esistono poi delle misure speciali, ad esempio la mascherina è sempre obbligatoria all’interno di negozi, supermercati e mezzi pubblici, a prescindere da quanta gente ci sia all’interno. A scuola la mascherina è obbligatoria durante gli spostamenti, mentre una volta seduti al banco si può stare senza, se le distanze lo consentono.

Sul luogo di lavoro valgono regole specifiche per ogni settore: in molti casi è obbligatoria la visiera oppure la parete in plexiglass (ad esempio alla cassa del bar), in altri la mascherina è consigliata ma non tassativa.

E all’aperto? In questo caso esistono delle differenze tra regione e regione. Regola generale vuole che la mascherina sia obbligatoria anche all’aperto nei luoghi affollati dove non è possibile rispettare il distanziamento sociale, ma alcuni governatori hanno deciso di inasprire i divieti: nel Lazio dal 3 ottobre tutti dovranno indossare la mascherina all’aperto h 24, stessa cosa in Campania, ad Ascoli Piceno, a Foggia e nel centro di Genova.

Chi non deve indossare la mascherina

Ogni regola conosce le sue eccezioni, anche l’obbligo di indossare la mascherina protettiva. Infatti sono esonerati:

  • coloro che fanno sport all’aperto, sempre che sia assicurato il distanziamento di almeno un metro dagli altri;
  • chi passeggia nei luoghi desolati in campagna, nel bosco e nell’orto;
  • i bambini sotto i 6 anni, per i quali la mascherina è facoltativa;
  • le persone malate che, a causa della loro patologia, non possono camminare con bocca e naso coperti (ad esempio chi ha patologie respiratorie).

Questi soggetti, però, devono comunque rispettare il divieto di assembramento sia al chiuso che all’aperto e il distanziamento interpersonale di almeno un metro.

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