Cosa fare se ti ferma la Polizia, le regole da seguire

Ilena D’Errico

8 Aprile 2024 - 21:06

Molti si intimoriscono durante i controlli della Polizia, anche senza averne motivo. Ecco le regole da seguire per tutelare i propri diritti senza intralciare il lavoro delle forze dell’ordine.

Cosa fare se ti ferma la Polizia, le regole da seguire

Moltissimi cittadini si intimoriscono notevolmente durante i controlli di polizia o Carabinieri, anche se non hanno commesso nessun atto illecito. I controlli possono avvenire in vari ambiti, per esempio se si è alla guida di un veicolo, ma anche semplicemente per strada. Le forze dell’ordine devono infatti preservare la sicurezza pubblica ed esercitare funzioni di controllo, pertanto potrebbero dover verificare comportamenti sospetti o raccogliere informazioni su reati.

La regola generale è mantenere la calma, collaborare con la polizia nell’interesse della giustizia e in caso di dubbi chiedere direttamente agli agenti eventuali chiarimenti. Detto ciò, è comunque molto utile conoscere alcune informazioni in più per sapere come comportarsi. Intanto bisogna sapere quali comportamenti sono sanzionati, ma anche quali diritti si hanno e come tutelarli.

Ecco qualche indicazione utile per sapere cosa fare quando si viene fermati dalla Polizia o dai Carabinieri.

Obbligo di identificazione degli agenti

Come prima cosa, bisogna sapere che in caso di controllo gli agenti della Polizia, così come anche i Carabinieri, hanno l’obbligo di identificarsi mostrando il tesserino quando sono in borghese, ossia in abiti civili e senza automobile di servizio riconoscibile. Se sono in divisa, invece, l’obbligo non sussiste perché l’identificazione è automaticamente riconoscibile.

Spetta quindi ai cittadini sapere quali caratteristiche deve avere l’uniforme per essere vera. Se gli agenti si identificano o sono in divisa, non è possibile opporsi al controllo, bisogna insomma essere collaborativi ai fini della giustizia, senza ovviamente accettare la lesione dei propri diritti non permessa dalla legge.

Possono chiedermi i documenti?

Nella maggior parte dei casi, durante i controlli effettuati dalla Polizia o dai Carabinieri si fornisce loro un documento personale per dimostrare la propria identità. Pochi sanno che in realtà non è d’obbligo fornire il documento, poiché la legge impone solo di identificarsi se richiesto. Anche fornire i propri dati anagrafici è sufficiente, purché appunto non ci si rifiuti.

In ogni caso, la Polizia può procedere all’identificazione negli uffici in caso di impossibilità, dubbio o sospetto di dichiarazioni non veritiere. Ovviamente, resta obbligatorio fornire la patente se si è alla guida, il porto d’armi se si ha con sé un’arma e il passaporto o la carta d’identità quando ci si trova all’estero.

Alcoltest

La riforma del Codice della strada si accinge a introdurre diverse novità riguardo alla guida in stato d’ebbrezza e all’alcoltest, ma la cosa importante da sapere è che non ci si può rifiutare di sottoporsi alla prova. O meglio, il rifiuto è considerato un’ammissione di colpa e si riceve così la sanzione più alta con la relativa accusa di reato.

Perquisizioni personali o sul veicolo

Le perquisizioni personali, compresa quella sul veicolo, possono essere effettuate con mandato preventivo o successivo. Se la regola generale è che serva il decreto di autorizzazione, infatti, è anche vero che nelle ipotesi di urgenza e fondato sospetto gli agenti possono perquisire e convalidare il mandato successivamente.

Anche in questo caso, non bisogna opporsi, se non eventualmente in seguito proponendo un ricorso o un’accusa se si ritiene la perquisizione non legittima. È però possibile chiamare un avvocato affinché presenzi alla perquisizione, anche se gli agenti non sono tenuti ad attendere il suo arrivo.

Si tenga conto del fatto che le ispezioni del veicolo per chi si trovava alla guida sono invece ammesse perché necessarie al controllo. In presenza di un mandato, comunque, i cittadini hanno diritto a leggere il documento e opporsi alle azioni non autorizzate in modo specifico.

La perquisizione personale deve di norma essere effettuata da un agente dello stesso sesso, rispettando la dignità e la riservatezza dei cittadini.

Devo rispondere alle domande?

Chi viene fermato dalla Polizia o dai Carabinieri come persona informata sui fatti, perché ha assistito a un reato ad esempio, è tenuto per leggere a rispondere onestamente a tutte le domande e non ha diritto a un avvocato poiché non diretto interessato dell’indagine.

Al di fuori di questa ipotesi, i cittadini non sono obbligati a rispondere alle domande, tanto che tra i diritti che devono obbligatoriamente essere enunciati in caso di fermo o arresto c’è anche il famoso “stare in silenzio” che tanto si sente in film e serie tv poliziesche. Al di là della possibilità di stare in silenzio, non bisogna intralciare indagini e controlli, né oltraggiare il pubblico ufficiale.

In ogni caso gli agenti non sono autorizzati a ricevere soldi, né a utilizzare la violenza, se non per le operazioni necessarie a evitare un pericolo o eseguire un arresto e limitatamente a quanto strettamente necessario.

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