Cosa fa oggi Roman Abramovich? Biografia e patrimonio dell’ex patron del Chelsea

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9 Giugno 2026 - 12:39

Roman Abramovich torna alla ribalta come mediatore tra Russia e Ucraina, ma che fine ha fatto oggi l’ex numero uno del Chelsea? E, soprattutto, quanto guadagna?

Cosa fa oggi Roman Abramovich? Biografia e patrimonio dell’ex patron del Chelsea

Roman Abramovich torna a fare notizia dove meno te lo aspetti: non per le sue aziende né per gli yacht, ma come protagonista silenzioso di un tentativo di pace. Volodymyr Zelensky ha confermato in una recente intervista a Sky News di aver incontrato l’oligarca russo a Kiev, rivelando che Abramovich si era presentato con un messaggio diretto di Vladimir Putin e voleva portare a sua volta le parole del presidente ucraino al Cremlino. Una missione da tenere rigorosamente sotto silenzio, senza alcuna pubblicità.

Non è la prima volta: già nel marzo 2022, subito dopo l’invasione dell’Ucraina, Abramovich aveva operato come organizzatore dietro le quinte di negoziati poi naufragati. E ancora prima, nell’autunno 2021, era stato individuato come l’unico nome credibile per convincere Putin a non intraprendere la guerra.

Ma chi è davvero Roman Abramovich? Dopo lo scoppio della guerra in Ucraina e la cessione forzata del Chelsea si erano perse le sue tracce, almeno mediaticamente. Eppure l’oligarca russo classe 1966 - diventato famoso in occidente quando nel 2003 aveva acquisito i Blues, inaugurando un’era di spese folli in Premier League che dura tuttora grazie all’avvento degli americani e degli sceicchi - non si è mai davvero ritirato. Cerchiamo allora di capire la sua biografia, il suo patrimonio e cosa fa oggi questo enigmatico personaggio.

La biografia di Roman Abramovich

Di famiglia ebraica per nascita, Roman Abramovich classe 1966 è cresciuto a Mosca e il motivo principale della sua ricchezza è la privatizzazione dei sistemi produttivi e industriali dell’ex Unione Sovietica (URSS).

Ha iniziato la sua attività come imprenditore verso la fine degli anni Ottanta, proprio quando il presidente dell’URSS Gorbaciov aveva avviato le sue riforme aprendo spazio alla nascita di piccole realtà d’impresa privata. Ed è proprio nell’impresa privata di quegli anni che risiede il perché della sua fortuna.

Tra il 1992 e il 1995, Abramovich ha avviato cinque compagnie di import/export specializzandosi nel commercio di petrolio. Le quote in suo possesso della più importante di queste, Sibneft, nel 2002 sono state cedute a Gazprom, il colosso energetico controllato dallo Stato russo: dalla vendita ha incassato 13 miliardi di dollari.

Con quella liquidità, il magnate ha acquisito Evraz, multinazionale britannica di produzione ed estrazione di acciaio con sede a Londra e operante non solo in Russia ma anche in diversi altri Paesi tra cui l’Italia, e ha investito in Norilsk Nickel, uno dei principali produttori di nichel e palladio al mondo.

Sul fronte politico, Abramovich è stato governatore del circondario autonomo della Cukotka - estremo oriente russo, verso l’Alaska - dal 2001 al 2008, ricoprendo poi fino al 2013 la carica di presidente del Parlamento della stessa area. Ben nota è la sua storica vicinanza con Vladimir Putin, l’autentico zar della Russia da oltre vent’anni.

Per quanto riguarda la vita privata, Abramovich è stato sposato tre volte, con altrettanti divorzi, e ha in totale sette figli dalle sue ex mogli.

Cosa fa oggi Roman Abramovich

Con l’inizio del nuovo millennio, Abramovich aveva spostato i suoi affari nel Regno Unito. L’acquisizione del Chelsea nel 2003 gli aveva donato la popolarità, mentre l’acciaio e il nichel ulteriore ricchezza. Ma lo scoppio della guerra in Ucraina ha cambiato tutto: a maggio 2022 i Blues sono passati nelle mani di un gruppo americano guidato da Todd Boehly per la bellezza di 4,2 miliardi di sterline, cifra in parte destinata in beneficenza e in parte rimasta nelle disponibilità del club.

Dove si trova ora Roman Abramovich? L’imprenditore, oltre alla cittadinanza russa, possiede anche quella lituana, portoghese e israeliana, quest’ultima in virtù delle origini ebraiche della sua famiglia. Già nel marzo 2022 era stato individuato all’aeroporto di Tel Aviv. Le ultime notizie lo vogliono in Turchia: stando al Mirror, Abramovich vivrebbe in una lussuosa villa in uno dei quartieri più esclusivi di Istanbul.

La vera notizia, però, è il suo ruolo come mediatore tra Russia e Ucraina. Zelensky ha confermato in un’intervista a Sky News di averlo incontrato di persona a Kiev: l’oligarca si era presentato con un messaggio diretto di Putin e voleva portare a sua volta la posizione ucraina al Cremlino, con la richiesta esplicita che la cosa restasse senza pubblicità. Il presidente ucraino ha ribadito di non avere alcuna intenzione di cedere il Donbass alla Russia. Non è una missione isolata: Abramovich ha già contribuito a concludere l’accordo sui cereali che garantiva le esportazioni agricole ucraine attraverso il Mar Nero e ha facilitato scambi di prigionieri tra le due parti. Il Financial Times nel 2022 lo ha definito un confidente di Putin: «È l’unico russo che gli ucraini sono disposti a tollerare. Va d’accordo con tutti», ha dichiarato una fonte al quotidiano. Stando al canale ultranazionalista russo Tsargrad, starebbe ora lavorando a una nuova mediazione tra Mosca e Bruxelles, avendo già contattato l’ex cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente finlandese Alexander Stubb.

Il patrimonio di Roman Abramovich

Tra gli oligarchi russi che si sono arricchiti in maniera smisurata negli anni della transizione post-sovietica, Roman Abramovich occupa al 2025 una posizione di tutto rispetto.

Stando a Forbes, il suo patrimonio personale è stimato in 9 miliardi di dollari, che lo collocano al 320° posto nella lista delle persone più ricche al mondo.

Un dato in calo rispetto ai 12,4 miliardi di dollari registrati al momento dello scoppio della guerra in Ucraina, ma comunque significativo: Abramovich è riuscito a evitare un autentico tracollo, anche grazie ai suoi buoni rapporti con Vladimir Putin e al suo ruolo da mediatore. Stando a un’inchiesta del The Guardian, avrebbe messo in salvo buona parte del suo tesoro.

«Abramovich avrebbe, però, evaso più di 4 miliardi di dollari in fondi di investimento offshore e beni di lusso (immobili, yacht, elicotteri e jet privati) - ha riportato Euronews a inizio 2023 -, la cui proprietà è stata trasferita ai suoi sette figli, prima che entrassero in vigore le sanzioni, dopo l’inizio della guerra». Inoltre, Abramovich non è stato colpito da sanzioni americane: fu la stessa Ucraina a chiedere a Washington di risparmiarlo in quanto mediatore informale nei colloqui di pace con Mosca.

Sul fronte fiscale, le notizie di un anno fa complicano ulteriormente il quadro: un’inchiesta giornalistica internazionale ha rivelato che Abramovich potrebbe dover al fisco britannico fino a 1 miliardo di sterline in tasse non pagate, legate a profitti da schemi di investimento offshore. Emergerebbe anche l’utilizzo di strutture offshore per evitare il pagamento dell’IVA sulla gestione della sua flotta di superyacht, con presunti illeciti che riguarderebbero anche l’Italia.