Il ritiro di Joe Biden dalla corsa alla Casa Bianca potrebbe generare una lunga serie di reazioni a catena nei mercati finanziari globali. Con Trump favorito per la vittoria e Kamala Harris pronta a prendere le redini del Partito Democratico, gli investitori devono navigare in un clima di incertezza politica e economica. Le reazioni dei mercati azionari e obbligazionari, insieme ai movimenti delle valute e delle materie prime, continueranno a evolversi mentre ci avviciniamo alle elezioni di novembre, rendendo sempre più difficile capire quale sarà la direzione di fondo dei mercati nei prossimi trimestri dell’anno. Di fronte a questa incertezza di fondo, cosa potrebbe aver senso monitorare con maggior attenzione?
Cosa aspettarsi in borsa dopo la ritirata di Biden?
L’annuncio di Biden, avvenuto il 21 luglio 2024, è stato motivato da preoccupazioni legate alla sua età e salute, nonché dalle pressioni interne al Partito Democratico dopo una performance non convincente nel primo dibattito presidenziale dell’anno. Solo il giorno prima del ritiro, Biden aveva assicurato ai suoi sostenitori di voler continuare la campagna elettorale con determinazione.
La decisione di Biden ha ribaltato il panorama politico, con la vicepresidente Kamala Harris che ora emerge come la principale candidata del Partito Democratico. Harris ha ricevuto immediatamente l’endorsement di Biden, posizionandosi in pole position in vista della convention del partito del mese prossimo.
Dall’altro lato della contesa, Trump rimane chiaramente il favorito. Il mercato ora si muove con maggiore determinazione verso un suo ritorno.
Quali impatti sul mercato finanziario?
L’annuncio di Biden potrebbe avere effetti significativi sui mercati finanziari. Mentre la scorsa settimana le obbligazioni si sono apprezzate a seguito del fallito attentato a Trump, il dollaro USA ha perso terreno, in parte favorito dall’aumento delle probabilità che la Federal Reserve riduca i tassi di interesse. L’incertezza politica ha portato gli investitori a spostarsi verso asset più sicuri, mentre le grandi aziende tecnologiche, come Microsoft, hanno subito un calo. Quest’ultimo, motivato più nel dettaglio dal recente incidente con CrowdStrike, dove problemi di sicurezza informatica hanno ulteriormente minato la fiducia degli investitori in queste mega cap.
In che modo potrebbe impattare la rielezione di Trump sui mercati?
La rielezione di Trump potrebbe avere impatti significativi sui mercati globali. Le politiche protezionistiche di Trump, note per aver innescato guerre commerciali durante il suo primo mandato, potrebbero riemergere, aumentando le tensioni globali. I mercati emergenti, sebbene possano beneficiare di un dollaro più debole, potrebbero trovarsi in difficoltà se Trump introducesse nuovi dazi. La storia ci insegna che Trump non ha esitato a usare tariffe come strumento di pressione economica, il che potrebbe nuovamente disturbare le catene di approvvigionamento globali.
In Cina, la PBOC ha recentemente abbassato i tassi di interesse, suscitando domande sullo stato reale dell’economia cinese. Anche se ufficialmente l’economia cinese non dovrebbe essere in crisi, la prospettiva di conflitti commerciali più intensi con gli Stati Uniti potrebbe spingere la PBOC a tali misure. In quest’ultimo caso, nello specifico, occorre ricordare che la politica di riduzione dei tassi, sebbene possa stimolare l’economia a breve termine, rischia di mettere in crisi il settore bancario del Paese, aggiungendo ulteriori preoccupazioni agli investitori globali. Il che crea ulteriori incertezze sui mercati emergenti, specialmente quelli asiatici, i quali potrebbero comunque assistere ad un crollo del prezzo delle obbligazioni (nonostante i ribassi dei tassi).
Quale asset potrebbe invece beneficiare da queste situazione?
L’aumento delle incertezze e la persistente debolezza del dollaro potrebbero giocare un ruolo cruciale nella crescita dei prezzi delle materie prime. In particolare, il prezzo dell’argento potrebbe beneficiare di queste dinamiche di mercato. Storicamente, le materie prime tendono a rafforzarsi in periodi di incertezza economica e politica, e l’attuale contesto globale non fa eccezione. Indipendentemente dal vincitore delle elezioni di novembre, è probabile che l’incertezza continui a crescere nel 2024, accompagnata da un abbassamento dei tassi d’interesse da parte delle banche centrali. Allo stesso modo, le banche centrali dei mercati emergenti sembrano determinate a continuare ad accumulare metalli preziosi per aumentare la propria indipendenza dal dollaro USA. Questa combinazione di fattori potrebbe giocare un ruolo centrale nella crescita dei metalli preziosi.
Come si stanno muovendo i mercati finanziari globali?
Gli indici azionari globali hanno mostrato un primo aumento della volatilità la scorsa settimana, specialmente dopo la notizia dell’attentato fallito all’ex presidente Donald Trump. Negli Stati Uniti, l’S&P 500 e il Nasdaq hanno subito fluttuazioni significative, riflettendo l’incertezza politica; in particolare l’indice dei titoli tecnologici risulta in contrazione di quasi il 6% rispetto ai propri massimi. In Europa, l’Euro Stoxx 50 ha registrato un lieve calo, mentre in Asia i principali indici, come il Nikkei 225 e l’Hang Seng, hanno mostrato una reazione mista, influenzati dalle notizie provenienti sia dagli Stati Uniti che dalla Cina; complessivamente l’Shares MSCI EM Asia UCITS ETF ha registrato una contrazione nell’ultima settimana pari al -6,35%.
Sul fronte obbligazionario, i titoli di stato americani hanno visto un aumento dei prezzi, con i rendimenti in calo, segno di una fuga verso la sicurezza da parte degli investitori. In Europa, i bund tedeschi hanno registrato un andamento simile, riflettendo preoccupazioni analoghe tra gli investitori europei.