Cos’è l’EES e perché sta creando dei disagi? Ecco come funziona il nuovo sistema digitale di controllo passaporti.
I vari passaggi di introduzione dell’Ees, che ruota intorno a un nuovo sistema digitale di controllo passaporti per i passaggi dalla frontiera europea, magari erano sfuggiti ai non interessati, ma di sicuro ora sono molto evidenti. Le nuove regole imposte per monitorare ingressi e uscite dall’Ue, inclusi i respingimenti hanno causato parecchi disagi all’aeroporto di Milano Linate, tra lunghe code, ritardi e più di 100 passeggeri che non sono riusciti a imbarcarsi quando previsto.
Non perché ci siano stati degli errori o perché il personale fosse impreparato, ma semplicemente perché tanto i viaggiatori quanto gli addetti ai lavori si sono trovati per la prima volta a fare i conti con meccanismi diversi da quelli abituali. È cresciuto così l’allarme tra i viaggiatori, per quanto il nuovo sistema europeo sia pensato per funzionare in modo efficiente e veloce, garantendo un meccanismo più sicuro e trasparente per la sicurezza e la tracciabilità dei passaggi dalla frontiera.
L’aeroporto lombardo ha avuto l’onere di inaugurare il cambiamento nella sua totalità, con un’esperienza che potrà rivelarsi preziosa per adeguarsi rapidamente. Vediamo quindi cosa c’è da sapere sull’Ees e come funziona.
Cos’è l’Ees
Il sistema ingressi e uscite (Ees, che sta per “Entry and exit system”) serve a registrare tutti i viaggiatori provenienti da Paesi extracomunitari, ogni volta in cui oltrepassano le frontiere europee. La novità riguarda tutti i viaggiatori che arrivano da Stati che non fanno parte dell’Unione europea, indipendentemente dalle regole di viaggio e da eventuali visti. Come si evince dal nome, il sistema tiene conto di tutti gli spostamenti dei suddetti viaggiatori, anche quelli di uscita dal territorio comunitario.
Idealmente, non dovrebbero esserci disagi per i passeggeri in questione, in quanto tutta la procedura di registrazione deve avvenire attraverso un apposito sistema informatico automatizzato. Quest’ultimo contiene i seguenti dettagli:
- dati del passeggero;
- documento di viaggio;
- dati biometrici (impronte digitali e immagine del volto);
- data e luogo della partenza per il viaggio di ingresso e uscita.
Come anticipato, la stessa procedura viene attuata in caso di respingimento. In questo modo, le informazioni complete sono consultabili e integrabili da tutti gli Stati comunitari. Naturalmente, il sistema di raccolta e trattamento è stato studiato nel rispetto della privacy e della riservatezza dei dati personali sensibili. A dispetto delle caratteristiche progettate in modo teorico, però, abbiamo osservato che la pratica nasconde delle insidie.
A Linate, in particolare, si sono verificati vari intoppi. Bisogna considerare che tutti i passeggeri erano primi ingressi, essendo diretti a Manchester e non avendo potuto registrarsi prima, vista la recente entrata in vigore, pertanto ognuno ha dovuto eseguire la procedura più lunga di acquisizione dei dati. Questo è il motivo per cui i tempi si sono dilatati notevolmente rispetto ai normali controlli aeroportuali, oltre al fatto che le apparecchiature sono risultate insufficienti per la mole di passeggeri.
Vanno anche comprese le difficoltà del personale, che si è trovato nel bel mezzo di una situazione assai caotica senza alcuna esperienza in merito, ma certamente potrà presto imparare come gestire le code e dividere i viaggiatori. È ancora presto per capire se il sistema europeo necessiti dei miglioramenti o è solo da imparare.
Come funziona il nuovo sistema digitale di controllo passaporti
Gli Stati comunitari e le istituzioni europee hanno avuto tempo fino al 12 ottobre per mettere a punto il sistema elettronico e correggere eventuali problemi. Dopodiché, è stato richiesto il pieno adeguamento entro 10 aprile. In particolare, era stato previsto un adeguamento graduale, anche per evitare quanto accaduto a Linate, ma evidentemente qualcosa è andato storto nella realizzazione (o il caso ha giocato a sfavore dell’aeroporto lombardo).
Nel dettaglio, almeno il 10% dei passaggi dalle frontiere doveva essere registrato già nel primo mese, mentre dopo tre mesi la percentuale sarebbe dovuta salire ad almeno il 35%. Arrivati aprile 2026, poi, tutti i viaggi (e i respingimenti) di cittadini extracomunitari devono essere registrati attraverso l’Ees, con alcuni file digitali già pronti e un po’ di esperienza, che sono tuttavia mancanti.
Il nuovo sistema elettronico porta inoltre un’altra novità a lungo attesa nell’ambito europeo: niente più timbri sul passaporto. Il dipartimento per la Migrazione e gli Affari interni dell’Ue ha infatti dichiarato:
L’EES sostituirà l’attuale sistema di timbratura manuale dei passaporti, che richiede molto tempo, non fornisce dati affidabili sugli attraversamenti di frontiera e non consente di individuare sistematicamente i soggiornanti fuori termine.
Si passa così a un sistema più moderno ed efficiente, che apporta significativi miglioramenti a quello attuale. Grazie all’Ees, infatti, si riuscirà a combattere i furti di identità e a individuare più facilmente eventuali soggiornanti fuori termine. Le autorità potranno così contare su informazioni dettagliate e aggiornate in tempo reale e promuovere la sicurezza all’interno dell’Ue. I viaggiatori, d’altro canto, potranno contare su controlli più rapidi ed efficienti, ma soltanto nei controlli successivi al primo, durante cui:
Gli ufficiali addetti al controllo passaporti scatteranno una foto del tuo volto e/o scansioneranno le tue impronte digitali. Questa informazione sarà registrata in un file digitale.
La prima registrazione comprende ovviamente anche dati anagrafici e tutte le informazioni sul volo, formando un database facile da consultare e una base già pronta per i futuri viaggi, durante i quali sarà sufficiente un controllo di foto e impronte, superfluo per i titolari di passaporto biometrico in assenza di segnalazioni.
L’uso dell’Ees deve quindi a sostituire il classico timbro sul passaporto (che alcuni aeroporti internazionali esteri hanno già abbandonato), ma è bene sapere che non cambia i requisiti di viaggio e le modalità di identificazione. Il passaporto in corso di validità, come pure il visto e l’autorizzazione elettronica quando previsti, continuano a essere indispensabili per chi proviene da Paesi terzi. Aderire all’Ees è peraltro obbligatorio, quindi rifiutare la scansione delle impronte digitali e della fotografia impedisce l’ingresso in Ue.
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