Percorri la distanza da Roma a Tokyo in meno di 2 ore con questo aereo ipersonico, come rileva il testo appena concluso con successo.
La tecnologia avanza a ritmi frenetici ormai, spostando sempre più in alto l’asticella del progresso, tanto che è diventato anche difficile sorprendersi. Eppure, ci sono ancora notizie che suscitano un immediato senso di meraviglia, quella sensazione di vivere davvero “nel futuro” che qualche anno fa si sognava. Il Giappone è sicuramente un protagonista in tal senso, come ci ricorda con il nuovo aereo ipersonico. Il primo test di combustione a Mach 5 (cinque volte la velocità del suono, quindi 6125 km/h) si è concluso con successo presso il Centro spaziale Kakuda della Jaxa a Miyagi, confermando i risultati ottenuti dai ricercatori.
L’aviazione ipersonica diventerà realtà, non è più questione di “se”, ma di “quando”. Il cambiamento è potenzialmente epocale. Parliamo di un aereo in grado di attraversare l’Oceano Pacifico in 2 ore, coprire la distanza Roma-Tokyo in poco più di un’ora e mezza e quella New York-Los Angeles in mezz’ora e così via. Risultati che sembrano fantascientifici e che effettivamente sono sensazionali rispetto alla durata dei voli tradizionali, ad esempio la media di 17 ore per compiere la rotta Roma-Tokyo.
Naturalmente, l’aereo ipersonico giapponese non diventerà il velivolo dei viaggi quotidiani dall’oggi al domani. Anzi, è ancora indefinito il tempo necessario a concludere questo cambiamento, ma oramai la strada è stata tracciata. Tassello dopo tassello il volo ipersonico viene perfezionato e ottimizzato, soprattutto dal Giappone, che così conquista il record attuale per il motore ipersonico.
Un aereo ipersonico completa con successo il suo primo test a Mach 5
Un tempo sembrava impossibile riuscire ad attraversare l’Oceano Pacifico in volo, per via della lunga distanza da percorrere. Oggi la distanza non è più un problema, per quanto sappiamo che la rotta non è preferibile viste le difficoltà logistiche e meteorologiche. Ecco che anche solo pensare di riuscire a passare da un estremo all’altro dell’Oceano Pacifico in meno di 2 ore rende l’idea della portata di questo cambiamento, quantomeno un nuovo capitolo nei libri di storia futuri.
Non è certo la prima volta che gli esperti si mettono al lavoro con la tecnologia ipersonica e tanto meno la prima volta in cui vengono raggiunti risultati positivi. Tuttavia, la conquista giapponese è attualmente insuperabile. Presso l’Agenzia spaziale giapponese (Jaxa) i ricercatori hanno condotto un test ricreando un ambiente di volo a Mach 5 intorno a un velivolo sperimentale compatto, esponendolo a temperature superiori ai 1.000 °C.
Condizioni che avrebbero distrutto qualsiasi altro aereo, ma che invece non hanno scalfito il progetto giapponese. Mentre il motore ha continuato a funzionare perfettamente, infatti, tutte le condizioni operative sono rimaste pressoché stabili e anche le temperature all’interno del velivolo non si sono distaccate troppo da quelle ordinarie. Questo vuol dire che l’aereo ipersonico può funzionare con i sofisticati sistemi di controllo elettronici in uso, senza che il calore e la velocità ne compromettano il volo e la sicurezza.
Questi elementi sarebbero sufficienti da soli a rendere il test giapponese un evento indimenticabile, ma i ricercatori non si sono certo fermati a questi aspetti, anzi stanno anche studiando l’impatto ambientale dei gas di scarico. Il motore a statoreattore può essere efficacemente alimentato a idrogeno, con tutti i vantaggi ambientali che ne conseguono, garantendo al tempo stesso una semplificazione meccanica. L’aria in ingresso viene compressa prima delle combustione, proprio attraverso l’altissima velocità del veicolo. Ciò però vincola comunque a sfruttare velocità molto elevate per il funzionamento ottimale del motore, motivo per cui gli studiosi stanno proseguendo le analisi.
Insomma, un’autentica fase di preparazione per una rivoluzione del settore aereo, che sembra avvicinarsi sempre di più. Lo studio ingegneristico per l’aereo ipersonico giapponese non mira soltanto ad apportare miglioramenti, ma a sfidare apertamente le leggi della fisica, esponendo il velivolo a temperature elevate e onde d’urto.
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