Cortemaggiore, addio al pozzo petrolifero simbolo del boom economico italiano

Andrea Fabbri

14 Giugno 2026 - 17:14

Sono iniziati i lavori per la chiusura del più antico giacimento petrolifero italiano. È partito da qui il boom motoristico del nostro Paese

Cortemaggiore, addio al pozzo petrolifero simbolo del boom economico italiano

Il 2026 sarà un anno storico per il comparto energetico italiano e per tutta la storia del Paese. Dopo 77 anni di attività verrà chiuso il pozzo 1 AGIP situato nel giacimento di Cortemaggiore, nella provincia di Piacenza.

Inaugurato nel 1949 per volontà di Enrico Mattei, poi fondatore di ENI nel 1953, ha rappresentato l’inizio della storia petrolifera del nostro Paese e uno dei simboli del boom economico post Seconda Guerra Mondiale.

I lavori di chiusura del pozzo

Pochi giorni fa sono partite le opere di chiusura mineraria del pozzo, coordinati dal personale di Stogit, azienda sotto il controllo di Snam. I lavori verranno gestiti tramite una torre di perforazione che avrà il compito di tagliare e recuperare le antiche tubazioni, piazzate fino a 1.500 metri di profondità.

Una volta recuperate le tubazioni il giacimento verrà sigillato con quattro tappi in cemento che riporteranno l’area in sicurezza e restituiranno il terreno alla sua funzione originaria, quella agricola.

Il simbolo del boom automobilistico italiano

Il pozzo 1 di Cortemaggiore è molto più che un semplice pozzo di petrolio. È stato la scintilla da cui è nata la rinascita di un’Italia messa in ginocchio dalla Seconda Guerra Mondiale.

È proprio da qui che l’Italia ha iniziato a estrarre petrolio in quantità commerciali. Petrolio da cui veniva raffinata la “Supercortemaggiore”, l’unica benzina “creata” interamente su suolo italiano.

Un giacimento di piccole dimensioni che ha però rappresentato moltissimo, sia a livello sociale che di opinione pubblica. Per la prima volta l’Italia poteva mirare all’autonomia energetica e nei successivi 48 anni il pozzo ha fruttato oltre 720mila barili di petrolio.

In realtà le estrazioni sono terminate nel 1996 ma il giacimento è rimasto attivo fino a oggi come deposito di stoccaggio nazionale del gas acquistato all’estero.

La nascita del simbolo di AGIP

Il pozzo 1 fu fondamentale anche per un altro motivo: la nascita del cane a 6 zampe di AGIP. In Italia il numero di macchine salì dai 400.000 esemplari circolanti del 1958 agli oltre 5 milioni del 1963.

Per rifornire il parco mezzi ENI decise di affidare a Marcello Nizzoli e Mario Olivieri la progettazione di un nuovo distributore di benzina con cui commercializzare la “Supercortemaggiore”.

Il frutto di quel lavoro fu un distributore con forme squadrate, facciata bianca e gialla e colonne rosse ai lati. Il tutto sormontato dal simbolo del cane a sei zampe che in breve tempo divenne l’icona di AGIP, l’Azienda Generale Italiana Petroli.

Un’immagine che ancora oggi rappresenta il logo di ENI.

La benzina che diventa icona popolare

In poco tempo la benzina “Supercortemaggiore” si trasformò da semplice carburante a simbolo della rinascita italiana. Questo grazie a una incredibile campagna di spot pubblicitari televisivi ideata da Luciano Emmer e che vide tra gli autori icone della cultura tricolore come Franca Valeri, Dario Fo e Gabriele Ferzetti.

Una campagna di spot che si chiudevano sempre con lo stesso, immortale, slogan: «Supercortemaggiore, la potente benzina italiana».

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