Andrea Fabbri
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ISIN IT0003153415 · Pagina aggiornata il
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Chiusura del 29 ottobre 2026
Snam chiude a 6,12 euro in calo dello 0,94%, dopo un mese che resta in progresso del +9,45%. Il quadro è di trend rialzista nel breve e medio periodo, con il prezzo sopra le medie a 20 e 50 sedute. L'RSI a 74,7 segnala però una condizione di ipercomprato, e la media a 200 sedute, a 6,13, è subito sopra le quotazioni.
Il titolo ha aperto a 6,18, in linea con la chiusura precedente e dentro il range della seduta di ieri. Ha poi oscillato tra 6,22 e 6,02 e ha chiuso a metà range. I volumi sono stati di 8.475.207 pezzi, sopra la media a 20 sedute di 5.670.138. Sul confronto settimanale Snam sale del +3,84%, un po' meglio del FTSE MIB a +3,34%. Per la prossima seduta le resistenze sono in area 6,22 e 6,31, mentre il primo supporto è a 6,02, seguito da 5,93. La volatilità giornaliera media a 20 sedute è dello 0,88%.
L'ADX a 43,4 indica un trend ben definito, con +DI a 35,7 ampiamente sopra -DI a 11,8. Il MACD a 0,124 resta sopra la linea del segnale (0,079). Lo stocastico, con %K a 83,0 sotto %D a 92,7, mostra però una perdita di slancio di breve periodo. Il prezzo è in prossimità della banda di Bollinger superiore (6,20), mentre quella inferiore è a 5,40. La regressione a 60 sedute ha pendenza di 0,03% al giorno con R² 0,04, quindi poco esplicativa. L'esponente di Hurst a 0,57 suggerisce una moderata tendenza a proseguire il trend. Il ciclo dominante, di circa 120 sedute, è vicino al massimo. La stagionalità del mese è positiva (+2,23% in media, 5 anni su 8), ma resta solo una tendenza statistica. Il beta di 0,17 indica una bassa sensibilità al FTSE MIB. Il massimo a 52 settimane è a 6,87, il minimo a 5,34. Sul ritracciamento di Fibonacci il livello del 61,8% a 6,05 è alle spalle del prezzo.
Altre notizie
Commento alla seduta generato automaticamente sui dati di chiusura della seduta, supervisione a cura dell'Ufficio Studi di Money.it. Supporti e resistenze e altri indicatori sono calcolati a partire dai dati di mercato e non generati da AI.
Il presente testo ha solo scopo informativo e non costituisce consulenza o sollecitazione all'investimento.
| Simbolo | SRG |
|---|---|
| ISIN | IT0003153415 |
| Var. % | -0,94% |
| Apertura | - |
| Minimo oggi | - |
| Massimo oggi | - |
| Ultima chiusura | 6,118 |
| Minimo 52 sett. | 5,348 |
| Massimo 52 sett. | 6,808 |
| Resistenza 2 | 6,31 |
|---|---|
| Resistenza 1 | 6,22 |
| Prezzo di chiusura | 6,12 |
| Supporto 1 | 6,02 |
| Supporto 2 | 5,93 |
| RSI (14) | 74,7 |
| Volatilità media giornaliera (20 sedute) | 0,88% |
| Titolo / FTSE MIB a una settimana | +3,84% / +3,34% |
| Media mobile 50 sedute | 5,70 |
| Media mobile 200 sedute | 6,13 |
| MACD / segnale | 0,124 / 0,079 |
| ADX (14) | 43,4 |
| Bande di Bollinger (20, 2) | 5,40 - 6,20 |
| Ciclo dominante | 120 sedute, vicino al massimo del ciclo |
| Beta con il FTSE MIB (1 anno) | 0,17 |
Dati di chiusura del 29 ottobre 2026. Supporti e resistenze calcolati con i pivot point classici sulla seduta.
Snam è il gestore della rete nazionale dei gasdotti ad alta pressione e della parte principale degli stoccaggi di gas in Italia. Le azioni sono quotate su Euronext Milan con ticker SRG e codice ISIN IT0003153415 e fanno parte del FTSE MIB; il grafico mostra il prezzo in euro su Borsa Italiana.
Il nome è l’acronimo di Società Nazionale Metanodotti, costituita nel 1941 all’interno dell’Agip e poi entrata nel gruppo Eni. Nel 2001 la società delle reti, allora Snam Rete Gas, arriva in Borsa; nel 2012 cambia nome in Snam. Nello stesso anno Eni cede il controllo a Cassa Depositi e Prestiti, che è oggi l’azionista di riferimento attraverso CDP Reti. Nel 2016 la distribuzione cittadina del gas è stata scorporata con la quotazione autonoma di Italgas. La sede è a San Donato Milanese.
Le attività regolate sono tre:
I ricavi di questi business sono fissati dall’ARERA, l’autorità di regolazione, sulla base del capitale investito. Snam ha anche partecipazioni in gasdotti e operatori esteri, tra cui il TAP, e sviluppa progetti su biometano, idrogeno e cattura e stoccaggio della CO2, a partire dal progetto di Ravenna con Eni.
Per una utility regolata pesano soprattutto il tasso di remunerazione riconosciuto dal regolatore, il livello dei tassi d’interesse, il piano di investimenti e il ruolo della rete nella sicurezza degli approvvigionamenti europei.
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