Ancora maxi giacimenti di petrolio e gas in Africa. La nuova scoperta di Eni fa sognare in grande.
Eni è presente nell’Africa occidentale da più di un decennio, un impegno protratto nel tempo che sembra garantire frutti sempre migliori. Secondo le ultime stime del colosso energetico italiano, infatti, il solo giacimento di Calao Sud, al largo della Costa d’Avorio, dovrebbe contenere quasi 142 miliardi di metri cubi di gas naturale e 450 milioni di barili di condensati, equivalenti a circa 1,4 miliardi di barili di petrolio. Veri e propri tesori che possono dare una grossa spinta all’attività di Eni e, come sottolineato dall’azienda stessa, contribuire a soddisfare il fabbisogno energetico interno della Costa d’Avorio. Ma prima di arrivare a questo punto manca un passaggio iniziale cruciale, ossia iniziare l’estrazione. Di fatto, potrebbe volerci ancora un bel po’ di tempo per passare all’azione, ma ciò non toglie nulla al valore della scoperta.
Eni scopre enormi giacimenti di petrolio e gas
Murene South-1X, il primo pozzo esplorativo nel Blocco CI-501, si prepara a dare grosse soddisfazioni a Eni, che ne detiene il 90%. La perforazione del pozzo ha infatti confermato la strategia di Eni in Costa d’Avorio, che potrà ora appropriarsi anche del secondo giacimento più grande del Paese. Come anticipato, si tratta di volumi stimati di oltre 140 miliardi di metri cubi di gas e 1,4 miliardi di barili di petrolio, in quello che è stato soprannominato Calao South. Al primo posto troviamo il giacimento di Barleine, che oggi produce oltre 62.000 barili di petrolio e più di 2 milioni di metri cubi di gas al giorno.
Passando alla fase 3, il giacimento, di cui il restante 10% è detenuto dalla Petroci Holding, dovrebbe arrivare a una produzione di a 150.000 barili di petrolio e circa 6 milioni di metri cubi di gas al giorno. La presenza dell’azienda italiana non si ferma qui, visto che in totale detiene quote di partecipazione in altri 9 blocchi di esplorazione. In particolare, ci sono i seguenti blocchi in partnership con Petroci Holding:
- CI-205;
- CI-504;
- CI-526;
- CI-706;
- CI-707;
- CI-708.
Restano infine, in partnership con Petroci Holding, Vitol e SOCAR, sottoposti ad approvazione governativa:
- CI-401;
- CI-801;
- CI-802;
- Baleine AEE.
Il blocco CI-501 si appresta però a essere uno dei più promettenti. La campagna di acquisizione dati condotta con la nave di perforazione Saipem Santorini, giunta a una profondità totale intorno ai 5.000 metri (di cui 2.200 metri sott’acqua), conferma la ricchezza di Calao. Come chiarito dall’azienda, “Murene South-1X ha confermato l’intervallo principale di idrocarburi con uno spessore grosso di circa 50 metri, con eccellenti proprietà petrolfisiche”.
Possiamo estrarli?
Il prossimo passaggio servirà a determinare con maggiore precisione le capacità produttive di Calao South. Eni ha spiegato che ora “Murene South-1X sarà sottoposto a un test completo convenzionale dello stelo di perforazione (DST) per valutare la capacità produttiva della scoperta di Calao”. Di fatto, la fase più complessa è quella della ricerca e dell’esplorazione. Arrivati al punto della perforazione, infatti, è semplicemente ora di verificare il tipo e la quantità degli idrocarburi contenuti. Finiti questi passaggi tecnici, che in questo caso promettono più che bene, si può passare all’estrazione. Nel complesso, prima di passare alla produzione di gas e petrolio da Calao South ci vorrà ancora qualche anno, addirittura 7/8 anni secondo qualche esperto, ma si tratta di stime molto abbondanti.
Comunque, la componente prettamente scientifica e tecnologica è fondamentale, ma non è tutto. Per passare alla produzione bisogna quantificare i costi dell’estrazione e i ricavi attesi, predisporre i trasporti (non un aspetto problematico vista la vasta presenza di Eni nell’area) e così via. Per quanto riguarda il gas, comunque, quello della nuova scoperta sulla costa ivoriana sarà riservato a coprire il fabbisogno nazionale. È sul petrolio che anche il governo vorrebbe aumentare le esportazioni, presumibilmente fornendo una spinta visto che i primi obiettivi sono fissati al 2027.
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