Correnti magistratura, cosa sono e quali (e novità referendum)

Ilena D’Errico

15 Marzo 2026 - 19:55

Ecco cosa sono le correnti della magistratura, quali sono le principali e cosa cambierebbe con il referendum.

Correnti magistratura, cosa sono e quali (e novità referendum)

Il referendum della giustizia in arrivo è delicato sotto più punti di vista, ma tra i problemi più fortemente evidenziati dai cittadini c’è la tecnicità del quesito e degli elementi necessari alla formazione di un’opinione personale che non dipenda dagli slogan politici. Ma arrivare preparati alla votazione sulla riforma è possibile, avendo a disposizione tutte le informazioni. Tra queste, c’è sicuramente quella delle correnti della magistratura, perché senza sapere cosa sono non è possibile comprendere perché i sostenitori del sì vogliono contrastarle e i sostenitori del no non le temono.

CSM e ANM: vocaboli del referendum

Per capire cosa sono le correnti bisogna necessariamente partire dal Consiglio superiore della magistratura, il CSM che la riforma Nordio vuole cambiare, e l’Associazione nazionale magistrati, l’ANM. Non sono la stessa cosa, ma inevitabilmente si intrecciano. Il CSM è un organo di rilievo costituzionale, come chiarito dalla Corte Costituzionale, cui sono sottoposti obbligatoriamente tutti i magistrati, giudici e pubblici ministeri.

Secondo l’articolo 105 della Costituzione italiana, il CSM si occupa “secondo le norme dell’ordinamento giudiziario, le assunzioni, le assegnazioni ed i trasferimenti, le promozioni e i provvedimenti disciplinari nei riguardi dei magistrati”. Attualmente, quindi, il Consiglio superiore della magistratura si occupa anche (ma non solo) dei provvedimenti disciplinari, che la riforma Nordio vorrebbe invece assegnare a un altro organo apposito da istituire: l’Alta corte disciplinare, unica per magistrati giudicanti e requirenti.

Il CSM, invece, verrebbe diviso così da separare pubblici ministeri e giudici. La scelta dei membri viene affidata dal ddl Nordio al controverso sorteggio, ipotizzato insieme all’Alta corte disciplinare proprio per restituire sovranità e indipendenza agli organi. I sostenitori della riforma temono infatti l’influenza delle correnti sul CSM, ma secondo i sostenitori del no questo condizionamento è di dubbia portata, perché l’appartenenza a una corrente non equivale in automatico a essere politicizzati.

Cosa e quali sono sono le correnti della magistratura

In ogni caso, le correnti sono di per sé legittime. Si tratta di gruppi di magistrati all’interno dell’ANM, riunendo professionisti con idee comuni sull’interpretazione della legge e favorendo il dibattito, riguardante anche le questioni politiche. L’esistenza e l’appartenenza a una corrente non sono aspetti necessariamente negativi, ma piuttosto occasioni di ricerca e approfondimento. Il fatto è che la presenza di una manciata ristretta di correnti predominanti con gran parte dei magistrati iscritti rischia di compromettere l’indipendenza della magistratura, influenzando nella migliore delle ipotesi le nomine come nel caso Palamara.

D’altra parte, le correnti sono nate nel pieno spirito democratico, permettendo a ogni interpretazione e principio ideologico di avere rappresentazione. Dal punto di vista prettamente numerico, comunque, è evidente che l’operato del CSM non può ignorare completamente l’influenza delle correnti. Le più importanti sono in particolare:

  • Unità per la Costituzione;
  • Magistratura democratica;
  • Movimento per la giustizia;
  • Magistratura indipendente.

Novità del referendum

L’ANM riunisce più di 9.000 magistrati su un totale di circa 11.000, circa il 90% del totale. L’iscrizione non è obbligatoria trattandosi di un’organizzazione associativa e in certa misura rappresentativa, non un sindacato però, ma di fatto gli iscritti sono molto vicini alla totalità della magistratura. Non trattandosi neanche di associazioni politiche non ci sono dati pubblici sugli iscritti, ma secondo il presidente dell’ANM Cesare Parodi i magistrati iscritti a una corrente sono un quinto del totale, poco più di 2.000.

È quindi vero che sulla carta le correnti sono gruppi associativi e non partiti politici, ma nella pratica non è difficile associarli per ideologie alla politica, come pure per le modalità con cui si formano le alleanze. È bene sapere che le correnti degne di nota sono rappresentate dagli attuali membri togati del CSM in maniera equilibrata tra destra e sinistra, secondo le associazioni abituali. La condivisione puramente interpretativa lascia spazio alla nascita di filoni e campagne interne, che la riforma Nordio vuole sradicare, ma secondo i sostenitori del no è marginale ed è più temibile la pressione politica in caso di frammentazione.

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