Coronavirus, Salvini: “è guerra. Si arriverà a 1.000 morti entro la settimana”

Coronavirus in Italia: Salvini alza il tiro sull’entità dell’emergenza e parla di una vera e propria guerra. Il leader della Lega azzarda anche una previsione sul numero dei decessi. Le ultime dichiarazioni.

Coronavirus, Salvini: “è guerra. Si arriverà a 1.000 morti entro la settimana”

Matteo Salvini torna a parlare dell’emergenza coronavirus in Italia. Lo fa, come di consueto, attraverso un video in diretta Facebook.

Le sue parole suonano come un ammonimento severo contro il Governo, colpevole, a detta del leader della Lega, di non avere abbastanza coraggio in una situazione considerata ormai insistenibile.

Il ragionamento salviniano è chiaro: non basta la stretta sulla chiusura di negozi e servizi che Conte ha annunciato ieri in serata. Troppi sono, a suo avviso, le persone costrette ancora a recarsi sul posto di lavoro. Le restrizioni vanno rese drastiche e assolute.

Lo scenario descritto da Salvini sul coronavirus in Italia è di una vera e propria guerra, con tanto di previsione sul prossimo numero di decessi.

Coronavirus: Salvini annuncia un vero bollettino di guerra

Tono polemico e allarmato quello di Salvini. In queste ore concitate per l’intero Paese alle prese con l’apice di una crisi sanitaria da coronavirus sempre più grave, il leader della Lega alza il tiro della polemica.

La sua preoccupazione è talmente forte che non esita a descrivere l’Italia come uno Stato in guerra. Queste le ultime dichiarazioni sui social:

E aggiunge la sua previsione: entro la settimana si arriverà a più di 1.000 morti. Per questo non esita a criticare il Governo per non aver imposto regole ancora più riduttive, soprattutto per quanto riguarda la chiusura di esercizi commerciali e aziende produttive.

Salvini si schiera a favore di quelli che, a sua opinione, sono i cittadini di serie B, ovvero tutti i professionisti costretti ad andare a lavorare come tassisti e operai. L’accusa contro Conte è rinnovata:

“Non è stato deciso nulle per le imprese, per le fabbriche che non sono essenziali. Non è possibile che il Governo deleghi ai governatori, ai sindaci, agli imprenditori, ai farmacisti cosa fare, se chiudere o no. Serve un Governo forte, che dia indicazioni chiare.”

Che Salvini, più che l’Italia, sia in guerra era già evidente da giorni, vista la sua contrarietà alla linea generale dell’esecutivo sul coronavirus. Un conflitto ancora in atto, considerando che ha appena affermato di voler essere collaborativo ma non complice con il Governo e che presenterà nuove e personali misure.

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