Coronavirus Romania: l’Italia trema per il boom contagi nel Paese dell’Est

La Romania è sotto osservazione in Europa per l’aumento di contagi giornalieri nelle ultime settimane. Il picco di positivi del Paese minaccia direttamente l’Italia, dove colf e badanti romene lavorano senza misure di controllo.

Coronavirus Romania: l'Italia trema per il boom contagi nel Paese dell'Est

Prima il Bangladesh, ora la Romania: il coronavirus che avanza in Paesi stranieri fa tremare anche l’Italia. Perché il boom di contagi dello Stato dell’Est è un grave rischio per la nostra nazione?

L’allarme è scattato per la massiccia presenza di lavoratori romeni nel Belpaese. La comunità dello Stato dell’Est conta oltre 1 milione di persone che vivono nelle nostre città.

Le frontiere aperte tra i due Paesi sono ora nel mirino e preoccupano gli italiani, soprattutto per il settore assistenziale: sono davvero molte le colf e le badanti romene impiegate nelle nostre famiglie. Cosa aspettarsi?

Di certo, senza dovuti controlli, il coronavirus in Romania mette a rischio l’Italia. Per questo il ministro della Sanità Speranza ha emesso un’ordinanza per istituire la quarantena obbligatoria a chi è stato nel Paese romeno o in Bulgaria negli ultimi 14 giorni.

Il coronavirus in Romania spaventa l’Italia: ecco perché

Con più di 38.000 positivi a livello nazionale e con picchi giornalieri di oltre 600 contagiati, la Romania sta diventando protagonista delle cronache da coronavirus.

La massima allerta è scattata a luglio, quando il focus epidemia del Vecchio Continente si è concentrato a Est, con i Balcani in piena emergenza. Ora, lo Stato romeno rischia addirittura di diventare il Brasile europeo.

Questo scenario, considerando che al momento non sono state imposte misure restrittive eccezionali dal Governo, spaventa l’Italia. La ragione è semplice e concreta: dalla Romania arrivano molti cittadini nel nostro Paese, sia per ricongiungimento familiare, sia per lavorare nei campi e soprattutto nell’assistenza domiciliare.

Dopo essere tornati nelle loro famiglie romene nel periodo più buio dell’epidemia italiana, ora tanti sono tornati e stanno rientrando in Italia. Proprio per riprendere il lavoro, specialmente di colf e badanti.

Con quali controlli? Sulla carta nessuno. Dalla Romania non è previsto alcun blocco dal Governo italiano e le persone possono atterrare senza vincolo di quarantena (diversamente da quanto accade per Serbia, Montenegro, Kosovo).

Questo significa che assistenti per malati e anziani, categorie fragili e ad alto rischio per il coronavirus, stanno lavorando nelle case italiane senza essere sottoposte a controlli di sicurezza, come i tamponi.

Più controlli su colf e badanti romene

L’appello al ministero della Salute per affrontare questo grave rischio epidemiologico che arriva dalla Romania è stato lanciato dall’Associazione nazionale dei datori di lavoro domestico.

Sulle pagine de Il Messaggero, il vicepresidente Andrea Zini ha sottolineato che:

“Non ci sono norme che tutelano le famiglie e questi lavoratori sono a contatto con soggetti fragili. Siamo preoccupati, non c’è una soluzione chiara.”

Il monito è diretto al Governo e al ministro Speranza, affinché si possano adottare misure precauzionali come, per esempio, quelle imposte da Zaia in Veneto. Il governatore ha ordinato isolamento e tampone per i lavoratori nell’assistenza da Paesi extra-UE (non dalla Romania).

Evitare altri focolai da importazione è fondamentale per l’Italia. La nazione romena, purtroppo, minaccia la nostra sicurezza sanitaria, considerando anche che circa metà dei 2 milioni di lavoratori domestici nel Belpaese proviene dall’Europa dell’Est.

Il coronavirus in Romania rischia di avere profonde ripercussioni in Italia, come il diffondersi di nuovi focolai.

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